SULLA VICENDA DELLA BORSA DEL TURISMO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM INERVIENE MUCCIOLO

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Alla Prearo il merito di aver sollevato una discussione, che certamente porterà a conseguenze utili, sulla validità della Borsa  del Turismo Archeologico di Paestum nell’attrarre turismo sul territorio. Alcune reazioni forse sono state dettate più dal titolo dell’articolo sul Mattino che da una lettura attenta a quanto affermato dal nuovo amministratore dell’Ept, che ha parlato di verificare attraverso l’analisi di dati certi, considerato anche i costi dell’evento, l’efficacia e la convenienza per il ritorno di presenze sul territorio. Ora se la disparità come sembra tra costi e benefici ci dovesse essere, allora dove è lo scandalo? Se si mette mano  ad una rivisitazione dell’evento pur non discutendo della validità dell’idea che ha valorizzato e potrebbe ulteriormente valorizzare una vasta area territoriale. La Confindustria ne ha colto il senso e lo spirito e non poteva essere diversamente. Altro è la difesa non argomentata da parte dell’imprenditore che da anni gestisce l’evento con ritorni redditizi per la sua azienda, tranciando poi con livore giudizi negativi sull’esperienza di amministratore dell’azienda di soggiorno e turismo di Paestum della dottoressa Prearo. Mente e sa di mentire perché è a conoscenza certamente più di me delle valutazioni ampiamente positive su quell’esperienza di chi vive nel settore. Altro merito della Prearo . La discussione sta facendo chiaramente emergere e questo non avviene quasi mai, che i fondi sono della Regione Campania. E chi caccia i soldi farebbe bene a verificare la efficacia e la validità della spesa. E questo vale per ogni intervento del settore pubblico Onorevole Gennaro Mucciolo Vicepresidente consiglio regionale Campania

Si apre il dibattito dopo le perplessità manifestate dal neo commissario dell’Ept circa validità della Borsa archeologica di Paestum nell’attrarre turismo sul territorio. E se da un lato, gli albergatori, condividono l’ipotesi di revisione dell’iniziativa concordando con le parole di Marisa Prearo che ha parlato di «verifica dell’efficacia in termini di ritorno di immagine e di presenze con dati certi», dall’altro il presidente della Provincia, Edmondo Cirielli, che l’evento se l’è ritrovato perché già finanziato dalla Regione Campania, assume un atteggiamento più ponderato e garantisce che la sua giunta cercherà di «dare un significato più pregnante alla manifestazione». Anche se, in linea con i principi e con il rigore annunciato in campagna elettorale, la perplessità di Cirielli riguarda «i tanti soldi» previsti per l’evento. A polemizzare col Prearo-pensiero è, invece, Angelo Villani, che rivendica l’internazionalità dell’evento sottolineando come la manifestazione non sia «una festa di piazza». Ma andiamo per ordine, a cominciare dalla reazione degli albergatori salernitani. «Avevamo già capito che solo il tatto femminile poteva ricucire gli strappi al vestito creati negli anni – esordisce con toni lusinghieri all’indirizzo della Prearo il presidente dell’Apas, Lorenzo Cinque – In tempi non sospetti avevamo iniziato una collaborazione con il neo amministratore dell’Ept, che è portatrice di un pensiero sano, proprio a proposito dello sviluppo del Cilento. Circa la Borsa internazionale del turismo archeologico sicuramente non era organizzata nel modo migliore. C’era un problema di costi–benefici. Troppo pomposa e non andava a toccare i grandi attrattori. Bisogna pensare a una manifestazione più snella, evitando grandi investimenti e raggiungendo gli operatori specializzati». Cinque, non si ferma solo alla critica, ma propone di coinvolgere le soprintendenze e rendere maggiormente visibile in provincia di Salerno la Art Card. «Questi sono elementi essenziali – aggiunge il presidente degli albergatori – Le soprintendenze devono avere un ruolo, mentre è ora che la Regione si decida a sostenere l’Art Card non soltanto a Napoli». Il presidente della Provincia, Edmondo Cirielli, sulle considerazioni della Prearo non mette verbo. Anzi, la invita a parlarne con l’assessore regionale al turismo, considerato che il finanziamento arriva da Palazzo Santa Lucia. L’unica perplessità riguarda la spesa destinata all’evento. «Dal canto nostro cercheremo di dare un significato maggiore all’iniziativa – dice il presidente della Provincia, Edmondo Cirielli – Se l’amministratore dell’Ept ha delle perplessità ne parlasse con Marone che finanzia la Borsa del turismo archeologico – L’evento c’è e noi cercheremo di promuovere il territorio dando un significato più pregnante alla manifestazione. Certo non condividiamo l’idea di spendere tanti soldi anche se ha ragione Villani quando dice che non è una festa di piazza». E proprio l’ex presidente della provincia è l’unico che mostra i denti dopo l’annunciata verifica dell’efficacia della Borsa del turismo archeologico. «Qui stiamo parlando di una vetrina internazionale – sbotta Angelo Villani – e va valutata dal punto di vista dei tour operator perché serve a far incontrare domanda e offerta. E ne beneficia solo chi sa attrarre clienti. Non si tratta di una festa di piazza. E se è venuta la Libia ci sarà un motivo. Se stanno venendo dall’America ci sarà un motivo. Le valutazioni non si fanno sulle presenze ma sulla capacità di riuscire a piazzare i prodotti. Per questo si deve valutare in rapporto ai buyers e al mercato globale. L’iniziativa ha assunto un ruolo importante nel mondo come borsa tematica dedicata a una nicchia di mercato e poi c’è un riconoscimento internazionale». Secco ma velenoso il commento di Ugo Picarelli, ideatore e direttore della Borsa: «Per attrarre flussi turistici gli operatori salernitani e soprattutto quelli di Paestum vanno accompagnati dagli enti locali per la migliore realizzazione di un prodotto turistico culturale. Sono certo che la Prearo, da neo amministratore dell’Ept, possa mettere in campo azioni efficaci per intercettare la domanda estera, sempre più esigente, meglio di quanto non ha fatto da amministratore dell’azienda dei Paestum».