Provincia di Napoli, Udc contro Cesaro:«Patti traditi, fuori dall´Esecutivo»

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NAPOLI (8 luglio) – Udc ai ferri corti con il presidente della Provincia Luigi Cesaro. Il partito di Casini non riconosce l’esecutivo appena varato, di cui manca soltanto l’attribuzione delle ultime deleghe. «Non è questione di nomi ma di metodo», chiarisce il neo commissario provinciale Ciro Alfano.
«Il capogruppo consiliare, unitamente al coordinamento provinciale e in sintonia con il partito nazionale, ha fornito al presidente Cesaro i nominativi per la composizione della giunta, indicazione che invece è stata disattesa. Tale anomalia ha determinato il commissariamento della segreteria provinciale».

Gli alleati del Pdl, secondo la versione ufficiale dell’Udc ribadita da Alfano, chiedevano che nell’esecutivo entrasse Nello Palumbo come vice presidente e lo stesso Alfano come assessore. E invece Cesaro ha nominato Gennaro Ferrara suo vice e Palumbo assessore. E quest’ultimo, in linea con il partito, non ha accettato la nomina.

«È una questione tutta interna all’Udc», aveva detto ieri mattina Cesaro. «Ho agito nel rispetto degli impegni presi, usufruendo dell’autonomia di presidente per la scelta dei nomi nell’ambito di una rosa di candidati indicatimi». Per soddisfare l’Udc, Cesaro ha fatto anche uno strappo alle regole: «Ferrara e Palumbo erano candidati – aggiunge il presidente – quindi, secondo quanto stabilito, non sarebbero dovuti entrare nell’esecutivo. La regola era: solo nomi esterni alle liste. Ho deciso diversamente per venire incontro all’Udc».

E sul nome del rettore Ferrara, una puntualizzazione. E un equivoco. «Il nome di Ferrara – precisa in una nota Cesaro – è frutto di una chiara indicazione politica, da me condivisa e apprezzata. A suggerire il suo nome sono stati i segretari regionali e provinciale dell’Udc, Domenico Zinzi e Nunzio Testa, e il presidente Rocco Buttiglione».

Eppure in mattinata, lapsus linguae, Cesaro aveva tirato in ballo anche il segretario nazionale Lorenzo Cesa. Il quale, a sua volta, fa partire una richiesta da Via due Macelli. «Attediamo un’immediata smentita da parte dell’onorevole Cesaro che ha inopinatamente chiamato in causa il segretario nazionale dell’Udc in merito alle nomine della giunta provinciale di Napoli». Smentita che arriva puntuale. «È da ritenersi frutto di un mero equivoco – scrivono da piazza Matteotti – l’affermazione attraverso la quale si dà per presente alle trattative anche il segretario Cesa».

Esaurito il botta e risposta, risolto l’equivoco, resta un nodo da sciogliere: l’Udc non riconosce la giunta targata Cesaro (che ieri mattina si è arricchite di due nuovi tasselli: all’avvocato tributarista Antonio Iorio l’assessorato al Bilancio e al giusvalorista Severino Nappi la delega al Personale).

«D’intesa con il gruppo provinciale – spiega Alfano – traiamo l’amara considerazione che il presidente Cesaro non si rivela in grado di garantire l’equilibrio della coalizione interferendo impropriamente nelle scelte dei partiti e pone l’Udc nella condizione di non riconoscere l’esecutivo appena varato».

Alfano stesso oggi discuterà a Roma della questione con i vertici nazionali. Cesaro prova a sdrammatizzare: «È un comprensibile momento di tensione – afferma il serata – che certamente passerà. Siamo convinti che gli amici dell’Udc sapranno trovare un’intesa. Il centrodestra non può sciupare questa occasione».

ilmattino.it              inserito da Michele De Lucia

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