VIOLENZA SESSUALE, DAL CARCERE NEGA: NON SONO IL MOSTRO

0

ROMA – Luca e il suo doppio ora sono in carcere, in isolamento. Luca e il suo doppio negano di essere lo stupratore seriale di Roma. “Ho sbagliato solo una volta nella vita, quando ero giovane, ecco perché mi trovo qui, ma è tutto un errore”, ha detto in carcere agli psicologi il ragioniere di 33 anni fermato con l’accusa di avere stuprato almeno tre donne in garage condominiali. E in una cella di Regina Coeli Luca Bianchini ha passato la sua prima notte da presunto stupratore. In una cella di isolamento nel reparto ‘Nuovi Giunti’.

E mentre la Procura di Roma ha chiesto la convalida del fermo per il ragioniere dalla doppia vita accusandolo di violenza sessuale, sequestro di persona e porto d’arma da taglio, lui sembra essere apparentemente tranquillo. Anche in carcere ha negato ogni addebito, scandendo le parole con calma, come se le terribili accuse riguardassero un’altra persona. Luca Bianchini è riuscito anche a dormire tutta la notte e ha mangiato rifiutando soltanto l’ora d’aria nel cortile del carcere. Sempre controllato, padrone di sé stesso. Come quando, al momento in cui è stato necessario comparare il suo Dna con quello dello stupratore seriale che aveva colpito per ben tre volte all’Ardeatino e alla Bufalotta, lui non si è tirato indietro. “Prendetelo pure il mio Dna tanto vi state sbagliando”, ha detto il ragioniere, militante Pd e laureando, agli investigatori che avevano il compito di tracciare anche il suo profilo genetico.

Ma quella non era una frase di sfida, riflette uno degli investigatori della mobile. E’ perfettamente compatibile anche con il modo di agire dell’uomo che si intrufolava nei garage di notte, calzava il Mephisto nero e poi si pentiva. Avveniva proprio così: prima c’era il raptus, “l’impulso a breve e poi arrivava la vergogna, il pentimento”. Questo il copione di almeno tre violenze sessuali che hanno avuto come vittime donne che rientravano di notte a casa e parcheggiavano l’auto in garage. E tutte e tre, come fosse una sorta di canovaccio da seguire, hanno raccontato un particolare prezioso agli investigatori della polizia. Dopo essere state violentate le donne hanno infatti raccontato tra le lacrime che lui prima di fuggire “tremava come una foglia, tremava ed era insicuro cercando di rassicurarmi tanto che temevo che potesse fare un gesto estremo come togliermi la vita”. Invece no, lo stupratore fuggiva e secondo quanto accertato dalla polizia, ricominciava la sua vita di sempre, di ogni giorno. Lavoratore ineccepibile, “una persona sulla quale contare nel momento del bisogno”. Ma la doppia personalità di Luca Bianchini sembra emergere anche nei sentimenti che suscitava.

E sono i suoi vicini a farne un ritratto a due facce. Un ragazzo gentile ed educato per qualcuno ma “scostante, aggressivo e succube di un padre-padrone” per altri. Un padre-padrone sembra ora emergere che lo trattava male. E il profilo psicologico dell’uomo accusato di essere lo stupratore seriale sembrava emergere in tutta la sua angosciante chiarezza già dal 1996. Secondo l’avvocato della prima vittima di Bianchini, Francesco Caroleo Grimaldi, “si poteva evitare tutto ciò solo se si fosse stati più attenti e rigorosi. Devo constatare con avvilimento che quanto avevo denunciato 14 anni fa si è drammaticamente verificato”. Per lui domani arriverà l’interrogatorio di garanzia in sede di esame della richiesta di convalida del fermo. Intanto il magistrato che si occupa dell’inchiesta, Antonella Nespola, ha chiesto per lui anche l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare. Questa volta, per adesso, Luca e il suo doppio restano in carcere

ansa.it              Inserito da Michele De Lucia

ASSOCIATE
Presunto stupratore succube del padre-padrone
Pd: Marino evoca questione morale, tempesta nel partito
Romeno ucciso vicino a Roma: arrestato altro connazionale