Napoli, coro di no alle rondedal sindaco all´opposizione

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NAPOLI (8 agosto) – Nel giorno dell’entrata in vigore del pacchetto sicurezza tutti contro le ronde. Il coro è bipartisan: dal sindaco Rosa Russo Iervolino, ad assessori e deputati del Pdl, come Franco Malvano, Marcello Taglialatela e il capo del centrodestra in Regione Francesco D’Ercole, arriva lo stop a una misura ritenuta non solo inutile, ma anche dannosa perché potrebbe generare confusione in un territorio dove invece la stella dello Stato non deve essere minimamente offuscata.
La Iervolino è stata il primo sindaco di una grande città a dire no alle ronde: «Non condivido – spiega – le ronde e perciò sono nettamente contraria alla loro istituzione nel territorio cittadino: così si indebolisce lo Stato». Un concetto forte: «La tutela dell’ordine e della sicurezza – spiega ancora – deve rimanere un compito essenziale delle Istituzioni pubbliche e delle forze di polizia dello Stato. C’è il timore che queste iniziative possano suscitare o rafforzare nell’opinione pubblica quel convincimento del “fai da te perché lo Stato non ne è capace”, che rischia di radicare l’autotutela in settori tanto delicati per la convivenza civile».

Nel Pdl sulla questione ronde prevale lo scetticismo. Significativa è la testimonianza di Franco Malvano, ex questore, ex senatore di Forza Italia e ora assessore alla Sicurezza della Provincia, per il quale i dubbi sui volontari anticrimine sono tanti. Malvano lancia addirittura un’alternativa perché il ministro Maroni cambi la legge: «Abbiamo un esercito armato, quello delle guardie giurate, dei vigilantes – spiega l’ex questore – perché non utilizzare loro come sentinelle anticrimine? Sono degli specialisti. Per me, ad ogni modo, il controllo del territorio deve farlo lo Stato». Malvano entra nel merito della questione: «Le ronde sono inutili, magari se venissero affidate al questore in qualche modo potrebbero avere una funzione. Bisogna pensare, tuttavia, che in campo ci sono già polizia, carabinieri, Guardia di Finanza, polizia municipale e polizia provinciale. In Campania e a Napoli anche c’è l’esercito, non penso che servisse un’altra forza, non vorrei che con le ronde qualcuno pensasse che lo Stato stia abdicando alla sua principale funzione».

Marcello Taglialatela, deputato del Pdl, articola così il ragionamento: «Da noi al sud c’è bisogno di uno Stato forte, il Comune non dà la sensazione di proteggere i cittadini nonostante abbia a disposizione un numero sterminato di vigili urbani, e questo lascia spazio a chi ha già ingaggiato vigilantes, sostituendosi così alla polizia municipale. Questo non giustifica comunque il ricorso alle ronde, Napoli è città pericolosa. C’è bisogno di ben altro. Anzi possono creare confusione in un momento in cui le forze dell’ordine stanno ottenendo grandi risultati». Secondo Taglialtela «serve una mobilitazione delle coscienze, un esempio, un punto di riferimento nel quale i napoletani possano identificarsi, altro che ronde. Il pallino deve restare in mano alle istituzioni». Francesco D’Ercole – consigliere regionale e capo dell’opposizione di centrodestra in Consiglio regionale – è sulla stessa lunghezza d’onda. «Non so quanto possano essere utili, se c’è gente che ha voglia di sorvegliare e denunciare alle autorità di polizia possono avere il loro perché. Ma non a Napoli, città difficile».

D’Ercole approfondisce: «Nella nostra città la delinquenza ha caratteristiche decisamente diverse rispetto a quelle del nord. Le ronde da noi sono inutili, una criminalità così diffusa e così pericolosa va affrontata diversamente: le ronde sono inutili, anzi potrebbero rivelarsi pericolose per chi ne fa parte». Raffaele Ambrosino – consigliere comuale del Pdl – apre invece a questa possibilità. «Di fronte a un Comune praticamente inerme – dice – dove il degrado, la paura, la fanno da padrone, defenestrare come fa il sindaco le ronde a prescindere, senza nessun approfondimento, è un ennesimo atto di irresponsabilità politica e amministrativa».

ILMATTINO.IT       Inserito da michele De lucia