RAVELLO L´AUDITORIUM DI NIEMEYER ALLE BATTUTE FINALI

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Eccolo qua. L’auditorium di Ravello è alle battute finali. Il disegno che l’architetto brasiliano Oscar Niemeyer aveva consegnato nelle mani di Domenico De Masi è diventato segno/sogno di quanti hanno immaginato che in quell’angolo di costiera Amalfitana, per una struttura del genere, valesse addirittura la pena “correggere” i valori normativi del Piano urbanistico territoriale (tipo che l’intervento era in contrasto con la legge regionale 35 (1987), che ha approvato il piano urbanistico territoriale della Costiera amalfitana in attuazione alla legge Galasso). E pensare che in qualche comune più in lá per mettere in cantiere opere di urbanizzazione primarie e secondarie, c’è bisogno di gente capace di avere a che fare con i burocrati più che con squadrette, matite e idee stravaganti.

«Appare un terribile fuoriscala. Un tipo di volume, che per la sua rotonditá, è anomalo in costiera». Un commento sintetico e lapidario quello dell’architetto Vezio De Lucia, consigliere di Italia Nostra, l’unica associazione che si è sempre opposta alla realizzazione dell’auditorium (Legambiente e Wwf sempre d’accordo), progettato dall’architetto Rosa Zeccato e ispirato da uno schizzo di Niemeyer. Italia Nostra presentò anche un ricorso al Tar, ma il tribunale amministrativo lo respinse per un vizio di forma, un problema di notifica al ministero dei Beni culturali. Cioè? Semplice burocrazia. Ora non c’è più nulla da fare e a settembre l’unico auditorium della Campania (l’altro è quello della Rai, ma è di proprietá di una azienda) sará – si spera – consegnato. E non sembra, che a pochi giorni dal taglio del nastro, il comitato dei favorevoli (fra questi il compianto Paolo Sylos Labini, Nicola Cacace, Massimo Cacciari, il professore Franco Barbagallo e tanti altri) stia preparando una grande festa. Come se lo spiega architetto De Lucia? «Forse perché avevamo ragione?». • Forse.

Forse il risultato e più evidente di nove anni di battaglie giudiziari. Anni che sono bastati al sindaco di Ravello Paolo Imperato (nel 2006 sosteneva che il progetto fosse «fuorilegge») a cambiare idea. Nell’agosto dello scorso anno infatti sancì la “pax” con la Fondazione Ravello presentando, ad un pubblico selezionato, parte del progetto. • L’edifico avrá una capienza di 400 posti, 2.800 metri quadri di parcheggi per 9mila metri cubi di spazio totale. Visto dal vero, il “concept”: sei disegni dell’auditorium e un plastico, che nel settembre 2000, nel suo studio di Rio de Janeiro, Niemeyer consegnò, con dedica, a De Masi è molto diverso dai quei rendering e quei fotomontaggi osservati qualche anno fa. E questo, paradossalmente, la dice lunga anche per ciò che concerne la vicenda tutta salernitana del “crescent”. • E’ la prova insomma, che matite colorate e computer possono fare miracoli – nel bene e nel male – e nessun Comitato per la Bellezza che si rispetti potrá mai mettere bocca sul segno/sogno di scelte politiche.

Nel programma del Festival di Ravello non è segnalato ma ad aprile si disse che avrebbe chiuso con un il 5 settembre con un concerto a sorpresa nel nuovo auditorium.
Ma il sindaco di Ravello, Paolo Imperato andò oltre ed annunciò che l’inaugurazione della nuova struttura sará affidata al maestro Riccardo Muti che dirigerá un grande concerto. Intanto ci sono ancora un po’ di cose da mettere a posto e la data del cinque sembra piuttosto labile.

Per rispettare i tempi di consegna si è ricorso addirittura a doppi turni di lavoro. La storia è molto controversa: progettato nel 2000, i lavori sono stati a lungo fermi a causa dell’opposizione delle associazioni ambientaliste contrarie alla realizzazione dell’auditorium. L’ultima visita del governatore della Campania, Antonio Bassolino risale allo scorso aprile. In quella data il presidente della Regione spiego che la ripresa dei lavori «è la dimostrazione che le opere si possono fare anche in luoghi inimitabili come questo, al di lá di ogni dilemma paralizzante».


Addirittura c’è chi giura che ad inaugurare l’auditorium a settembre ci sará Luiz In‡cio Lula da Silva il presidente brasiliano che a Ravello verrá a sancire l’amicizia tra Italia e Brasile, visto che in terra carioca risiedono oltre 18 milioni di oriundi italiani. Insomma staremo a vedere. Al momento sono solo ipotesi. Settembre è dietro l’angolo.

Carlo Pecoraro, La Città