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09/12/2007

“Mai più. Mutilazioni genitali femminili, una questione di diritti umani”

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di Valentina ASCIONE

 

Quale occasione migliore della Giornata Internazionale dei Diritti Umani per parlare di mutilazioni genitali femminili? La Provincia di Salerno e l’associazione "Non c’è pace senza giustizia", infatti hanno scelto proprio la data del 10 dicembre per illustrare un’iniziativa condotta a quattro mani. Si tratta della pubblicazione “Mai più. Mutilazioni genitali femminili, una questione di diritti umani”, che verrà presentata domani, alle 11, presso il Palazzo della Provincia di Salerno (via Roma, 104). All’evento parteciperanno, tra gli altri, il Presidente della Provincia Angelo Villani, l’assessore alle politiche sociali e pari opportunità Guerrino Terrone, il Presidente della commissione provinciale pari opportunità Filomena Gallo e Antonella Dentamaro, del coordinamento delle attività sulle mutilazioni genitali femminili (MGF) di "Non c’è pace senza giustizia", l’associazione radicale che  da anni combatte in prima linea per l’abbandono di questa pratica tradizionale, portando avanti iniziative sia a livello nazionale che internazionale.

Obiettivo di questa pubblicazione è offrire ai cittadini della provincia, agli immigrati, agli operatori socio-sanitari e ai rappresentanti delle istituzioni, un quadro informativo il più possibile completo di tutti i diversi aspetti legati al problema delle MGF; ma anche il panorama legislativo europeo e africano che disciplina le pratiche dannose tradizionali.

“Non si tratta di un’iniziativa scontata, né rituale, ma dell’autentica volontà di promuovere l’integrazione dei cittadini immigrati che risiedono nella nostra provincia – spiega l’assessore Guerrino Terrone – un primo passo che ci auguriamo trovi il consenso dei Salernitani ma anche di altre amministrazioni locali. E poi – aggiunge Terrone – promuovere i diritti delle donne africane mi sembra un ottimo modo per celebrare la giornata dei diritti umani”.   

Gli fa eco il presidente Gallo, che sottolinea come questa pubblicazione sia stata realizzata “tenendo ben presente che un’informazione corretta - corredata di cifre e statistiche, e delle disposizioni legislative a tutela dei diritti umani, civili e politici della persona - è il primo strumento di cui i cittadini originari dei paesi che praticano le MGF devono disporre, per poter decidere di abbandonare la pratica”.

 

Un dramma, quello delle MGF, che riguarda anche noi italiani più di quanto pensiamo, come ci ha spiegato Antonella Dentamaro alla vigilia dell’appuntamento di Salerno: “Le mutilazioni genitali femminili non possono più essere considerate come un fenomeno che riguarda la “cultura” africana. Gli intensi fenomeni migratori che coinvolgono il nostro paese modificano, infatti, anche le nostre prospettive e le nostre abitudini di convivenza. Trincerarsi nell’indifferenza può solo condurre a comportamenti razzisti e all’esecuzione di queste pratiche pericolose nella clandestinità, così come affrontare questo fenomeno con toni allarmistici non può far altro che spingere le comunità africane a chiudersi ancora di più al proprio interno”

 

Attualmente qual è l’approccio, anche legislativo, a questo problema?

“Sono già venti i Paesi africani che hanno leggi che proibiscono le MGF, questo dato, però, spesso è sconosciuto non solo agli stessi cittadini ma anche ai nostri immigrati, che mantengono rapporti più radi con i propri Paesi di origine. Ancora meno conosciute sono le attività che vengono condotte in Africa dalle organizzazioni locali, segno che l’atteggiamento sociale nei confronti di questa tradizione sta cambiando. E se cambia nei loro Paesi, a maggior ragione dovrebbe cambiare in Italia”

 

Cosa è stato fatto e cosa, invece, bisogna ancora fare per combattere la pratica delle MGF e promuovere il rispetto dei diritti umani?

“L’esperienza di questi otto anni nelle iniziative che abbiamo condotto in Africa, insieme alle organizzazioni di donne che lottano contro le MGF, ci ha dimostrato che oltre al lavoro di sensibilizzazione a livello locale è necessario garantire anche un intenso lavoro politico, a livello legislativo e di investimenti statali da destinare alla prevenzione. Il 25 novembre scorso è caduto il secondo anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Maputo, il documento sui diritti delle donne adottato dall’Unione Africana, che definisce e regola lo status delle donne in Africa, a partire dal divieto ad essere sottoposte alle MGF ma anche al diritto all’eredità, alla autogestione della propria salute riproduttiva, alla contraccezione. Ad oggi sono 22 i Paesi che lo hanno ratificato e sono impegnati ad adeguare ad esso le proprie legislazioni nazionali. La nostra azione è volta a far sì che tutti i paesi membri dell’Unione Africana sottoscrivano il trattato e si impegnino quindi ad avviare quel processo di transizione democratica che non può prescindere dalla parità tra uomo e donna”

 

Prossimi appuntamenti?

“Proprio sulla ratifica del Protocollo di Maputo e sulla lotta alle mutilazioni genitali femminili stiamo organizzando un seminario in Sudan, a Khartoum, dal 15 al 17 dicembre prossimi. Il Sudan è un Paese complesso per molti motivi, non solo perché oggetto di particolare attenzione da parte della comunità internazionale, ma anche perché i ripetuti conflitti hanno favorito la mancanza di discussione pubblica sulle MGF. Questo seminario prenderà in esame anche il rapporto tra religioni e mutilazioni genitali femminili, portando all’attenzione dei legislatori sudanesi quanto già dichiarato e documentato da diversi Imam sulla inesistenza di doveri dettati dal Corano a praticare le MGF sulle bambine. Ma già martedì 11 dicembre torneremo a discutere del problema con una conferenza, organizzata dal Rotaract Club Napoli in collaborazione con l’Università Federico II, dal titolo Mutilazioni genitali femminili: dalla tutela della salute delle donne alla promozione dei diritti fondamentali di una persona. Tutte queste iniziative sono da considerare segnali positivi, poiché indicano che l’attenzione intorno a questo problema sta salendo”.

 




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