Il Centro con Montezemolo leader vale almeno il 15%

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Luca di Montezemolo

 

Tutto ruota intorno alla figura di Luca Cordero di Montezemolo. E’ lui l’asso nella manica di Pierfedinando Casini. E’ lui che può stravolgere il quadro politico e dare vita a un centro forte che possa allearsi di volta in volta con il Pdl (magari nel futuro di Fini) o con il Pd (probabilmente di Bersani). Guai, però a usare la parola Grande Centro. “Non va bene, porta male. Evoca un partito cattolico, ricorda Martinazzoli e le sconfitte“, spiega ad Affaritaliani.it il presidente dell’Swg Roberto Weber.

Che non ha dubbi: “L’Unione di Centro attuale vale il 7%, massimo può arrivare all’8%”. Con il presidente della Ferrari tutto cambia. O meglio, tutto cambierebbe. “Montezemolo è sinonimo di credibilità e affidabilità. Un partito centrista con lui alla guida arriverebbe molto molto più in alto. Almeno al 15% direi. E sottrarrebbe consensi tanto al Centrodestra quanto al Centrosinistra, ma certamente non alla Lega”. Anzi, un’operazione di questo tipo – secondo il sondaggista – “rafforzerebbe il Carroccio. E parecchio anche. Già adesso il movimento di Bossi è notevolmente sopra il 10,2% ottenuto alle elezioni europee di giugno”.

E Rutelli? L’impressione dentro e fuori i democratici è che l’ex sindaco di Roma, nonostante la smentita di un suo addio al Pd, stia proprio aspettando la decisione di Montezemolo. Senza l’ex leader della Confindustria in campo non lascerà il Partito Democratico. Diversamente lo farà, proprio per costruire qualcosa di diverso e non di sinistra. Con l’ex presidente della Margherita, però, non ci sarebbero più di un paio di senatori e di cinque deputati. Nessun big tra loro. Ermete Realacci, ad esempio, non seguirebbe l’ex vicepremier di Prodi. Così come non lo farebbero nemmeno Luigi Zanda e Paolo Gentiloni.

E anche Weber non assegna a Rutelli un ruolo da protagonista. “Ha corso contro Berlusconi in ottica bipolare e poi va al centro? I cittadini non dimenticano e non capirebbero“. Insomma, l’impressione è che per il Pd non sarebbe un terremoto, al massimo una mini-scissione come è stata in Lombardia con il passaggio di Pierluigi Mantini all’Udc. Il vero ‘turbo’ del centro è Montezemolo, l’uomo che può valere quasi dieci punti percentuali rivoluzionando il risiko della politica italiana, con l’indebolimento dei due grandi partiti e il rafforzamento della Lega.

tratto da affaritaliani.it       inserito da michele de lucia

 

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