VICO EQUENSE MAMME E BAMBINI IN DIFESA DELLA LORO SCUOLA, INDAGINI DELLA PROCURA

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Una battaglia coraggiosa per la loro scuola, nonostante a Vico Equense sia difficile vedere la gente scendere in piazza per i loro diritti. Un diritto sancito da una sentenza del Tar di Napoli e per il quale ieri i consiglieri di minoranza sono andati in Procura a Napoli e dal Prefetto Pansa. Ieri, nuova giornata di mobilitazione dinanzi al Municipio del comitato “Insieme per la scuola”. Durante la mattinata alcuni consiglieri comunali di minoranza si sono recati a colloquio dal Prefetto Alessandro Pansa, che ha garantito il suo interessamento, e dal Procuratore Diego Marmo a cui hanno consegnato un fascicolo, con atti e delibere, sulla vicenda. «Non dipende da noi. Lì la responsabilità è dell’ ente locale» replica il direttore scolastico regionale Alberto Bottino. Nel frattempo, sale il livello della protesta, che si sposta nella frazione di Montechiaro. Genitori e bambini hanno bloccato l’ingresso della scuola, impedendo ai dipendenti comunali di svuotarla.Anche un ente pubblico può resistere ad una sentenza del Tar non ottemperandola e questo significa dover costringere i cittadini a fare un nuovo ricorso al Tar che si chiama “giudizio di ottemperanza” a pochi giorni dall’inizio della scuola. Positanonews è il primo quotidiano online della costiera amalfitana e penisola sorrentina, ci occupiamo di tutti i comuni della costa d’Amalfi e Sorrento, Capri, i Monti Lattari, ma teniamo molto a cuore le sorti di Vico Equense. Rimaniamo basiti dalle riflessioni per o contro le multiclassi, è come se parlassimo di Amsterdam mentre siamo a Londra. Avrà o meno ragione il sindaco Gennaro Cinque, per cui abbiamo nutrito e nutriamo simpatia per il suo attivismo, che porta a risolvere problematiche, a volte giuste, bloccate dalla burocrazia. Ma qui non si tratta di allargare o meno una strada e rendere la vita più facile alla gente, ma delle nuove generazioni, di un diritto, quello allo studio, che va rispettato nella sua effettività anche spaziale, si parla di medioevo per le multiclassi, ma si hanno riscontri scientifici di quello che si dice? Ci risulta che a volte gli allievi delle multiclassi di Vico Equense siano stati poi i migliori, non è che la diversità non sia ricchezza? E togliere una scuola non è impoverire il territorio? Con questo ragionamento dovrebbero sparire scuole in interi piccoli comuni nella stessa vicina costiera amalfitana. A Positano un altro preside, il professor Pezza, nel parlare delle scuole di Montepertuso (parliamo di Positano non Pollena Trocchia, con tutto il rispetto per questa località), che pure sono multiclassi, ha detto “dovranno passare sul mio cadavere se le vogliono chiudere”. Altre persone e altre situazioni forse. Forse per alcune scuole è giusto e le irrazionalità ci sono. Ma la domanda da porsi è un’altra, se un gruppo di cittadini ottiene una sentenza che dice che è ingiusto un provvedimento amministrativo, vale più la sentenza o ciò che dice tizio o caio? Il provvedimento del sindaco può essere giustificato, e sotto alcuni aspetti a noi sembrava esserlo, ma chi ha più diritto a sapere ciò che è meglio per i loro figli se non i genitori? E se la Giustizia ha dato ragione ai genitori che hanno fatto ricorso al Tar bisogna che questa sentenza si rispetti o no? Il punto è questo e forse sembra sfuggire a molti, pure a quelli che, pur da autorevole posizione, fanno interventi che, rispetto a ciò che si parla, non hanno nè capo ne coda.

Michele Cinque