MAIORI, COSTIERA AMALFITANA. SCOMPARE VENERUSO, L´ULTIMO TESTIMONE DI PALATUCCI LO SCHINDLER ITALIANO

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Maiori, costa d’ Amalfi. Se ne è andato in silenzio, perché anche nella morte ha voluto essere ligio al dovere. Uomo di altri tempi, con la Guardia di finanza nel cuore, Giuseppe Veneroso, maresciallo in pensione delle Fiamme gialle, nativo di Pisciotta ma vissuto per tanti anni a Maiori, in costiera amalfitana, ha terminato la sua esistenza terrena a Prato, dove risiedeva da diversi anni. Era l’ultimo testimone della rete che, tra il 1941 e il 1943, trasse in salvo oltre 5.000 ebrei, facendo attraversare loro il confine orientale, il cosiddetto canale fiumano. Veneroso era all’epoca un giovane finanziere, tra quella decina “arruolata” dal prefetto Giovanni Palatucci. Che chiese un elenco di militari, «di quelli buoni, fidati, che non parlano e che non bevono», come è testualmente riportato nel libro che ricorda le gesta dello Schindler italiano, come è stato soprannominato Palatucci. E così Veneroso entrò a far parte della squadra e, in particolare, gli venne affidato un compito di alta responsabilitá: la custodia clandestina dei cinquemila passaporti falsi gestiti segretamente e poi consegnati e utilizzati dagli ebrei provenienti dalla Serbia governata dagli ustascia filonazisti, o dall’est europeo. I finanzieri al confine avrebbero dovuto respingere le persone prive di permesso per l’espatrio: invece “non vedevano” l’esodo di bambini, donne e uomini che riuscirono, in migliaia, a salvarsi. Una storia di grande eroismo e di profonda umanitá vissuta nel rischio e nel pericolo. E Veneroso ne fu uno dei principali protagonisti, portando con sé il segreto, anche a distanza di tanti anni. Perché, fin quando un libro non rese pubblico l’atto eroico, Veneroso non raccontò a nessuno quanto successo, nemmeno alla famiglia, per non tradire la promessa fatta al Prefetto. Gaetano de Stefano