VICO EQUENSE, MONTE FAITO. PER IL WWF UN ABUSO, PER IL SINDACO CINQUE INGEGNERIA NATURALISTICA. E´ SCONTRO

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NAPOLI – È guerra tra Wwf e Comune. Giornalisti allontanati. Continuano i lavori nel bosco del Faito e i volontari del Wwf e la stampa quando giungono sul posto per documentare i fatti «vengono ripetutamente allontanati dal sindaco di guardia al cantiere», dichiara Claudio d’Esposito, presidente del Wwf Penisola Sorrentina, precisando. «Abbiamo effettuato diversi sopralluoghi ed ogni volta ci imbattiamo nel primo cittadino che ci impedisce di fotografare palizzate e terrazzamenti in costruzione, giustificando il diniego per motivi di tutela della privacy e per non creare problemi agli operai al lavoro con seghe, ruspe, camion ed escavatore. Pensiamo di chiedere alle forze dell’ordine di scortarci». Il sindaco in questione è quello di Vico Equense, Gennaro Cinque. Che smentisce categoricamente «I controlli sono stati effettuati, nessuna irregolarità riscontrata. Sono opere di ingegneria naturalistica altro che scempio. È in atto una montatura propagandistica». Ma che sta succedendo sul Faito? Già il 18 scorso il Wwf aveva denunciato il taglio di decine e decine di castagni secolari “ufficialmente ammalati” gridando allo scempio all’interno del parco dei Monti Lattari e recapitando una lettera-denuncia alla Procura di Torre Annunziata ed ai carabinieri di Sorrento. Alberi ufficialmente cavi o malati sono spariti per far posto ad una sagra finanziata dalla Provincia e per la creazione di un’area pic-nic, con «opere e abbattimenti – protestò il 18 scorso anche Anna Savarese, presidente del parco Monti Lattari – non autorizzati come prevede la legge istitutiva dei parchi: ho richiesto chiarimenti al Comune ma finora non abbiamo ricevuto risposte, eppure qui qualunque opera deve avere l’ok della soprintendenza per la valenza paesaggistica e dell’autorità di bacino per la sicurezza idrogeologica». Lunedì 22 il Wwf è tornato alla carica diffondendo altre foto, di palizzate e manufatti già pronti. «Ci siamo recati sul posto anche alle 4 di mattina – dice D’Esposito – e la squadra di operai era già in azione. Ci appare anche anomalo che il primo cittadino in persona faccia da direttore del cantiere, supervisionando personalmente le operazioni per l’intera giornata». E nella serata di ieri, assieme agli attivisti del Wwf, sarebbero stati bruscamente allontanati anche i giornalisti con le telecamere di Metropolis-Tv, giunti a documentare quello che sta avvenendo nel bosco del Faito, che presto ospiterà anche il «Mediflor Festival». Intanto l’Ente Parco e la Regione continuano a segnalare di non essere al corrente dei lavori. Per il Wwf inoltre «si sta usando cemento nell’area per realizzare tutta una serie di opere quali muretti, piccole aiuole, pozzetti, cordoli, caminetti; si stanno realizzando impianti elettrici, igienici e di raccolta-scarichi allocati sottoterra che necessiterebbero del parere dell’Asl» e «nel cantiere ad oggi non è affissa alcuna tabella e non appaiono rispettate minimamente le normative vigenti in materia di sicurezza». Le strutture in legno realizzate sul Faito Le strutture in legno realizzate sul Faito E col Wwf pure il consigliere provinciale Tommaso Sodano ha incontrato il procuratore Diego Marmo per formalizzare una richiesta di sequestro per l’intera area cantierata. «Non si è mai visto – commenta – un sindaco che dirige lavori privi di ogni autorizzazione in un parco regionale e sito di importanza comunitaria». Intanto il sindaco di Vico, Gennaro Cinque, smentisce tutti gli addebiti: «In questi giorni – dice – siamo stati oggetto di decine di controlli da parte di tutte le autorità competenti. Nessuno ha ravvisato gli estremi per un solo sequestro. Questo dimostra che è in atto un’enorme montatura propagandistica contro di noi. Gli interventi di potatura nell’area pic-nic sono stati effettuati dal 12 gennaio al 28 marzo sotto la direzione di agronomi esperti con l’obiettivo di salvare l’ecosistema, visto che i castagneti sono affetti da cancro alla corteccia. Ad un campione di 180 castagni sono anche state somministrate le prime cure. È mancata, infatti, un’accurata e seria programmazione per la tutela ambientale fino ad oggi. Altra cosa è l’intervento per realizzare un’area pic-nic attrezzata degna di questo nome con l’obiettivo di indirizzare i gitanti in uno spazio munito di strutture idonee». Aggiunge: «Per quanto riguarda le fantomatiche opere abusive tengo a precisare che si tratta di interventi di ingegneria naturalistica. Sono state realizzate staccionate e viminati con pali di castagno, di cemento non c’è nemmeno l’ombra. Gran parte di queste opere sono state finanziate dall’amministrazione provinciale e rientrano nell’accordo siglato tra la città di Vico e l’allora presidente Di Palma per il rifacimento delle staccionate, l’abbattimento delle barriere architettoniche, bagni per disabili e l’adeguamento dell’impianto elettrico obsoleto e pericoloso. Si è addirittura parlato della realizzazione di una condotta fognaria. Niente di più falso. Il villaggio Monte Faito ha la rete fognaria dal lontano ‘55. Si è solo provveduto alla sostituzione di un piccolo tratto di condotta che insisteva nell’area pic-nic». E contro il Wwf è intervenuto anche Giovanni Somma, presidente del consorzio operatori turistici del villaggio Monte Faito: «Siamo pronti alla serrata generale. E’ in atto una strumentalizzazione politica. Vogliono bloccare chi per la prima volta sta realizzando interventi attesi da tempo per migliorare il Faito». Infine, Claudio D’Esposito del Wwf, ribadisce che «se i castagni erano colpiti da cancro rameale, il loro tronco andava isolato, bruciato, perché la malattia è scatenata da un agente patogeno, un fungo, che si diffonde nell’aria, nel terreno con le piogge. Invece questi ceppi sono ancora là. Insomma, mancano le precauzioni dovute». «Le nuove costruzioni? Non non entriamo nel merito dell’estetica ma è un fatto che hanno modificato la morfologia di un’area naturale. Il discorso è anche paesistico: quei terrazzamenti cambiano la geografia dei luoghi» conclude D’Esposito. Luca Marconi (ha collaborato Fabrizio Geremicca)