ANNA AITA SCRIVE DEL PROF. ALDO DE GIOIA, NOTO IN CAMPO INTERNAZIONALE, DOCENTE DI FILOSOFIA, PEDAGOGIA E NOTO STORICO.

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

 

 

 

ALDO DE GIOIA E LA FAMIGLIA CARUSO

E’ più che naturale, direi scontato, che un personaggio come Aldo De Gioia, il quale ha dedicato i suoi studi e la sua vita alla città di Napoli (soffermandosi, spesso, con dedizione e passione al personaggio Enrico Caruso, che ha nutrito la sua fantasia di artista e il suo orgoglio di napoletano, fin da ragazzino), dovesse in un’ora qualunque di un giorno qualunque (e, direi, più precisamente in un momento predestinato), incontrare qualcuno che gli fornisse l’aggancio per entrare, più in profondità, nel mondo carusiano.

Avvenne nell’autunno del ’97 che il nostro personaggio, docente di filosofia e pedagogia, noto storico napoletano, varcò, per l’ennesima volta, l’ingresso della farmacia “Andreotti”, in via Duomo,  fu proprio in quel giorno che, alle dott.sse Elvira Gentile e Angela Cioffi, gestrici della farmacia, fu svelato, per caso, chi fosse quel signore così cortese, loro cliente da tempo. Immediato furono entusiasmo e decisione di proporre di tenere una conferenza su Enrico Caruso, in occasione della venuta in Italia di Aldo Mancusi, direttore del “Museum Carusiano” di Brooklyn. Inutile dire con quanto piacere Aldo De Gioia rispondesse alla richiesta. In accordo con il presidente dell’associazione “Antonio Livio”, per la quale aveva tenuto un seminario, sulla storia di Napoli (presso l’Assarco – Associazione Commercianti), organizzò un incontro con conferenza, sul grande artista, presso il Circolo Canottieri Posillipo. Il pubblico in sala fu numerosissimo e, tra i presenti, sono da sottolineare Federico Caruso, Aldo Mancusi, Elvira Gentile, e il console americano. La serata vide, inoltre, per la prima volta insieme, Guido D’0nofrio, lo scrittore Riccardo Vaccaro e la famiglia Caruso al completo.

L’anno seguente, Aldo Mancusi ritornò a Napoli. In tale occasione, con l’appoggio stavolta della “Fondazione Humaniter”, Aldo De Gioia organizzò una conferenza-spettacolo presso l’”Artistico”. Tale pomeriggio fu condotto magistralmente dallo stesso De Gioia, dal presidente dell’Humaniter, Massimo Della Campa, e dalla dott.ssa  M. Luisa Zazzera. A rendere la serata ancora più piacevole, contribuirono le

esibizioni del chitarrista Andrea Mellino e dei pianisti Francesco Caramiello e Pino Fanti. Io stessa fui presente partecipando all’entusiasmo generale con la lettura di una poesia su Caruso. La presentazione fu tenuta da Angela Tansillo.

Da Sorrento, terra particolarmente legata alla vita di Enrico Caruso, giunsero il tenore centenario Umberto Davide, alcuni amici sorrentini e l’avv. Bruno Barbato, critico musicale, che completarono l’incontro. La sera, tutti a cena a Sorrento, nel ristorante Caruso di Paolo Esposito, presente la famiglia del celebre tenore con la Sig.ra Fanny, madre di Federico e Riccardo Caruso.

Il ricordo e l’elogio al grande Enrico continuò nel tempo. Il 3 Febbraio dell’anno successivo, nello stesso locale sorrentino, Aldo De Gioia organizzò una serie di serate carusiane, con la partecipazione della pianista Luisa Monti, che mise in musica, facendoli ascoltare, alcuni versi del noto storico. Nacque così la splendida canzone,

dedicata al tenore, dal titolo “La leggenda di una voce”. Orchestrazione ed esecuzione del brano furono di Gianni Milo, mentre l’interpretazione canora fu affidata al tenore italo-americano Francesco Malafronte. Presenziarono alla serata Guido D’Onofrio e Bruno Venturini.

