SALERNO, NASCE UNA BAMBINA MORTA. INCHIESTA ALLA CLINICA DEL SOLE

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SALERNO — Alla clinica del Sole una bimba nasce morta. È la prima figlia di Beniamino Brancaccio, noto commercian­te salernitano, e di sua moglie Anita Accetta. La Procura di Sa­lerno apre un’inchiesta e noti­fica due avvisi di garanzia. La ginecologa I. V. che ha tenuto in cura la donna e l’ostetrica R. D. F. che ha assistito al parto sono accusate di aborto colpo­so. L’ipotesi di reato potrebbe anche aggravarsi in omicidio colposo: tutto dipenderà dal­l’esito dell’autopsia sul cadave­re della piccola, che il medico legale Domenico Zotti dovrà effettuare stamattina. La famiglia Brancaccio è di­strutta dal dolore. Nessuno vuole commentare quanto ac­caduto. Si affida al proprio di­fensore di fiducia, l’avvocato Michele Tedesco, per chiedere che sia fatta chiarezza sulla morte della loro piccola bimba e per lanciare il messaggio di speranza affinchè episodi del genere non accadano mai più. Tutto accade l’altrieri matti­na. Anita Accetta è in sala travaglio. Deve partorire e le ven­gono effettuate, a detta della difesa, alcune iniezioni per fa­vorire il parto. Prima, però, le fanno l’ultima ecografia. È in quel momento che i medici si accorgono che il cuore della bimba ha smesso di battere. La piccola è morta nel grembo della madre. La donna viene comunque sottoposta a taglio cesareo. Prima ancora che esca dalla sala parto, alla clini­ca del Sole arrivano i carabinie­ri della stazione di Fratte. Il pubblico ministero del Tribu­nale di Salerno, Angelo Fratti­ni, ha già disposto il sequestro della cartella clinica. I carabi­nieri hanno il compito di ac­quisire tutti i referti medici. Compresi quelli redatti tre giorni prima del parto. Per­ché, forse, la tragedia che ha colpito la famiglia Brancaccio comincia tre giorni prima del parto. E precisamente l’otto settembre scorso quando Ani­ta Accetta viene ricoverata in clinica perché ha la febbre mol­to alta e accusa dolori al basso ventre. La diagnosi dei medici è chiara: si tratta di una brutta colica. Per tre giorni, alla gio­vane mamma vengono sommi­nistrati antibiotici e antidolori­fici. Si avvicina, però, anche il giorno del parto. I tempi sono maturi: Anita Accetta è alla quarantunesima settimana di gravidanza e la dottoressa che l’ha seguita negli ultimi nove mesi le aveva garantito che avrebbe partorito naturalmen­te dal momento che la donna aveva avuto una gravidanza se­rena e tranquilla, senza alcun tipo di complicazioni. Circo­stanza quest’ultima conferma­ta anche dal legale della fami­glia Brancaccio. Si arriva così al nove settembre scorso. Alle 17 la donna viene sottoposta all’ultimo tracciato: il giorno successivo avrebbe dovuto da­re alla luce la sua prima figlia. Dal tracciato si evince anche il peso della bimba: quattro chi­li. Ma, la mattina successiva, il lieto evento si trasforma in tra­gedia e l’ultima ecografia, effet­tuata nella sala dei tracciati, non dà scampo: la bimba non c’è più. È morta e non si sa per­ché. L’autopsia sul corpicino della piccola sarà effettuata sta­mattina alle nove e trenta. Angela Cappetta Corriere del Mezzogiorno