Maiori, costiera amalfitana. Dissequestrato il solarium del Porto. Le opposizioni rispondono al sindaco

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Maiori, costiera amalfitana. Dissequestrato il solarium del porto di Maiori, fra i tre più importanti, con Amalfi e Positano (anche se ci sono anche Minori e Cetara) ma non finiscono le polemiche soprattutto dopo il manifesto del sindaco che attaccava le opposizioni. In risposta all’attacco del sindaco di Maiori, Stefano Della Pietra, il capo dell’opposizione, Tonino Della Pietra, in merito al sequestro del costruendo solarium del porto, smentisce l’accusa di aver operato in passato per il sequestro del porto ed anzi ricorda la sua attività, documentata, per il dissequestro dello stesso ed è pronto ad esibirla pubblicamente.

Entrando nel merito della questione si ricorda che il sequestro è stato operato dalla Guardia di Finanza, unico organismo al quale non è stato mandato l’esposto sulla gestione del Porto e si sottolinea che forse l’intervento è stato originato da una disputa sull’assegnazione dei lavori tra ditte concorrenti oppure da lettere anonime probabilmente della stessa natura.  

Con l’attacco al capogruppo di Civitas si è  voluto occultare il vero nocciolo della questione: e cioè che il solarium sia stato costruito in difformità alla licenza che lo stesso Comune ha rilasciato. Occorrerebbe conoscere le motivazioni e le prescrizioni legate al dissequestro.

Inoltre Il capogruppo di opposizione afferma che il Porto di Maiori è diventato un pozzo senza fondo nel quale vengono buttati svariati milioni di euro, per lo più a carico del bilancio comunale, senza ricavarne nessun utile, in netta contraddizione con le affermazioni sulla gestione manageriale della struttura. Ad oggi la società di gestione del porto si sta comportando come una società segreta, sperperando denaro pubblico, assegnando lavori e appalti, senza dar conto a nessuno, un comodo sistema per mettere a carico dei contribuenti di Maiori le perdite e gestire indisturbati, senza nessun controllo, gli utili. Tutto questo è avvalorato dal diniego all’accesso dei documenti inerenti le gare d’appalto, le assunzioni, le concessioni, la gestione dei locali, insomma gli atti di gestione della struttura. Se  la gestione fosse corretta, perché si impedisce l’azione di controllo che la legge  assegna al capogruppo di opposizione? E proprio per questo si ribadisce che fintanto la gestione del Porto resterà segreta si continuerà ad invocare il controllo di legalità da parte di tutti gli organismi preposti, saranno informati i cittadini e gli organi di stampa e si utilizzeranno tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione nell’interesse dei veri proprietari del porto: i cittadini di Maiori.

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