Vico Equense Ritorno a papi country (riceviamo e pubblichiamo)

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Appena tornato dalla Spagna dove mi sono rifiutato di leggere i giornali italiani, sono stato travolto dal clerico fascismo dominante, ma non quello del potere, come si potrebbe facilmente pensare, ma quello della gente comune che legittima quello del potere. Un’allegra famigliola in barca aggredisce su una spiaggia del Cilento un gruppo di gay intenti a fare il bagno al grido di ricchioni e froci, malmenandoli pure. Un gruppo di profughi eritrei spravvissunti alla tragedia dell’affondamento del barcone che li traghettava, gli altri sono morti tutti, 14 i corpi ritrovati, sono stati arrestati perché clandestini. Un’ordinanza leghista nel bergamasco vieta il kebab, il popolare panino con carne di montone, piatto islamico per eccellenza che si vende in tutte le capitali europee. A Vico Equense, il paese dove vivo, l’altra sera un gruppo di ragazzine simil Noemi tutte in posa davanti ad un auto per far pubblicità al veicolo e per farsi notare da qualche settantenne priapico e ricco soprattutto, tra gridolini e traffico fermo, celebrava la catastrofe dell’identità femminile, ma nessuno se ne è accorto. Sempre nel mio paese, la festa patronale manderà in tilt il traffico della sorrentina, mentre il parroco si rammaricava dall’altare che un cittadino finalmente ha avuto il coraggio di denunciare la pericolosità e l’illegalità dei fuochi pirotecnici. Tutto questo succede a PapiContry e allora, con una nostalgia della Spagna nel cuore vi confesso il mio più recondito desiderio. Mi piacerebbe che tutti gli immigrati se ne andassero dall’Italia e che il berlusca rendesse ancora più restrittiva la Bossi-Fini, così a lavare il culo ai nostri anziani, a raccogliere i pomodori, a lavare i cessi, a scaricare le cassette di frutta nei mercati e a fare i lavori pù umili e pericolosi, insomma a fare i peggio lavori peggio pagati e non assicurati ritornassero i validi e volenterosi padani, gli attivi giovanottoni italiani, i solerti e pacifici uomini e donne nostrani. Mi piacerebbe che andassero via così la gente per strada non sarebbe più aggredita e violentata da una criminalità fatta di tunisini e magrebini e polacchi e ucraini, ma solo da ragazzotti veneti, con la terza media, che massacrano i genitori per mangiarsi la loro pensione e con questa comprarsi l’ultima auto di grido e i maglioncini di cachemire e la cocaina e le città sarebbero solo devastate da tranquilli italiani che con spranghe, catene molotov e pistole vanno tranquillamente allo stadio la domenica accoltellandosi su autogrill per festeggiare la squadra del cuore. Mi piacerebbe che andassero via, questi sporchi stranieri, solo per ritrovare i visi dolci dei nostri ragazzini che chiamano frocio il compagno di classe, lo spintonano a schiaffi e calci e restano impuniti, o che lo accoltellano per il motorino, che chiamano terùn il meridionale e scoprono il dialetto della bassa senza sapere l’inglese, ma neanche l’italiano. Mi piacerebbe che andassero via per dare più vigore alla nostra maschia identità nazionale tutta cuore di mamma sua, chiesa e famiglia. Ma più di ogni altra cosa mi piacerebbe che andassero via da questo paese solo perchè sono sicuro che ne troverebbero un altro più accogliente, dove poter lavorare ed essere pagati e assicurati, come tutti: la Spagna, la Francia, la Germania e dove le loro vite sarebbero rispettate, insomma che andassero a prenderselo in quel posto in un paese non civile e pieno di tradizioni come il nostro. A noi così rimarrebbe la piccola, calda e rassicurante italietta autarchica, il PapiCountry di Papi e del Papa che ci portiamo da sempre nel cuore, l’italietta che abbiamo e che stiamo costruendo col papa che tutte le domeniche benedice dalla televisione i deschi riuniti per il pranzo e il padre della patria che ci impartisce consigli con sorrisi finti e cuoio capelluto tinto, con l’ottantacinque per cento della popolazione che insegue il fiume Po e ne beve le acque, la sicurezza della casetta e dei mattoni, il conticino in banca, i mandolini e le chitarre, le tasse abolite o al massimo evase senza punizione e sensi di colpa, gli strombazzamenti televisivi, con le nostre coste sporche e distrutte da discariche abusive, con le nostre città rumorose e senza verde, insomma: finalmente la vera italia ai veri italiani. Allora cosa aspettiamo!!! Cacciamoli via tutti questi sporchi stranieri e ritroviamoci tutti insieme appassionatamente con i comici del 68 bagaglino, i nani e le ballerine antiche, magari anche noi sul quel palco tra frizzi e lazzi, perchè i veri italiani sono così, noi lo sappiamo e lo vogliamo far sapere a tutto il mondo. Quello che non sappiamo è che tutto il mondo tutto questo già lo sa.

Franco Cuomo