Napoli, aveva venduto vacanze fantasma«Ero al tracollo, restituirò tutti i soldi»

0

NAPOLI (28 agosto) – Ho sbagliato, è vero, ma non sono scappato. Concedetemi un po’ di tempo e restituirò tutti i soldi». C’è chi lo dà alle Bahamas con il bottino. Una valigetta con gli incassi dei viaggi-fantasma che ha rifilato ai clienti. Ma non è così. Fulvio Del Piano, titolare dell’agenzia di viaggi Best Travel di Chiaiano, è a casa sua, a Napoli, cercando di riunire i cocci di un’attività imprenditoriale andata a rotoli. Un tracollo che, ai primi di agosto, ha mandato in fumo le partenze di tanti napoletani. «Dovevamo andare a Benidorm, vicino Valencia», dice un ventiseienne che lavora in un bar del centro.

«Eravamo un gruppo di quattro amici. Avevamo prenotato aereo e albergo, 750 euro. Abbiamo iniziato a pagare a rate da maggio a luglio». Pochi giorni prima della partenza, la doccia fredda. «Al momento di ritirare i biglietti, scopriamo che non sono stati emessi. Siamo stati in agenzia tutti i giorni dal 7 al 10 agosto. Il sabato siamo rimasti fino alle 3 di notte aspettando che il titolare, tra pianti e svenimenti, riuscisse a risolvere la situazione con il tour operator. Niente da fare».

Stessa sorte per altri clienti. Giovani, adulti, famiglie, coppie in attesa di partire per la luna di miele per giorni hanno assediato la piccola agenzia di Chiaiano. Proteste, urla, anche un’aggressione fisica. «Hanno ragione i clienti, è tutto vero, ma non ho agito in cattiva fede», dice Del Piano, con la voce rotta dal pianto. La condizione di profonda frustrazione in cui è precipitato nulla toglie alla rabbia dei mancati viaggiatori e al loro diritto di rivalersi sull’agenzia, ma la sua storia – giura il titolare – «non è quella di un truffatore».

Nel ’96 Del Piano entra in società con chi detiene l’agenzia. Già allora, i conti non tornano. I debiti sfiorano i 150 milioni di vecchie lire. I soci poco a poco si sfilano e Del Piano, dal 2002, è solo al timone della Best Travel. «Sono partito azzoppato dal debito, ma le cose non andavano male. Non mi sono arricchito, ma riuscivo a portare avanti l’attività».

Tre anni fa, l’inizio di un incubo. Una spirale di debiti. «Ho capito che non sarei riuscito ad andare avanti agli inizi di agosto di quest’anno. Le prenotazioni per l’autunno erano troppo poche, non avrei potuto saldare ai tour operator le pratiche di agosto. Il 7 mattina, con 20 euro in tasca, sono partito da casa per andare in agenzia, ho dato un bacio a mia figlia e ho pensato: è finita».

E infatti le prenotazioni non saldate, dopo 5 giorni scadono e i viaggiatori restano a terra. «Ho provato a contattare tutti i clienti. Li ho incontrati. Il 10 ho preferito chiudere l’agenzia, ma non sono scappato. Tutti hanno i miei recapiti, anche di casa. Riaprirò entro la fine di questa settimana».

Enrica Procaccini   inserito da michele de lucia