CAMPANIA, COMMISSARIATA LA SANITA´. BASSOLINO RIFIUTA, E´ SCONTRO CON IL GOVERNO

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Ancora una tegola su Bassolino e sulla Campania, sul settore più delicato, quello della Sanità. Il Consiglio dei ministri ha deciso di commissariare la gestione della sanità in Campania e in Molise. La gestione commissariale sarà successivamente affidata a «sub-commissari» esterni alle rispettive amministrazioni, ma nel frattempo avranno competenza sulla sanità i governatori di Campania e Molise. Ma Bassolino potrebbe rifiutare l’incarico di commissario. Ipotesi valutata durante un’accesa riunione a Santa Lucia tra il presidente, l’assessore alla sanità Mario Santangelo e alcuni tecnici del settore per definire la strategia da adottare. Il commissariamento viene considerato una sconfitta politica da Bassolino che contesta i numeri forniti dal ministero del Welfare e dell’Economia sul deficit campano. Da qui il rifiuto dell’incarico di commissario che il governo ha deliberato, su proposta di Tremonti e Sacconi. La scelta di affidare il commissariato al governatore Bassolino è già stata sperimentata nel Lazio con il presidente Piero Marrazzo, ma è una scelta che in ogno caso certifica l’ennesimo fallimento della giunta regionale. Al suo fianco ci saranno due vice, tecnici,0 nominati di comune accordo. Da mesi si discuteva della possibilità che venissero adottate decisioni drastiche nei confronti di Palazzo Santa Lucia per il deficit accumulato. I tecnici dell’esecutivo e della Regione si sono confrontati periodicamente sulle cifre e sulle misure messe in campo per fronteggiare l’enorme mole di debiti. Ma i vertici romani si sono conclusi quasi sempre con un giudizio negativo. L’ultimo risale a lunedì scorso, quando gli esperti dei ministeri del Welfare e dell’Economia hanno sostanzialmente confermato la bocciatura già inflitta all’ente. Di fronte a loro c’erano gli assessori Mario Santangelo e Oberdan Forlenza, ai quali è stato contestato «un disavanzo non coperto per il 2008 di 237 milioni» e la «mancata copertura di 881 milioni per il 2009». Due, inoltre, i rilievi mossi: secondo i tecnici «il piano ospedaliero prevede un risparmio di 150 milioni di euro ma si tratta di uno schema meramente programmatorio». Quanto alla Soresa sono riscontrate «difformità rispetto alla scelta di selezionare personale tramite il comando». A fare pressing sul governo sono anche i vertici locali del Pdl che invocano una svolta immediata per la Sanità campana. Un appello contenuto nella lettera inviata dal coordinatore cittadino del partito, Marcello Taglialatela, al premier Silvio Berlusconi. Nella missiva il parlamentare chiede «un segnale forte e chiaro da offrire a quanti sono disposti ad affrontare i problemi del comparto in maniera seria e concreta». Altrimenti, scrive, «il nuovo governo regionale si troverà con una situazione debitoria completamente fuori controllo». Per Taglialatela «siamo di fronte a un assurdo tentativo di non dichiarare la spesa reale delle “vere” prestazioni erogate ai cittadini. Le strutture ospedaliere pubbliche continuano ad assorbire oltre il 100% del finanziamento statale: circa 4 miliardi di euro, vale a dire il 42% dell’intero Fondo sanitario regionale». È d’accordo il consigliere regionale Paolo Romano: «Speriamo solo che Bassolino non voglia strumentalizzare la decisione presa dal governo per risolvere definitivamente il nodo della cattiva gestione della Sanità campana».