ATRANI, ANCORA MISTERI SUI 6,5 MILIONI DI EURO DEL CONTRATTO QUARTIERE

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Non  smette di far discutere ad Atrani in Costiera amalfitana la questione del “Contratto Quartiere”. Tutto ha inizio nel luglio 2005, a pochi mesi dal primo insediamento dell’amministrazione Carrano. Nella piazza principale di Atrani fu presentato Contratti di Quartiere II”, un programma di recupero urbano e riqualificazione edilizia, 6,5 milioni di euro finanziati dal Ministero per le Infrastrutture.

Niente male per Atrani, una buona boccata di ossigeno. Tuttavia la legge stabilisce che almeno il 60% di detti finanziamenti debbano essere destinati al recupero e alla ristrutturazione di immobili. Il Comune di Atrani, non avendo immobili numericamente sufficienti da recuperare, coinvolge, in prima battuta, il patrimonio immobiliare del Conservatorio Santa Rosalia: decine di appartamenti concessi in fitto ai cittadini atranesi e divenuti col tempo per lo più fatiscenti.

L’operazione, ancora oggi densa di misteri, non convince i membri del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio – Luigi Gambardella, Presidente e fino al giugno scorso anche consigliere di opposizione nell’amministrazione di Atrani, Salvatore Esposito e Salvatore Stanzione – fino al punto che il Conservatorio stesso rinuncia alla propria fetta di finanziamento (circa 2,4 milioni di euro). La motivazione è stata che, così come aveva allestito la pratica il Comune (finanziamento di edilizia sovvenzionata), gli immobili del Conservatorio sarebbero passati in proprietà al Comune. Non potendo a questo punto il Comune sfruttare solo una parte dei 6,5 milioni di euro del finanziamento, il Comune medesimo, per riempire il buco lasciato dal Conservatorio, inizia una procedura di esproprio di terreni e immobili ai danni di un privato: la famiglia Proto.

I privati fanno ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) e l’esproprio viene così sospeso. Ma non è finita qui. Il Comune ritorna alla carica e stipula un accordo (altro mistero) con la stessa…famiglia Proto che gli aveva fatto causa. L’accordo prevedeva l’esborso di circa 1 milione di euro a favore dei Proto ed è scaduto agli inizi di luglio senza che nulla si sia mosso anzi, stando alle voci, essi non intendono affatto rinnovare quanto stabilito per iscritto.   

La regista dell’intera operazione, Valeria Gambardella, assessore esterno ai lavori pubblici del Comune di Atrani, non ha esitato, in prima battuta, ad incolpare il Conservatorio del blocco dei finanziamenti. Farà lo stesso, ora, con i Proto? Il Mistero è che, chiunque sia stato coinvolto nell’operazione, alla fine ha rinunciato a milioni di euro (il Conservatorio a 2,4 milioni e i Proto a 1 milione). Resta poi un mistero per eccellenza: chi pagherà i 600/700mila euro di progettazione in caso di definitivo naufragio, sempre più probabile, dell’intera operazione?

La cifra rappresenta un’altissima percentuale dell’intero bilancio del piccolo comune di Atrani.


Gino Amato

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