La primavera successiva vide Aldo De Gioia su RAI 2, nella trasmissione di Michele Cocuzza “La vita in diretta” dedicata a Caruso. La ripresa fu effettuata dalle terrazze dell’Hotel Vittoria. Durante tale evento fu offerta a D’Onofrio, personaggio noto per essere appassionato Carusiano, un dipinto raffigurante il suo beniamino.

Tornato, nell’anno successivo, Mancusi dall’America, con un bagaglio di cimeli carusiani, fu organizzata una piccola mostra, con conferenza spettacolo presso la Sala Gemito. Questa volta, l’appoggio venne dal Comune di Napoli.

Nel corso dello spettacolo presentato dallo stesso storico, si esibì, cantando, Riccardo Caruso, accompagnato al piano da Pino Fanti (Per maggiori notizie, consultare “Zibaldone Napoletano”), pubblicato da Aldo De Gioia. “La Repubblica riportò ampiamente questi incontri, con articoli a firma di Fabrizio Ferruccio.

Non passò molto tempo prima che Aldo De gioia fosse contattato dal produttore cinematografico Mikol Capasso che intendeva realizzare un documentario su Caruso (notizie dettagliate su “Zibaldone Napoletano”). In tale occasione, fu affidata, allo storico la sceneggiatura della parte napoletana del film.

Ancora una conferenza fu tenuta, dal nostro personaggio, a Foggia, dietro invito di D’Onofrio, momento in cui assunse molta rilevanza la visita privata fatta dal De Gioia al prof. Ricci, collezionista di cimeli carusiani.

Dall’incontro con Carlo Postiglione, presidente dell’Associazione Culturale  Megaris, nacque e si realizzò il progetto di una mostra di immagini carusiane, per la quale diverse foto furono tratte dal documentario filmato di cui sopra. Tale interessante realizzazione, che fu viatico di diffusione della vita di Enrico Caruso, portò ad un incontro del Postiglione con il Mancusi, quando questi giunse a Napoli per la quarta volta. La mostra ebbe tale successo che fu riportata a Procida nei “Giardini di Elsa” con una conferenza stampa che ebbe, tra gli altri relatori, Aldo De Gioia. (per maggiori dettagli, consultare “Zibaldone Napoletano”).

Da un’idea di Elvira Gentile, della Cioffi e dello storico napoletano, si diede inizio ad una serie di incontri nel salone sottostante alla farmacia, con una esposizione di elementi che erano appartenuti al grande Enrico. Particolarmente suggestivo fu il rito dell’accensione di un cero alla Madonna, nella Basilica di Pompei, svoltosi secondo la volontà testamentaria di Enrico Caruso, con organizzazione dello stesso De Gioia e del Mancusi.

Su richiesta di Paolo Esposito, Aldo De Gioia scrisse la storia del grande Artista. Da tale lavoro, nacquero dei depliants che continuano ad essere dispensati nel locale stesso. Simile richiesta venne avanzata allo storico da Lidia Fiorentino, proprietaria dell’Hotel Vittoria di Sorrento.

E’ possibile leggere il contenuto di tali foglietti divulgativi su internet, essendo stati inseriti nello spettacolo di Katia Ricciarelli, per commentare il tenore Caruso, nell’anno 2004. Tale sito è tuttora presente.

(il riferimento di queste note è provato da testimonianze derivanti da libri e giornali, nonché da testimoni oculari).

 

P.S. appena da poco, apprendiamo da Aldo Mancusi che Elvira Gentile ed Aldo De Gioia sono stati inseriti nell’Accademia Internazionale American Italian Culturae, per aver onorato per lungo tempo la figura di Enrico Caruso.

Anna Aita

 

Inserita da Alberto Del Grosso

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