CINQUE ALBERGHI DELLA COSTIERA AMALFITANA TRA I MIGLIORI DEL MONDO

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Signori, giù il cappello! Tra i quattrocento migliori hotel del mondo, trenta sono italiani. E ben cinque sono collocati in Costa d’Amalfi: il Santa Caterina, ad Amalfi; il San Pietro e le Sirenuse a Positano; il Caruso e Palazzo Sasso a Ravello (i soliti… noti, insomma; le nostre eccellenze). Essi rappresentano un prestigioso biglietto da visita (come – lo ricordavo qualche giorno fa – la Caravella, il ristorante di Amalfi insignito di stella Michelin, che compie cinquant’anni, oppure, giusto  per citarne un altro, il Faro di Capo d’Orso).

La classifica è stata elaborata dall’autorevole rivista americana Forbes tenendo conto del giudizio espresso da personaggi dello spettacolo, giornalisti, scrittori, conduttori televisivi, tutta gente abituata a frequentare alberghi di lusso. Elementi di valutazione, il panorama, l’architettura, l’eleganza, l’arredo, il servizio. E finanche la storia.

Per la Costiera è un risultato che premia gli sforzi compiuti di generazione in generazione: mi riferisco in particolare alle famiglie Cinque (San Pietro),  Sersale (Sirenuse), Gambardella (Santa Caterina). Un risultato, però, che impone alle istituzioni  – Regione, Provincia, Comuni – di migliorare l’accoglienza: penso alla viabilità, condizionata dalle frane in inverno e dagli incendi in estate; alla vivibilità dei centri urbani; ai collegamenti terrestri e marittimi, ancora insufficienti; alla professionalità di albergatori, ristoratori, commercianti, pubblici esercenti, e così via (qualche lamentela mi arriva e ne trovo traccia anche sul web); all’igiene pubblica e alla balneabilità del mare; alla sanità, che vede sempre a rischio di declassamento l’ospedale di Castiglione; ai servizi; alla cultura e all’intrattenimento, che richiederebbero contenuti adeguati, programmazione tempestiva e (riporto qui una mia opinione) coordinamento con il Festival di Ravello, unica manifestazione di respiro internazionale presente sul territorio.  

Infine, occorre decidere, una volta per tutte, se si vuole puntare a un turismo di qualità (a Ravello pare che lo stiano facendo bene) oppure ci si accontenta del mordi e fuggi, che intasa le strade di torpedoni, affolla i vicoli di Positano e la piazza del duomo di Amalfi e fa vendere, al massimo, qualche bottiglia di limoncello in più. Salvo poi suscitare lamenti, a fine stagione, se le cose non sono andate per il verso giusto.

Sigismondo Nastri *

*Giornalista da più di mezzo secolo sulla Costiera amalfitana una delle penne più apprezzate della Campania e stimate da Positanonews con un bellissimo blog http://mondosigi.splinder.com/ da visitare