E’ giallo sulla morte di Michael Jackson. Slittano i risultati dell’autopsia

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Mentre l’America lo piange ballando per strada al ritmo delle sue canzoni, cresce l’alone di mistero che circonda la morte di Michael Jackson. Mistero per certi versi mediatico, ma certamente alimentato anche dagli interessi milionari che la sua scomparsa comporta. Dal punto di vista ufficiale non sono state fornite dichiarazioni dalle autorità. Gli esami autoptici sul corpo di Michael Jackson sono iniziati oggi, ma i risultati utili a stabilire la cuasa del decesso potrebbero anche arrivare fra sei-otto settimane. «Sono molto basse le probabilità che avremo risultati da rendere pubblici oggi, perchè dobbiamo svolgere esemi estesi», ha dichiarato l’assistente del ‘coroner’ della contea di Los Angeles, Ed Winter. L’autopsia è stata affidata a Lakshmanan Sathyavagiswaran, uno dei testimoni chiave del primo processo contro O.J.Simpson. Un elicottero della polizia di Los Angeles ha trasportato la sua salma dall’Ucla medical center, dove è stata accertata la sua morte, all’ufficio del medico legale. «Si ritiene che abbia avuto un arresto cardiaco a casa», aveva detto il fratello maggiore, Jermaine Jackson, ancora emotivamente provato. Dopo una chiamata di soccorso dalla residenza del cantante vicino los Angeles, Michael Jackson è stato portato d’urgenza in ospedale dove i medici hanno tentato invano di rianimarlo per un’ora.

Arrivato all’Ucla medical center alle 13.14 (ora locale), Jackson è stato dichiarato morto alle 14.26, ma il coroner della contea di Los Angeles Fred Corral non ha dichiarato quali sono le cause del decesso. Data «la natura di alto profilo» della morte, il caso è stato affidato alla squadra omicidi e rapine della polizia di Los Angeles. Il sito «tmz.com» ha annunciato l’overdose di morfina come causa della morte. Citando familiari del cantante, si precisa che il cantante stava per essere ricoverato in una clinica per sottoporsi a una terapia di disintossicazione. Nel frattempo l’America continua a celebrare il suo re del pop, tra lacrime a balli. Dopo le veglie della notte, sono continuati anche oggi i pellegrinaggi verso quelli che i fans hanno eletto come santuari pop: la casa natale di Jackson a Grady, in Indiana, che si trova all’incrocio tra Family Jackson road e Jackson Five road; il Neverland ranch a Santa Barbara,in California; l’ Apollo Theatre di Harlem, a New York, dove Michael tenne le sue prime esibizioni con i Jackson Five. Aveva 9 anni. «Un genio-bambino, rimasto tale per tutta la vita, pieno di sofferenza» ha detto di lui l’attrice e cantante Cher. Per quell’eterno Peter Pan nè bianco nè nero l’America ha messo in scena, per strada, un lutto allegro: candele e lacrime accanto a pupazzi e canzoni. E al ritmo indimenticabile delle sue canzoni nè nere nè bianche, si è messa a piangere e a ballare.

Andrea Gallucci (Mellogs.it)