STRISCE BLU: troppi parcheggi a pagamento e troppo cari

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Ormai gli automobilisti non ne possono più.

L’anno scorso, infatti, dopo la pubblicazione della graduatoria nazionale relativa all’uso di aree di sosta a pagamento da parte dei Comuni ed in particolare del terzo posto di Lecce tra le città italiane con più parcheggi a pagamento in base al numero degli abitanti, avevamo proposto una serie di misure per ridurre il carico quotidiano che gravava su alcune categorie di cittadini, pendolari e commesse, obbligati all’uso dell’automobile ed al parcheggio nelle zone a pagamento.

Tali richieste sono rimaste tutte inevase, almeno a Lecce, nonostante l’aggravarsi della crisi economica e del perdurare del “caro benzina”.

A tutto ciò, al contempo, nonostante il costante aumento dei proventi derivanti dal pagamento della sosta e dalle sanzioni pecuniarie, non è assolutamente seguito un miglioramento della sicurezza stradale nei centri urbani così come un ampliamento dei posti auto in città con la costruzione di nuovi parcheggi, mentre le municipalizzate create per la gestione delle aree di sosta a pagamento alla fine si sono rivelate, secondo l’opinione di molti, solo dei carrozzoni elettorali che non hanno saputo utilizzare compiutamente le richiamate risorse.

Per non dimenticare poi che le uniche aree libere sono preda dei parcheggiatori abusivi ed il massiccio utilizzo di parcheggi a pagamento non ha fatto desistere i cittadini ad utilizzare l’auto in centro e quindi a far diminuire l’inquinamento urbano.

Una situazione generale tutta italiana, forse perché la stessa normativa stabilita dal codice della strada non è chiara nella parte in cui dovrebbe obbligare i comuni a reinvestire le risorse derivanti dai proventi dei parcheggi e dalle sanzioni esclusivamente in dette attività o perché manca una seria rete di controlli sull’utilizzo di queste risorse.

Per queste ragioni, Giovanni D’AGATA, componente del Dipartimento Tematico “Tutela dei Consumatori”di Italia dei Valori, propone l’abolizione temporanea delle aree di sosta a pagamento in attesa di un adeguamento della normativa attuale per obbligare i comuni a reinvestire in sicurezza, educazione stradale e costruzione di nuovi parcheggi, i proventi derivanti da quelli a pagamento.