´Se vinco cambio l´arredamento del Pd´. Ecco le proposte di Ignazio Marino

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“Legge sulle unioni civili sul modello del Regno Unito, adozione da parte dei single, contratto unico a tempo indeterminato e reddito minimo di solidarietà”. Ecco le proposte di Ignazio Marino

Il mio Pd? Con una sola corrente, quella dei circoli”. Intervistato da Affaritaliani.it, Ignazio Marino conferma la sua scelta di “non fare accordi con nessuno”. “E’ da escludere in un Pd diretto da me che si affronti un problema, si raggiunga una decisione e poi si esca dalla stanza e si parli con cinque persone diverse. Il Pd che voglio io è un partito con un’identità chiara, che parli chiaramente al Paese. Nel Paese c’è una maggioranza di persone che non si riconosce negli stili di vita e nei principi di Silvio Berlusconi, ma questa maggioranza deve sapere esattamente cosa pensa il Partito Democratico”. 

Il candidato alla segreteria del Partito Democratico punta sulla meritocrazia: “Se sceglieremo tutta la nostra classe dirigente e la valuteremo sulla base delle proprie capacità avremo fatto uno straordinario passo in avanti, una vera rivoluzione, un riformismo rivoluzionario”.

Rivoluzione che il senatore spera poter compiere anche in tema di ambiente: “Quello del green è uno degli elementi più importanti nel terzo millennio. Ci sono due aspetti fondamentali: quello dell’ambiente e dell’energia a esso collegato e quello della società semper più multietnica, che spesso vengono considerati come corollari dell’agenda politica”.

Quindi, chiamato a esprimere un giudizio sugli avversari interni, si mantiene prudente: “Bersani è un politico estremamente serio, con un’esperienza di un quarto di secolo. Però si trova anche lui in una situazione dove le correnti certamente influenzeranno le sue decisioni. Situazione uguale per Franceschini, chiamato a conciliare la posizione di Paola Binetti, che ha negato la fiducia al governo Prodi su un articolo di legge sull’omofobia e quella di Deborah Serracchiani: una mission quasi impossible”.

Ma Marino non ha dubbi sulla prima riforma da compiere: “Il giorno che mi insedierò cambierò l’arredamento della segreteria del Partito Democratico. Invece di due poltrone dove i capi correnti a uno a uno si possono incontrare metterò un bel tavolo circolare dove le persone competenti di quei problemi da discutere si incontreranno alle sette del mattino e usciranno alle otto con una voce sola”.

Tra i presenti in prima fila anche Beppino Englaro, il padre di Eluana: “Ignazion è stato molto semplice, chiaro, diretto. Non ha escluso nessun punto fondamentale”.

IL PROGRAMMA – In una sala gremita alla Camera del Lavoro di Milano, il candidato alle primarie del Partito Democratico, ha presentato il suo programma. Il tema della laicità è centrale soprattutto su questioni come il testamento biologico e la liberta’ di ricerca. “Uno stato laico deve sempre proteggere i diritti civili con norme rispettose degli orientamenti e della libertà di ciascuno. La vicenda del testamento biologico è stata esemplare – ha detto Marino – la posta in gioco non era solo consegnare una legge laica al paese ma affermare il principio secondo cui uno stato laico deve sempre proteggere i diritti civili”.

Netta la posizione sulle unioni civili:
“Procediamo con l’approvazione di una legge sulle unioni civili, sulla falsariga di quella approvata nel Regno Unito, che dia a chi si ama quelle protezioni che la legge garantisce ad altri. Non posso immaginare che tra due persone che hanno condiviso tutto nella vita possa accadere che se uno si ammala l’altro rimanga fuori dalla porta della rianimazione perché non sono legate dal matrimonio. Si reprima l’omofobia alla pari d’ogni altra forma di razzismo”.

