SALERNO, OLI INSAUSTI SVERSATI A MARE IN COSTIERA AMALFITANA E CILENTO. CONTROLLI DELLA CAPITANERIA

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Non solo i ristoranti, ma anche le abitazioni private (soprattutto quelle di villeggiatura) potrebbero finire presto nella rete dei controlli antinquinamento. La Capitaneria di porto ha giá annunciato un giro di vite, subito dopo ferragosto, per reprimere il fenomeno degli sversamenti illeciti.

Dai rilievi delle scorse settimane gli uomini della Guardia Costiera hanno riscontrato la presenza in mare di olii e grassi di cucina:«In Costiera – ha denunciato il comandante in seconda Cacace – ci sono parecchi ristoratori che sversano l’olio nei lavelli (e quindi nelle fogne e a mare) invece di attuare la regolare procedura di smaltimento». •

In difesa della categoria scende il presidente provinciale della Fipe (federazione pubblici esercizi) AntonioCivale, che è anche rappresentante degli operatori balneari aderenti al Sib. Secondo Civale, a far arrivare olio e grasso in mare sono soprattutto i villeggianti di case private e bed&breakfast con uso comune della cucina. «I ristoratori sono molto ben controllati – afferma – Siamo soggetti a verifiche continue, il personale dell’Asl si accerta persino del quantitativo di olio acquistato, per capire se è compatibile con quello smaltito o se qualcosa viene buttato per altre vie.

Gli appartamenti sfuggono invece ad ogni controllo, e non è poca cosa se si pensa che solo a Maiori c’è un patrimonio di “case vacanza” che supera le mille unitá». Da qui una proposta ai Comuni: «Dotare le famiglie di piccole taniche e istituire punti di raccolta rionali dell’olio usato». • In attesa delle misure di prevenzione, sugli sversamenti abusivi vanno avanti le inchieste della magistratura. A caccia di scarichi illegali vanno sia la Procura di Salerno che quella di Vallo della Lucania, che ha riscontrato illeciti anche nel Cilento delle bandiere blu.

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