Ischia. Malore sui fondali, muore sub ventenne

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Incidente in una battuta di pesca a Ischia. Il corpo ritrovato all’alba a cinque metri di profondità. Il pm dispone l’autopsia

CIRO CENATIEMPO Ischia. Stava pescando da solo in .apnea, non lontano dalla riva, in una zona conosciuta e in acque tranquille, nell’insenatura che delimita il versante occidentale del porto di Ischia, quando si è sentito male all’improvviso e non è riuscito più a riemergere. È stato trovato privo di vita ieri mattina, alle 6.15, al termine di estenuanti ricerche avviate intorno all’1.30 della notte il corpo di Salvatore Iacono, vent’anni, di Forio: era ancora immerso a cinque metri di profondità, sui fondali della cosiddetta «Parata di Zi’ Maddia», un grande scoglio non lontano dalla spiaggia degli Inglesi e dal piccolo cantiere della Pagoda. Accanto al cadavere, il retino con le prede della battuta di pesca: due polpi. Il giovane, che lavorava come apprendista di macelleria nel supermercato Decò-Lombardi di Panza, era uscito di casa alle 10 di domenica, come era consuetudine da tempo, per praticare il suo hobby preferito: le immersioni con maschera, boccaglio e pinne, lungo la fascia costiera dell’isola, in particolare nei dintorni dell’antico porto ischitano, zona caratterizzata, sul fondo marino, da massi, sabbia sottile e praterie di Posidonia e, dunque, abbastanza ricche di pesce. In tarda serata la madre, Ester Coppola, che tra l’altro è rimasta vedova pochi anni fa, non vedendolo rientrare ha telefonato ai carabinieri. L’allarme è scattato immediatamente. I militari, con gli agenti del locale commissariato di polizia, sono riusciti a rintracciare il motorino del ragazzo, parcheggiato a pochi metri dalla vecchia Fornace, vicino al cantiere: accanto al mezzo anche il borsone con i documenti del giovane. Le preoccupazioni sono diventate certezze, e sono stati subito mobilitati gli uomini della capitaneria di porto. Con la guida dello zio di Salvatore, Marco Puglia, comandante di marina mercantile che conosceva perfettamente le abitudini e le zone preferite del sub, le ricerche notturne si sono perciò spostate in mare, con l’ausilio di un gommone e di una motovedetta. Poco dopo l’alba, verso le 6.15, è stato lo zio a scoprire il corpo, a una trentina di metri dalla striscia del litorale. Sul cadavere, dopo il primo esame eseguito dal medico legale, non sono stati trovati tagli, né segni di violenza e, secondo le prime ipotesi, Salvatore Iacono potrebbe essere stato colto da un malore causato dalle ripetute immersioni e risalite. Il magistrato di turno ne ha disposto il trasferimento nel reparto di medicina legale del Secondo Policlinico di Napoli per sottoporlo ad autopsia. Entro oggi si dovrebbe stabilire la data per i funerali. La scomparsa di Salvatore è stata accolta con commozione in tutta la comunità di Monterone, dove era benvoluto da tutti. Gli amici si sono stretti intorno alla famiglia, già provata dalla recente morte del padre, Nicola, che aveva lavorato anche come cuoco in alcuni alberghi di Forio, facendosi apprezzare per la sua professionalità e disponibilità. Un lutto prematuro che aveva segnato il ragazzo, sempre riservato e di poche parole. (Il Mattino)

inserito da A. Cinque