Latina. Villa Fogliano. Aria Acqua Terra Fuoco.

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A Latina, a Villa Fogliano, apre al pubblico “Aria Acqua Terra Fuoco”. 

L’inaugurazione sabato 27 giugno 2009,  alle 18.00, a Villa Fogliano – Latina

La mostra, curata da Giorgio Agnisola e in programma

fino al 2 agosto 2009, espone opere di quaranta artisti

Apre al pubblico la mostra “Aria Acqua Terra Fuoco”, a cura di Giorgio Agnisola. Il vernissage è fissato per sabato 27 giugno alle ore 18.00 a Villa Fogliano Latina alla presenza dei quaranta artisti che danno vita – con le loro opere di pittura e fotografia, azioni sceniche e installazioni – all’iniziativa che ha l’intento di proporre un suggestivo confronto di sollecitazioni culturali e di emozioni visive.

I quattro elementi richiamano al contesto e ai pregi naturalistici del Parco del Fogliano e altresì alle problematiche connesse alla sua valorizzazione: per un verso la finezza dell’aria, la salubrità e la bellezza del sito; per l’altro i pericoli commessi con la sua conservazione: dagli incendi al degrado ambientale.

“In linea con la manifestazione Arte natural-mente, promossa lo scorso anno, la mostra intende riproporre  il rapporto tra arte e natura in chiave filosofica e poetica oltre che visiva; le installazioni si inseriscono con un progetto organico nel contesto del Parco di Fogliano, uno dei luoghi più belli e incontaminati della costa circea, ricreando i motivi, gli echi, le allusioni simboliche e metaforiche degli elementi definiti secondo le culture antiche alla base della natura; ma anche interpretando nel linguaggio proprio dell’arte le problematiche connesse con le odierne minacce all’ambiente”. È quanto osserva Agnisola a proposito dell’esposizione promossa dall’Associazione Foglianoarte, con il patrocinio della Provincia di Latina, Assessorato all’Agricoltura; del Comune di Latina, Assessorato alla Cultura e Assessorato al Turismo; e dell’Ente Parco Nazionale del Circeo, in collaborazione con l’Ufficio Territoriale Biodiversità del Corpo Forestale dello Stato.

 

La mostra, che resterà aperta fino al 2 agosto 2009, espone opere di Roberto Andreatini, Elio Alfano, Livio Alviani, Franco Bianchi, Giovan Battista Bianchi, Giuliana Sbocconcello, Abramo Cantiello, Ezio Colosimo, Giuseppe Coluzzi, Floriana Coppola, Anna Crescenzi, Michele D’Alterio, Giuseppe Della Ventura, Mimmo Di Laora, Umberto Fabrocile, Antonio Farina, Emilia Isabella, Venanzio Manciocchi, Albero Manzetti, Battista Marello, Francesco Martelli, Andrea Martone, Gabriele Maschio, Sandro Mazzuccato, Gianluca Menegon, Antonio Montano, Maurizio Muscettola, Patrizio Marafini, Vincenzo Pennacchi, Nicoletta Piazzi, Teresa Pollidori, Addis Pugliese, Amedeo Sanzone, Romualdo Schiano, Maria Rosaria Solari, Normanno Soscia, Ilia Tufano, Serge Uberti, Mario Velocci, Michele Volpe.

Il 2 agosto, durante la serata di chiusura, l’associazione I Parchi Letterari Omero della Fondazione Nievo presenterà I viaggi sentimentali, percorsi di narrazione del territorio pontino, tra storia e letteratura. Nella stessa occasione sarà presentato il catalogo della rassegna, contenente testi e fotografie delle opere esposte.

 

SCHEDA MOSTRA:

Titolo: Aria Acqua Terra Fuoco

a cura di: Giorgio Agnisola www.giorgioagnisola.com

promossa da: Foglianoarte Associazione Culturale

patrocini: Provincia di Latina, Assessorato all’Agricoltura;

Comune di Latina, Assessorato alla Cultura e Assessorato al Turismo; Ente Parco Nazionale del Circeo

in collaborazione con: Ufficio Territoriale Biodiversità del Corpo Forestale dello Stato

sede: Villa Fogliano – Latina

durata: 27 giugno-2 agosto 2009

orari: ore 9-20

vernissage: sabato 27 giugno ore 18

info: FOGLIANOARTE Associazione Culturale

via Litoranea, 169 – 04010 B.go Grappa Latina

 

NOTA BENE:

Teresa Pollidori  

RI-GETTI  installazione ideata per FoglianoArte 2009

 

RI-GETTI consiste in una  installazione di nove tombini in resina grigia da alloggiare nel terreno di Villa Fogliano. La composizione assume una forma quadrangolare di circa 250×250 centimetri.

L’idea parte dalla volontà di mettere in evidenza le cose che rifiuto o per motivi estetici o per quelli etici.

In particolare il mio sguardo si focalizza sui quei problemi sociali che   coinvolgono negativamente la nostra esistenza e che vorremmo ricusare.

Nei tombini andranno gettate 6 immagini che denunciano il malessere della quotidianità, tra queste anche un autoritratto critico.

Nei rimanenti tombini verranno collocati tre specchi  che hanno a loro volta lo scopo di rigettare all’esterno ciò che catturano: il mutare del paesaggio circostante e l’osservatore; quest’ultimo in particolare diventa l’attore del progetto.

Il pubblico specchiante è l’elemento che trasforma l’opera in una operazione interattiva in quanto viene eletto idealmente a fautore di questi eventi negativi rifiutati e che il tombino, animato da coscienza etica, a sua volta rigetta.

Il titolo “ri-getto” acquista così una doppia chiave di lettura: rigetto nel senso di “rifiuto” e rigetto nel senso “gettato di nuovo”.