L’ADOZIONE DA PARTE DEI SINGLE – Tra le altre proposte, una sull’adozione di bambini da parte dei single:
“Si approvi una legge che consenta a individui singoli di essere valutati, con il rigore che la legge già oggi richiede alle coppie al fine dell’adozione. Lo si faccia avendo in mente soltanto l’interesse esclusivo del minore”

UN CONTRATTO DI LAVORO UNICO E UN REDDITO MINIMO – Marino chiede inoltre un contratto di lavoro unico a tempo indeterminato, un salario minimo garantito e un reddito minimo di solidarietà. Dal punto di vista sociale, ritiene necessario un congedo parentale facoltativo diviso equamente tra padre e madre e un congedo parentale per i nonni. Il discorso di Marino è imperniato su due principi: la salute e l’ambiente. Tra i punti di riferimento, il presidente americano Barack Obama.

LA LEGGE ELETTORALE – “Basta con le liste bloccate, ridiamo agli elettori la possibilita’ di scegliere i propri rappresentanti, costruiamo un rapporto stabile tra il parlamentare e il suo territorio, chiediamo che chi siede in Parlamento sia incensurato, valutato e anche retribuito sulla base della qualita’ e intensita’ del suo operato”. Ignazio Marino parla della necessita’ di introdurre in tutti i settori un “sistema di valutazione” che deve partire proprio dalla politica. “E’ mai possibile – si chiede Marino – che su 60 milioni di abitanti non riusciamo a trovarne 945 da eleggere che non abbiamo problemi con la giustizia?”. Questo modo di pensare basato sulla valutazione del merito e sulle verifiche nel nostro Paese “non funziona correttamente” e invece contribuirebbe ad alimentare molto “quella cultura del merito di cui siamo ancora carenti. Parlo dei vertici degli ospedali ma anche delle aziende pubbliche nazionali e locali, della Rai, di tutta la classe dirigente del nostro Paese”. Secondo Marino, dunque, “tutti devono essere scelti sulla base di un sistema trasparente che valuti esclusivamente la formazione, la competenza, il merito e che ponga obiettivi verificabili. Se questi vengono raggiunti il lavoratore dovra’ essere premiato anche economicamente. Basta, dunque, con l’occupazione dello Stato da parte degli interessi personali. Basta con le raccomandazioni e con le ingerenze della politica e degli altri poteri che hanno rovinato questo Paese”.

LA STOCCATA A FRANCESCHINI – Non manca la stoccata all’altro candidato alle primarie: “Capisco il disagio di Franceschini, la sua difficoltà ad affrontare i temi della laicità perchè all’interno della sua mozione convivono molte posizioni, da quella della Binetti che non ha votato la fiducia al governo Prodi e che era contro una mozione contro l’omofobia, sino a quelle della Serracchiani, che più volte si è dichiarata a favore del testamento biologico”.

NON FAREMO ACCORDI CON NESSUNO – Marino ci tiene a precisare che la sua candidatura non sara’ “merce di scambio. Non faremo accordi. La squadra che stiamo costruendo, e che si arricchira’ nelle prossime settimane, ha questo unico obiettivo e lavora in questa ottica”.

IL BIPOLARISMO – Interpellato sul bipolarismo, il senatore preferisce non commentare le dichiarazioni dell’attuale segretario del Pd, Dario Franceschini, che oggi in una intervista su un quotidiano ha ipotizzato un rischio per la tenuta del bipolarismo con l’elezione alla leadership del partito di Pier Luigi Bersani: “Non voglio sollevare critiche o conflitti”.

I PRESENTI IN SALA – Tra i presenti alla Camera del Lavoro, in prima fila il magistrato Felice Casson, il sindaco di Genova Marta Vincenzi, la moglie di Nicola Calipari, Rosa (deputata Pd attiva nel campo della lotta alla mafia e alla malasanità), Beppino Englaro, Ivan Scalfarotto, l’editore Federico Motta, il genero di Bazoli Gregorio Gitti e il giornalista Carlo Rognoni. L’introduzione è stata affidata all’applauditissimo Giuseppe Civati.

 affaritaliani.it            inserito da michele De lucia