VIETRI SUL MARE OMICIDIO CESRANO CONDANNA ALL´ERGASTOLO PER DELLE CHIAIE

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Omicidio Cesarano, ergastolo per Delle Chiaie Secondo i Giudici fu lui ad uccidere il giovane di Pompei nel parcheggio della discoteca “La Ciurma” di Vietri Ergastolo: questo il verdetto emesso ieri in tarda serata dalla Corte d’Assise di Salerno nei confronti di Raffaele Delle Chiaie, il 25enne accusato di aver ucciso, la notte del 10 agosto 2007, Raffaele Cesarano, il 21enne originario di Pompei colpito a morte nel parcheggio del ristorante “La Ciurma” di Vietri sul Mare. I giudici hanno quindi accolto la richiesta dell’accusa, ritenendo il giovane salernitano principale responsabile ed autore materiale del’omicidio del ragazzo di Pompei. Una vicenda che fece scalpore, un caso che si è protratto per quasi 2 anni. Nella notte del 10 agosto di 2 anni fa, dopo una serata in discoteca, scoppia una lite tra alcuni ragazzi all’esterno della discoteca “La Ciurma”, che fa seguito ad alcune schermaglie all’interno del locale: Cesarano, nel tentativo di difendere la sua ragazza da alcuni pesanti apprezzamenti, viene accerchiato da un gruppo di giovani e colpito con un paio di forbici. Il colpo è fatale, il giovane muore durante il trasporto in ospedale. Il gruppo di aggressori, grazie anche ad alcune testimonianze, tra cui quella della ragazza del giovane ucciso, Nunzia Sicignano, viene identificato. Sono in 4: Angelo Solimeo, Raffele Delle Chiaie, Luigi Orilia e Ivan DG, minorenne all’epoca dei fatti. Angelo Solimeo confessa di aver colpito Cesarano con un punteruolo, e viene condannato in primo grado a 30 anni di reclusione con il rito abbreviato. In seguito, però, ritratta. Anche in base all’incidente probatorio, che stabilisce che l’arma dell’omicidio è un paio di forbici, ed alle testimonianze di Sicignano e Solimeo, Raffaele Delle Chiaie diventa il principale indiziato per l’omicidio. Il processo nei suoi confronti comincia lo scorso settembre, prima nel Tribunale di Salerno, poi a Fuorni, nell’aula bunker. L’accusa, condotta dai pm Rocco Alfano ed Ernesto Sassano, chiede il massimo della pena, poggiando la sua tesi sulle testimonianze della ragazza di Cesarano, la Sicingnano appunto, e di oltre 60 testimoni. Ieri, dopo nove mesi, la sentenza. Gli avvocati della difesa, Spadafora e Torre, aspetteranno il deposito della sentenza e delle motivazioni per ricorrere in appello. Nel frattempo, per Delle Chiaie si prospetta un lungo periodo in carcere.