Si potrebbe anche morire a quell´ora, nell´indifferenza dei potenti

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 16.20, ora tragica per i pendolari. Si potrebbe anche morire a quell’ora. Morire nell’indifferenza di tutti. Di tutti quelli che comandano, di tutti quelli che stanno nei posti di potere, che non se ne fregano niente di te povero morto di fame che ti siedi in quelli che solo una fervida fantasia continua a chiamare treno. Si può morire a quell’ora nell’indifferenza di tutti quelli che invece viaggiano in auto pubbliche blu con autista o in auto private super accessoriate. Si può morire così in un vagone rovente della circumvesuviana, in un pomeriggio qualsiasi maleodorante e senza un bagno. Fermi sotto il sole, intorpiditi dall’afa e dalla stanchezza, senza aria condizionata, senza tempo, fermi tra Leopardi e Tre Case senza nessuno che ti spieghi perché stai fermo. Materiale che forse neanche al Cairo fanno girare più. Questa è la circumvesuviana modernizzata dal professore Ennio Cascetta ancora assessore ai trasporti della Regione Campania, la longa manus di Antonio Bassolino. Questa è la sua grande opera di rinnovamento. E nessuno che ti chieda scusa per tutto questo. La circum non è ancora arrivata alle vette eccelse di sadimo di Trenitalia che ogni trenta secondi, con voce metallica e falsa ti ripete: ”ci scusiamo per il disagio”. I nuovi vagoni, molto pochi per la verità sono stati scelti con una logica che si ignora: chi avrà mai consigliato il prof. Ennio Cascetta  e il suo staff? Forse in un delirio di modernità avranno pensato a tratte super veloci tipo Napoli–Sorrento in venti minuti e allora li hanno scelti con pochissime sedute. Poi però hanno pensato bene di utilizzarli solo per Napoli- Portici, Napoli-San Giorgio, alla stregua di tram cittadini e tali sono, perchè per fare Napoli-Sorrento si possono impiegare  anche due ore, come in un qualsiasi pomeriggio di tormento senza estasi succede. Una volta si rompe il materiale su cui viaggi tu, tra puzzo acre di ferodo e scintille e un’altra volta si rompe il treno che viaggia davanti a te e tu resti lo stesso fermo, impotente, distrutto dagli eventi pensando solo alle parole per dirlo, perché solo questo puoi fare. Avevo pensato di dare una svolta alla mia vita e di non prendere più la circumvesuviana e allora per due anni ho utilizzato Trenitalia: ma non è che le cose siano andate meglio: treni soppressi, vagoni fetidi, bagni chiusi o da vomito, scale di accesso interdette. Una volta ho assistito a una scena da incubo: una povera donna anziana con bagagli che attraversava in tutti e due i sensi la stazione sotterranea di Piazza Garibaldi, per sentirsi dire che aveva sbagliato binario per Salerno e che doveva ritornare indietro. O alcuni familiari di un invalido su sedia a rotelle, paonazzi e sudati che ci mancava poco che abbandonassero la sedia con tutto il suo povero carico, stavolti dalla fatica di dover trasportare a braccia per svariate scale il malcapitato. Anche questa è la modernizzazione di Trenitalia, che però ha messo display su tutti i pilastri e insopportabili vocine consolatorie che finiscono di stizzirti ancora di più. Ecco questa è una quotidiana routine di chi viaggia con mezzi pubblici, nell’indifferenza dei potenti che hanno altri privilegi e altre vite. Quaranta anni fa in Italia si viaggiava meglio, la circumvesuviana aveva treni dignitosi e le ferrovie dello stato non erano la vergogna pubblica che sono adesso. Cosa è successo? E’ la modernizzazione! Che fondamentalmente significa questo: meno Stato più privati, meno servizi, più optionals per chi se li può permettere, in altre parole: I ricchi viaggiano meglio e i poveri diavoli si arrangino come possono. Così, si può anche morire in un pomeriggio torrido in un vagone della Circumvesuviana o di Trenitalia nell’indifferenza di tutti quelli che comandano. A quando una nuova lotta di classe?

franco cuomo