POSITANO MYTH FESTIVAL, TURISTI SULLE ORME DI ULISSE

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Avventura, bellezza, gioco, mare, natura, sensualità, sogno, solarità, tempo, viaggio: sono le dieci parole chiave del Positano Mith Festival, che già da questo numero zero si presenta come una rassegna unica nell’Italia dei festival, ben milletrecento quelli censiti da Domenico De Masi, anima della suggestiva kermesse che ha preso il via ieri e che fino al 12 settembre animerà la perla della Costiera amalfitana. «In un mondo dominato dalla tv che anestetizza lo spirito – dice De Masi – la ricetta salvifica è raffinare l’arte dell’ozio creativo. Non la pigrizia, bensì la conoscenza che arricchisce la mente, il lavoro che crea ricchezza ed il gioco che dà benessere. Collante ritrovare le proprie radici per cercare nuovi orizzonti. È questa la mission – possibile secondo il sindaco di Positano Domenico Marrone – di un festival che del mito fa una moderna strategia di turismo, rivolgendosi ad un pubblico di nicchia. «In sinergia – sottolinea – con Ravello, gemellate nel produrre idee originali ed economicamente vincenti». Ci crede il Comune di Positano nel Pmf, tanto da investire, malgrado i problemi di bilancio, centomila euro. Ci crede la Regione che si è impegnata con 200mila euro. E l’Università di Salerno che, complice Paola Volpe ed il dipartimento di antichità, ha chiamato a Positano i «pensatori» (filosofi, filologi, antropologi, storici) di mezzo mondo. Ci credono gli albergatori (in prima linea il San Pietro) che hanno sponsorizzato l’ospitalità. Mentre la Fondazione Ravello ha contribuito mettendo a disposizione il know ideativo e logistico. Il tema, dunque, è il mito. E, trovandoci nell’arcipelago delle sirene cantato da Omero, il riferimento è Ulisse, il viaggiatore malato di conoscenza e di amore, ed il mare, metafora del viaggio verso l’altrove. Quattro gli itinerari: danza, immagini, musica, riflessione. Il prologo parte dal museo del viaggio (ieri l’inaugurazione) e da un fotografo mito, Pino Settanni, che del mito contemporaneo ha fatto rappresentazione con le sue icone sbalorditive, un mix tra i banali souvenir di bancarella sospesi tra sacro e profano e personaggi cult come Guttuso, Moravia, Mastroianni, la Loren e Fellini. Si snoda, poi, il 28, nell’ex villa del danzatore Massine a Li Galli (cento posti ad invito, lo spettacolo sarà godibile attraverso un maxi schermo sulla spiaggia grande) con il balletto «Apollineo e Dionisiaco», a cura di Daniele Cipriani. Infine il 1 settembre nella cripta medioevale in mostra «I dormienti» di Mimmo Paladino, commento sonoro di Lucio Dalla. Il corpus vero e proprio va dal 5 al 12 settembre con incontri sui miti moderni (Bertinotti, il potere; Daverio, la bellezza; Cecchi Paone, l’astuzia), danza, film, recital, concerti, eventi marini. Gli attori Enzo De Caro, Giuseppe Cederna, Francesco Siciliano e Matteo Belli, musicisti del calibro di Vinicio Capossela o, allo scoccare della mezzanotte, il sax di Nicola Alessini, accompagneranno gli spettatori alla ricerca del genius loci di Positano. Si chiude con il più moderno dei miti positanesi: l’omaggio a Nureyev sulla spiaggia grande. E, per i golosi e non solo, festa del palato con il «mito in tavola». Erminia Pellecchia, Il Mattino