CAPRI SENZA LUCE, IL SIMBOLO DEL BLACK OUT DELLA POLITICA SUL TURISMO IN CAMPANIA. TUTTI CONTRO LA SIPPIC

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Capri simbolo del turismo in Campania al buio. Capri è un simbolo, più della costiera amalfitana, più di Positano, Ravello, Amalfi, Sorrento, eppure rimane al buio prevedibilmente. Le proteste dei cittadini ci sono da un decennio (come dimostra con una foto dell’ex consigliere regionale Francesco Specchio che protesta a Capri con un comitato di cittadini quasi un decennio fa) e ne ha parlate da anni anche Positanonews.it che è ormai la testata di riferimento di tutta l’area amalfitana e sorrentina, compresa Capri e Monti Lattari,   eppure nessuno le ascolta. Un mondo a se, oggi su Il Mattino, ma anche sul Il Corriere del Mezzogiorno inserto del Corriere della Sera e Repubblica Napoli, i tre più autorevoli quotidiani del Sud Italia, il black out di Capri va in prima pagina con servizi interni simbolo del black out del turismo che l’assessore della Regione Campania al turismo, in vacanza in piena estate, ritiene colpa della sfortuna.. Vi immaginate un albergatore o un ristoratore di Positano, Ravello, Sorrento andarsene in vacanza in piena estate? Potrebbe addebitare i suoi fallimenti se se ne va in vacanza alla sfortuna? I politi si. Vanno in vacanza quando si dovrebbe lavorare e dicono che le colpe sono della sfortuna. E i problemi della Sippic esistono da oggi? No! Se ne parla, con tanto di articoli e interrogazioni parlamentari e regionali, da più di un decennio. Ma torniamo alla cronaca.

Riportiamo l’ottimo articolo di Ottavio Lucarelli su Repubblica.    Un impianto medievale. Un rumore infernale, giorno notte, fino a centinaia di metri di distanza. E ciminiere che emettono un fumo così denso da oscurare il cielo. Ecco la centrale elettrica Sippic di Marina Grande che, dopo uno scoppio udito in mezza Capri, è andata in tilt lasciando al buio l´isola dalle 21 di giovedì fino alle due di notte quando, dopo una graduale riaccensione dell´impianto, la luce è tornata via via dall´ospedale Capilupi fino alle zone periferiche. Una centrale medievale e un proprietario-amministratore unico, Ettore De Nardo, costretto a 66 anni a vivere sotto scorta privata. Peggio. A scappare nottetempo a Napoli a bordo di un motoscafo poche ore dopo la tentata aggressione, mercoledì sera, da parte degli abitanti inferociti del borgo di Marina Grande le cui case sono ormai invivibili. E a tornare sull´isola, in un piccolo ufficio in via Acquaviva, nei pressi della Piazzetta, guardato a vista da tre monumentali gorilla privati dopo il black-out totale di giovedì sera. Quarantott´ore infernali e ora non si entra nella sede Sippic senza aver prima mostrato un documento.

Poi lo sfogo di De Nardo: «A Capri mi odiano. È vero. E sa perché? Perché qui la gente ha troppi soldi. Io faccio lavorare ottanta persone, ottanta famiglie. Brava gente, onesta, che è corsa da ogni parte dell´isola in piena notte per far ripartire l´impianto. Mi odiano i capresi ricchi. E mi boicottano in tutti i modi. Ma io, che sono nato a Gragnano, per quest´isola mi sono giocato anche la salute. Un´operazione al cuore e un problema cerebrale. Però sono ancora qui al mio posto anche a Ferragosto». Un monologo di quaranta minuti. Guai a fare domande impertinenti sulle denunce incassate da De Nardo da parte dei cittadini di Marina Grande, sui controlli dei carabinieri, sulla gestione di una società, la Sippic, che a Capri gestisce anche la funicolare e il novanta per cento delle linee dei bus. «Ma se lei sa queste cose perché viene da me?». Il gorilla controlla che sia tutto in ordine. De Nardo lancia l´ultimo urlo: «Alcuni anni fa mi hanno già sottratto l´acquedotto con un blitz. Faranno altrettanto anche con la centrale ma sono un osso duro. Io ho un solo dovere, dare l´energia all´isola». Nella centrale di Marina Grande, intanto, la tensione resta alta. Secondo i Vigili del fuoco i danni sono limitati a due soli cavi che hanno preso fuoco. Questo ha consentito di tornare lentamente alla normalità nella notte tra giovedì e venerdì dopo cinque ore di black-out totale sull´intera isola, rimasta al buio ad eccezione delle strutture dotate di un generatore di elettricità. «Ora – assicurano i pompieri – la situazione è sotto controllo. Tutto è a posto ma c´è chi teme che il black-out si possa ripetere. Siamo a Ferragosto e, vista la grande concentrazione di turisti, i consumi aumenteranno ancora con il rischio di un nuovo sovraccarico».