POSITANO E´ ARRIVATO FABIO CANNAVARO E STASERA PRESENTA IL SUO LIBRO

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Fabio Cannavaro è arrivato questa mattina a Positano in Costiera amalfitana, un giro in barca fra la Amalfi Coast e Capri e questa sera al Palazzo Murat presenterà il suo libro. Un goal mundial si appresta a segnare la rassegna “Postano. Mare, Sole e Cultura”, quest’anno dedicata al tema Questione di stile – Ritratti contemporanei. Lunedì 6 luglio, alle 21,30, lo scenario romantico di Palazzo Murat si trasformerà, nell’immaginazione degli appassionati, nel campo dove il capitano Fabio Cannavaro ha innalzato al cielo la coppa del mondo, vinta agli ultimi mondiali. L’eroe di questa impresa entrata nella storia del calcio internazionale, sarà protagonista della serata attraverso i racconti ispirati al suo primo libro “La mia storia”(Mondadori). Una serata in cui si svelano anche impegno, sacrifici, cocciutaggine che si celano dietro un successo, Cannavaro rivela come da scugnizzo, tifoso di Maratona, sia diventato il capitano dell’Italia che ha vinto i Mondiali.

Il suo racconto comincia proprio dall’incontro con el pibe de oro: “Bravo. Continua così. Va bene.” Quando le parole di incitamento vengono da Diego Armando Maradona, all’epoca ancora il numero 10 del Napoli più forte di ogni tempo, il cuore e la mente di un ragazzo di diciotto anni volano lontanissimi. Ma Fabio Cannavaro, quel ragazzo che stava marcando El Diego in una partitella di allenamento, non poteva certo pensare che un giorno avrebbe vinto i Mondiali e il Pallone d’Oro.

Soprannominato il Muro di Berlino, conteso dai più blasonati club calcistici del mondo, dagli stilisti e dai pubblicitari, Cannavaro è rimasto uguale a quello che giocava a pallone nei vicoli di Napoli. I valori popolari e profondi della sua città natale -la grande umanità, la voglia di farcela, la generosità, il senso della famiglia sono alcuni degli ingredienti che hanno fatto di Fabio Cannavaro un grande uomo e di conseguenza un grande campione. Il Cannavaro superstar del circo calcistico scambia messaggini con i ragazzi che giocavano con lui nella Primavera del Napoli, organizza rimpatriate con gli ex compagni di squadra, chiama tutte le sere mamma e papà ed è l’unico Pallone d’Oro che ha voluto festeggiare il trofeo in una scuola elementare di Forcella, tra la sua gente. Oggi che il calcio mostra sempre più frequentemente il suo volto cinico e manageriale, la sua storia racconta che c’è ancora spazio per le persone vere, spinte dalla sana passione di correre dietro a un pallone.

Cannavaro non le manda a dire. In una recente intervista ha dichiarato: “Zidane in campo non mi piaceva come avversario perchè era scorretto e quanto è successo alla fine lo dimostra”. Tra i calciatori più forti che ha visto giocare il premio in assoluto è per “Maradona, poi Ronaldo, Thuram, Buffon, Ferrara, Maldini e Del Piero. Roberto Baggio era uno Wspettacolo”. In campo, si danno e si prendono spintoni, ma “una cosa che proprio non tollero è lo sputo”. Diciamo che calcio e stile spesso fanno a cazzotti. Basti pensare alle frasi razziste: “Ci ho fatto il callo. Napoletano di m…” è talmente frequente che non mi fa quasi più effetto. Sono fiero di essere napoletano e lo sarò sempre”.

Generoso, con Ferrara ha creato una fondazione benefica: “Siamo due napoletani che sono usciti di strada e hanno avuto successo. Finanziamo e realizziamo progetti per aiutare i più sfortunati. Perchè Napoli non è solo rifiuti, corruzione, disoccupazione e camorra”. Ammette la furbizia, la velocità di strategia in campo, ma nella vita dice “meglio onesti che furbi, sennò che gli insegni ai figli”.

La rassegna prosegue mercoledì 8 luglio con Christian De Sica, mattatore e show man, autore di “Figlio di papà “ (Mondadori). La storia di tre generazioni- dal padre Vittorio al figlio Brando- di attori e cineasti, che hanno conosciuto da Neil Simon a Woody Allen, da Sophia a Isabella Rossellini, da Cinecittà a Hollywood.