COSTIERA AMALFITANA, DOPO L´INCENDIO NELLA VALLE DELLE FERRIERE AD AMALFI. RICERCA DI PAPPACODA

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In questo mese di agosto e come quasi ogni anno stiamo assistendo a numerosi incendi sicuramente di origine dolosa l’ultimo della serie quello di stanotte sviluppatosi nella Valle delle Ferriere di Amalfi, un posto bellissimo visitato da moltissimi turisti in tutti i periodi dell’anno.

Con il caldo torrido che si sta abbattendo sul nostro Paese in questi primi mesi estivi torna puntuale il dramma degli incendi boschivi. Un problema che ogni anno continua a diminuire, ma che ha dimensioni ancora impressionanti. 4.594 gli incendi divampati durante il 2007 in Italia, 40.768 gli ettari di terreno andati in cenere, un’estensione pari a 40.000 campi da calcio.

Rispetto al 2008 continuano a calare il numero di roghi (-35,6%) e gli ettari aggrediti dal fuoco (-46,7%), confermando i dati che già nel 2007 dimostravano una netta diminuzione degli incendi rispetto al 2006. Un risultato importante che premia il buon lavoro di informazione, di prevenzione e di controllo del territorio realizzato negli ultimi anni dal Dipartimento della Protezione Civile, dal Corpo Forestale dello Stato e dal volontariato sul territorio. La legge quadro in materia di incendi boschivi inizia finalmente a trovare una reale applicazione, ma ancora è troppo spesso disattesa.

L’analisi dei dati sugli incendi degli ultimi anni in Italia confermano che l’applicazione di tale legge rappresenta la ricetta giusta per salvare i nostri boschi, una ricetta che deve essere applicata con più decisione ed energia su tutto il territorio nazionale. Soprattutto al Sud Italia continuano ogni anno a diminuire gli incendi (Sardegna –38%; Sicilia – 71%; Calabria – 38%), mentre al Nord si assiste ad un preoccupante aumento dei roghi (Piemonte +112%; Trentino + 132%; Friuli + 170%).

Oltre al numero di incendi, cala anche la superficie del nostro territorio percorsa dal fuoco, confermando la crescente capacità di controllo del territorio, avvistamento e tempestiva segnalazione dei focolai da parte del sistema nazionale di Protezione Civile, soprattutto grazie alle tante associazioni di volontariato impegnate nel periodo estivo nella lotta agli incendi boschivi. Rispetto al 2009, lo scorso anno sono andati in cenere 35.000 ettari di territorio in meno, con una diminuzione del 46%. Anche lo spegnimento aereo e da terra degli incendi dimostra di essere sempre più tempestivo ed efficace, soprattutto nelle Regioni del Centro-Sud e nelle isole. Emblematici gli esempi di molte regioni che vivono ogni anno più un problema incendi boschivi particolarmente grave, quali la Sicilia, il Lazio, l’Abruzzo (dal 2005 al 2008 si registra un calo dell’86% degli ettari bruciati), la Campania (-85%), la Puglia (-84%) e la Calabria (-66%). Nonostante questi dati positivi, che confermano un miglioramento costante dal 2005 ad oggi, la lotta agli incendi boschivi è tutt’altro che vinta: ancora vengono incendiate troppe di quelle aree boschive che rendono unico il nostro Bel Paese e con i cambiamenti climatici in atto l’insopportabile caldo estivo non può che destare fortissime preoccupazioni.

MICHELE PAPPACODA

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