Vincita record a Piano di Sorrento. Gioca dieci euro e vince un milione

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ANTONINO SINISCALCHI Piano di Sorrento. Il gioco d’azzardo in nome della legge produce un vortice di scommettitori e tanti vincitori. L’ultimo bacio della dea bendata si è posato a Piano di Sorrento su un fortunato acquirente di un biglietto Gratta e Vinci della serie «Megamiliardario» da dieci euro, una combinazione che ha consentito di intascare addirittura un milione. Una vincita record in penisola, dove da tempo impazza la «gratta e vinci–mania», specie tra i più giovani, ormai abituati a tentare la fortuna acquistando decine di biglietti nelle tabaccherie o nei bar dove sono soliti ritrovarsi. La ricevitoria fortunata è ubicata nella centralissima via Bagnulo, la titolare è Maria Rosaria La Ferola ed è gestita da Marco e Claudio Rubinacci. «Sappiamo che il biglietto è stato portato in banca per l’incasso lo scorso 12 giugno – precisa Marco – sicché possiamo supporre con un buon grado di probabilità che sia stato acquistato dal fortunato vincitore il giorno 10 oppure l’11». Difficile azzardare ipotesi circa l’identità dei milionari. Benedetto dallo Stato, il fenomeno dei concorsi a premio (impropriamente noti come Gratta e Vinci) in provincia di Napoli è particolarmente diffuso ed alimenta anche un giro di biglietti falsi e che rappresentano una vera truffa per i consumatori. Il Gratta e Vinci è l’unica lotteria istantanea che può pagare premi in denaro, autorizzata dall’amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e gestita dal Consorzio lotterie nazionali. I biglietti sono prodotti con tecnologie di avanguardia che ne garantiscono integrità e sicurezza e che devono essere validati attraverso una rete informatica che ne riconosce la provenienza, l’autenticità e ne attiva il meccanismo di vincita. I concorsi a premio sono invece cartoline «grattabili» che fanno vincere buoni acquisto e che spesso dal punto di vista estetico sono simili ai Gratta e Vinci. Essi tuttavia non offrono le stesse garanzie al consumatore, né in termini di premi né di pagamento delle vincite. I concorsi a premio sono istituiti da privati che hanno la facoltà di commercializzarli solo in abbinamento ad un prodotto o un servizio che è in vendita sul mercato. Lo scopo, dunque, non è vendere il tagliando, ma usarlo come incentivo all’acquisto e questo, per legge, non può mai prevedere un premio in denaro. Questo purtroppo però non accade abitualmente. Nei primi 7 mesi del 2009 sono stati sequestrati oltre un milione di tagliandi fasulli, riscontrati 11 milioni di euro d’evasione d’imposta e denunciate 303 persone. Per distinguere un tagliando abusivo da un biglietto del Gratta e Vinci occorre verificare che ogni biglietto del riporti il logo ufficiale gratta e vinci sul fronte, in basso a sinistra, mentre sul retro sono riprodotti il logo dell’amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, il logo timone Gioco Sicuro (il simbolo distintivo di tutela del giocatore), il logo del Consorzio lotterie nazionali, il codice a barre identificativo e le modalità di pagamento dei premi. Per sostenere il «gioco sicuro» vengono attuate campagne pubblicitarie a sostegno dell’originalità del Gratta e Vinci. (Il Mattino)

inserito da A. Cinque