MORTO IN MARE A MASSALUBRENSE, INDAGATO PER OMICIDIO COLPOSO L´ASSESSORE DI SORRENTO

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Incriminato l’assessore sorrentino Terminiello, mentre la compagna di Branchisio accusa i ritardi dei soccorsi asserendo che l’uomo forse si sarebbe potuto salvare.

L’incidente marittimo che ha provocato la morte del 40enne napoletano Paolo Branchisio a causa dello scontro con lo scafo guidato da Antonino Terminiello, assessore al turismo del Comune di Sorrento, è l’argomento del giorno in penisola sorrentina e fa passare in secondo piano un’altra vicenda importante e delicata, anch’essa oggetta di cronaca qualche settimana fa, l’ennesimo incidente al Mostro di Alimuri.

Ma procediamo con ordine perchè l’incidente allo scoglio del Vervece ha rotto la tranquilla estate sorrentina portando alla luce nuovi rischi connessi a una sempre più affollata navigazione notturna nelle acque della costiera. L’incriminazione di Terminiello dopo il lungo interrogatorio da parte degli inquirenti per capire come è avvenuto l’impatto tra i due scafi, è stata inevitabile e l’inchiesta dovrà accertare le responsabilità di un incidente che ha provocato la morte del 39enne napoletano proprio nel giorno in cui festeggiava il suo compleanno.

Una coincidenza che suona fatale e che se non ha avuto conseguenze ancora più tragiche lo si deve alla tempestività e alla professionalità con cui gli uomini della Guardia Costiera guidati dal contrammiraglio Domenico Picone sono intervenuti per fermare la corsa impazzita del motoscafo privo di guida, con il Branchisio agonizzante e la sua compagna a bordo terrorizzata e incapace di controllare un mezzo che aveva riportato forti danni. Un’impresa degna di uno stuntman e che merita un plauso generale.

Per la famiglia della vittima il cordoglio dell’intera comunità sorrentina che certamente il sindaco Marco Fiorentino, in vacanza in Corsica, non avrà fatto tempestivamente mancare, così come all’assessore Terminiello, involontariamente responsabile di questa morte, va espressa quella solidarietà umana che è di grande conforto in momenti difficili come questo e per quello che l’attende.

Quando ci scappa il morto, in queste come in altre vicende, le cose sono sempre più serie e le conseguenze vanno oltre le implicazioni tecnico-legali investendo la sfera della morale. L’episodio riapre il tema della sicurezza in mare e soprattutto in un’area protetta dove però il traffico diurno e soprattutto notturno è in forte crescita, spesso addirittura caotico: basta affacciarsi di notte da uno dei punti di osservazione più panoramici per rendersene conto.

«Avevo freddo e sono scesa in coperta. Non ho visto cosa sia successo, ho sentito solo l’impatto. Per qualche attimo, sono anche rimasta incastrata lì sotto per lo sportellino che non si apriva. Poi, ho visto Paolo. Era in una pozza di sangue, io incastrata in cabina e la barca continuava a girare su se stessa come impazzita». Il drammatico racconto di Rosaria, la compagna di Paolo Branchisio, vittima della collisione avvenuta sulla rotta Sorrento – Capri. «Ho prima fatto il 113 – continua la donna – e mi hanno risposto che non erano cose di loro competenza. Infine, il numero verde della capitaneria di porto. Intanto, quel motoscafo girava, girava. Come impazzito e io non sapevo come fermarlo».

Ormeggiatore, napoletano di Mergellina, Branchisio aveva appena festeggiato il 39esimo compleanno con la compagna in un ristorante di Marina del Cantone. Era su un Tornado 44 open e navigava verso Napoli, quando ha incrociato un Apreamare Smeraldo 38 open. Dai primi rilievi risulta che il gozzo abbia speronato alla fiancata destra il Tornado. Sul gozzo c’era Antonino Terminiello, assessore al Turismo del Comune di Sorrento, con la fidanzata. La collisione è avvenuta l’altra notte all’1,50 nelle acque che circondano lo scoglio del Vervece, a due miglia dal porticciolo di Marina della Lobra.

«Era buio, non potevo valutare l’entità del danno alla mia barca che poteva affondare e per mettere al sicuro chi era con me, sono tornato indietro verso Sorrento», ha detto Terminiello. Chiuso nel «comprensibile dolore», dice l’avvocato Giuseppe Parascandolo che lo assiste, «ha spiegato agli inquirenti di aver fatto tutto quanto era nelle sue possibilità per allertare i soccorsi». Il legale spiega di non poter dire altro: «È in corso un’inchiesta della magistratura», ma aggiunge che «Terminiello ha anche analizzato i dettagli delle tragiche sequenze dell’impatto della sua imbarcazione con il Tornado in rotta verso Napoli» (tratto dal blog politica in penisola sorrentina e il mattino)