SALERNO FUMATA NERA PER IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, MA OGGI CIRIELLI SCEGLIERA´ EVA LONGO

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SALERNO — Le prove di dialogo istituzionale tra mag­gioranza e opposizione sono fallite. Almeno nella seduta di insediamento, ieri matti­na, del consiglio provinciale. Tutto rimandato ad oggi, nella convocazione suppleti­va, per l’elezione del presiden­te del consiglio. Che sarà Eva Longo (Pdl), sostenuta dall’in­tero centrodestra. Ieri, inve­ce, blocchi contrapposti nelle due votazioni che, per sceglie­re la guida dell’assemblea consiliare, necessitavano dei due terzi delle preferenze per rendere valida l’elezione (og­gi basta la maggioranza sem­plice). Nulla di fatto nonostante i buoni propositi, ed in entram­bi gli scrutini la Longo ha ot­tenuto 23 voti (tutta la mag­gioranza) rispetto ai 14 (cen­trosinistra al completo) con­seguiti da Franco Alfieri, can­didato dell’opposizione. Lo scontro si consuma in poche battute. Non prima di un bat­tibecco tra il presidente Ed­mondo Cirielli e il consigliere Pd Salvatore Memoli. «Presi­dente chiedo la parola» esor­disce il manager di Salerno Solidale appena cominciati i lavori dell’assemblea. «Subi­to dopo l’insediamento uffi­ciale le darò la parola — preci­sa Cirielli — non ora». «Allo­ra dica: mi rifiuto di darle la parola» incalza l’esponente democratico. Che riceve una laconica risposta: «Sì, mi ri­fiuto di conderle la parola» conclude Cirielli. L’incom­prensione poi si risolve in fretta. Memoli chiedeva che l’opposizione potesse acco­modarsi nei banchi alla sini­stra della presidenza. Cirielli ritiene «pertinente» la richie­sta e conferma la convocazio­ne di una riunione dei capi­gruppo per discutere la vicen­da. Poi tocca a Fernando Zara lanciare la candidatura di Eva Longo. «La maggioranza si è confrontata — dice l’ex sinda­co di Battipaglia — sostenia­mo apertamente la nostra scelta che unanimemente è ri­caduta sulla Longo, persona capace e dalla grande espe­rienza amministrativa». La posizione di Zara trova con­ferma nelle parole del capo­gruppo del Pdl: «Speriamo in un segnale di disponibilità da parte della minoranza — ri­lancia Pasquale Aliberti — so­stenete Longo e noi faremo al­trettanto con il vostro candi­dato alla vicepresidenza». Pa­role, queste, che non trovano accoglienza nel centrosini­stra. «La Longo è persona che stimo e sulla quale non c’è al­cuna preclusione — sostiene il leader dell’opposizione An­gelo Villani — ma è il metodo che non possiamo accettare. Concordare significa mettersi d’accordo. Voi siete venuti qui con un nome già impo­sto. E lo avete comunicato a noi. Anzi lo avete notificato. Il nostro è quindi un no politi­co. Siamo pronti a dialogare, ma non a queste condizioni. DOmani (oggi per chi legge; ndr) voterete il presidente che, comunque, poi sarà an­che il nostro». Tra la prima e la seconda votazione l’Idv sembrava pronto a ribaltare l’empasse. Il capogruppo dei dipietristi, Carlo Guadagno, ha avanzato la proposta al centrosinistra di votare subito la Longo. «Per garantire un dialogo — ha precisato l’esponente dell’Italia dei Valori — cerca­re una mediazione che potes­se portare ad una scelta condi­visa anche del vicepresiden­te. Abbiamo avanzato la pro­posta al centrosinistra ma non è stata accolta. A quel punto ci siamo allineati alla coalizione». Il vicepresidente sarà comunque del centrosi­nistra. Ma a sceglierlo sarà la maggioranza. «Abbiamo fat­to un’apertura — ha precisa­to Cirielli — che non è stata accolta. Il vicepresidente sarà della minoranza ma lo votere­mo noi tra quelli che ritenia­mo possano assumere ade­guatamente questo ruolo. Non sosterremo la candidatu­ra che avanzerà il centrosini­stra ». Sono due i nomi che la maggioranza potrebbe votare quale vice Longo: proprio il capogruppo dell’Idv Carlo Guadagno, in pole position perchè il più giovane consi­gliere del centrosinistra, op­pure il socialista Rocco Giulia­no. Intanto tra le fila della mi­noranza c’è chi ha già propo­sto un muro contro muro. Mi­nacciando di disertare la riu­nione di questa mattina del consiglio provinciale quale forma di protesta. Felice Naddeo