SALERNO, GIUNTA CIRIELLI CON GLI ALLEATI ESCLUSI. E´ FAIDA PER GLI ASSESSORATI. PDL SPACCATO

0

Cirielli tira dritto. Pur disponibile al dialogo, il presi­dente della Provincia — dopo aver varato la giunta — ha detto ai suoi assessori di iniziare a lavo­rare prima di partire per Roma. Forte anche del consenso ottenu­to dai nuovi consiglieri eletti, pronti a sostenerlo in occasione della prima seduta dell’assem­blea di Palazzo Sant’Agostino pro­grammata per il 3 luglio. Ieri le fi­brillazioni del centrodestra han­no fatto registrare l’ennesima rot­tura nel Pdl. Prima interna alla componente degli ex Forza Italia, dove è scoppiata la vera faida per gli assessorati. Poi tra i due delfi­ni dei leader di partito: il coordi­natore provinciale del Pdl Anto­nio Mauro Russo, braccio destro della ministra Carfagna, e Anto­nio Iannone, uomo fidato di Ci­rielli e neoassessore alla Provin­cia. Ma i berlusconiani si dovran­no riprendere dallo scossone che è stato assestato anche dall’Udc. «Per un attimo si era pensato a un goliardico scherzo — precisa­no in una nota Nocera, Arena, Car­pentieri, Salzano, D’Agosto e Mau­ri riferendosi alla nomina della giunta da parte di Cirielli —invece quel comportamento, che non trova riscontro negli an­nali etico-politici della storia isti­tuzionale locale e nazionale, è ri­sultato vero. L’Udc partecipa a questo governo provinciale, deci­derà in consiglio sulla base dei contenuti delle proposte». Nel Pdl, invece, è la giornata dei lun­ghi coltelli. Tocca al sindaco di Pa­gani, e assessore al Turismo, Albe­rico Gambino aprire la contesa so­stenendo Cirielli e criticando Rus­so. «Le rimostranze espresse da Russo appartengono ad una parte minoritaria del partito e non agli eletti che rappresentano la collet­tività — ha detto Gambino — lo invito ad evitare di parlare a no­me di pochi innescando illogiche polemiche. Un coordinatore deve essere il rappresentante di tutti gli esponenti del partito e non di qualcuno, deve mediare e non di­struggere ». Poi tocca a Iannone cercare di chiarire i termini della querelle. «Siamo al cospetto di una polemica stucchevole — af­ferma il vicecoordinatore del Pdl — nata da problemi interni all’ex area di Forza Italia. C’è malumore da parte di chi aspirava a diventa­re assessore e non è stato accon­tentato. Perchè quei nomi non erano condivisi da tutti tra gli ex Fi. Gambino, inoltre, come qual­cuno voleva, non può essere mes­so fuori. Ha ottenuto un successo e ha fatto una campagna elettora­le più forte di quella quando è sta­to candidato. Il documento della Pdl? Io non l’ho firmato. Non so se è rappresentativo di tutto il partito. Comunque adesso dob­biamo pensare ad altro. A lavora­re soprattutto. Perchè la gente ci ha votato per questo. Vogliono sa­pere cosa faremo subito su aero­porto, Cstp e scelte strategiche. E noi dobbiamo pensare a come pa­gare determine per 22 milioni di euro quando in cassa abbiamo trovato soltanto dieci milioni». La risposta di Russo è piccata. «Non faccio polemica con il mio vice — ha detto — ho messo in discussione il metodo e la tempi­stica. E l’ho fatto a nome del Pdl. Come coordinatore: perchè io rap­presento il partito e ne ho la re­sponsabilità. E il documento del Pdl lo dovevo firmare io, non il mio vice. Sia chiaro, poi, che non ho mai avuto velleità di fare l’as­sessore. La ministra Carfagna? Legge i giornali, è informata di quel che accade a Salerno». Intan­to dalla Provincia arriva la confer­ma che la vicepresidente nomina­ta, Anna Ferrazzano, non ha rasse­gnato le dimissioni. Ma nel frat­tempo, a Roma, è stato chiesto l’intervento di Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, per dirimere la querelle interna al partito. In vista c’è però una solu­zione: Eva Longo, l’unica a non aver firmato l’accettazione dell’as­sessorato, diventerebbe presiden­te del consiglio. E all’Udc andreb­bero due deleghe in giunta. Felice Naddeo, Corriere del Mezzogiorno

Lascia una risposta