Sorrento: Mare sporco, scoppia la ribellione, operatori sul piede di guerra.

0

Sorrento: Mare sporco, fioccano le proteste.

di Vincenzo Maresca.

Sorrento. Continua il giallo sull’inquinamento del mare sorrentino dove ancora ieri evidenti tracce schiumose ed oleose lambivano la costa per centinaia di metri abbracciando l’intera insenatura che da Meta arriva a Sorrento. E se i dati arpac definiscono il mare sorrentino non inquinato qualcuno comincia a pensare seriamente il contrario. Da diversi giorni si susseguono incontri tra associazioni, operatori del settore e privati che sono arrivati ad offrire somme di denaro agli ambientalisti affinchè si faccia chiarezza su una vicenda oscura. Qualcosa non quadra, lo dimostra anche il disaccordo tra gli stessi sindaci della costiera con Gennaro Cinque, sindaco di Vico Equense, che annuncia di essere pronto a costituirsi in giudizio per tutelare l’immagine della città. “Prendiamo atto dei dati e delle rassicurazioni fornite dall’Arpac, commenta il sindaco Cinque, ma al tempo stesso siamo pronti a costituirci parte civile, nel caso dovessero essere accertate eventuali responsabilità a riguardo da parte dell’autorità giudiziaria. Inoltre voglio esprimere la solidarietà mia personale e quella dell’intera amministrazione comunale ai titolari di strutture per la balneazione che in questi giorni hanno subito ingenti danni per la situazione che si è venuta a creare”. Una decisione che potrebbe raccogliere altri seguaci con i sindaci dei comuni costieri che da giorni sono alle prese con le proteste degli operatori balneari per il drastico calo dei bagnanti. Ieri sulle spiagge della costiera molti ombrelloni sono rimasti chiusi. Le proteste dei bagnanti trovano intanto uno sfogo anche sui blog della costiera. “Amo profondamente la penisola sorrentina dove villeggio da vent’anni, scrive Francesca. Quest’anno, tuttavia, per la prima volta sono stata colta dall’impulso di abbandonare la mia seconda casa. Da settimane lo spettacolo a cui assisto dal mio ombrellone è davvero desolante. Le spiagge, quella di Puolo in particolare, sono ridotte a cantieri; le imbarcazioni sono ormeggiate pressoché a riva; dulcis in fundo, un mare putrido, melmoso, maleodorante, unto. Un elemento rende ancora più intollerabile tale spettacolo: la rassegnazione, per non parlare di connivenza, di molti sorrentini ma soprattutto delle amministrazioni locali. Mi chiedo se siamo giunti ad un punto di non ritorno ed intanto vengo assalita da una rabbiosa nostalgia”.