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15/11/2007

OPERAIO MUORE SCHIACCIATO DALLA GRU

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Dramma sul lavoro Incidente a Battipaglia, ma la vittima era del Napoletano. Aperta un'inchiesta Schiacciato dal braccio della gru. Questa volta è successo a Battipaglia in provincia di Salerno ma è ancora forte il ricordo del primo maggio a Sorrento. L'operaio, Massimo Scala, 51 anni, di San Giorgio a Cremano, travolto mentre smontava il mezzo. È morto sul colpo BATTIPAGLIA — Avrebbe solo dovuto smontare una gru e portarla via, ma il braccio del grosso arnese meccanico gli si è rivoltato contro come un'arma. E ieri quell'arma non ha avuto pietà. È morto sul colpo Massimo Scala, operaio cinquantunenne di San Giorgio a Cremano. È morto schiacciato dal braccio di una gru posizionata nel piazzale della ditta «Prefabbricati s.r.l.» in via Spineta, a Battipaglia. La corsa degli operatori del 118 all'ospedale Santa Maria della Speranza è stata inutile. Massimo Scala è morto alle 16 di ieri pomeriggio travolto dal braccio infernale di una macchina del peso di quasi ottanta quintali che non gli ha lasciato scampo. Sull'ennesima morte bianca in provincia di Salerno, la Procura della Repubblica ha già aperto un'indagine. Spetterà ora al magistrato Di Vita fare chiarezza su quanto accaduto, mentre i carabinieri della compagnia di Battipaglia, diretta dal capitano Salvatore Sauco e dal tenente Gianfranco Di Sario, hanno già provveduto a fare i primi accertamenti. Da quanto emerge dalle prime attività investigative, Massimo Scala non lavorava presso la «Prefabbricati s.r.l». L'operaio era arrivato a Battipaglia con il suo camion e aveva un compito preciso: caricare la gru e portarla via (in queste ore la magistratura sta cercando di capire chi gli avesse commissionato il lavoro e dove era diretto con il carico). Il macchinario era riverso a terra, in posizione orizzontale, ed è stato accertato che non era iin movimento. Massimo comincia a sbullonare l'attrezzo. Forse avrà tolto un fermo nel punto sbagliato, o forse avrà toccato qualcosa che non doveva toccare. Fatto sta che improvvisamente il braccio della gru si è staccato da un'altezza di circa tre metri e lo ha colpito violentemente, centrandolo alla testa. Il corpo dell'operaio napoletano è rimasto bloccato tra i ferri. Gli operai della ditta battipagliese, accortisi dell'incidente, si sono precipitati immediatamente nel piazzale a prestare i primi soccorsi, mentre qualcuno di loro ha chiamato il 118. I dipendenti sono riusciti ad estrarre il corpo di Massimo Scala, ma non a salvargli la vita. Lo spettacolo era raccapricciante. Quando è stato liberato il napoletano era già senza vita. Il decesso è stato accertato subito dopo dai medici del pronto soccorso dell'ospedale battipagliese, dove giace ancora il corpo dello sfortunato operaio in attesa dell'esame autoptico già disposto dalla magistratura. Per il momento nel registro degli indagati della Procura di Salerno non è iscritto ancora alcun nome, anche perché sembra avvolta nel mistero la natura delle prestazioni di lavoro svolte dall'operaio in trasferta, su cui ora si cerca di fare luce. L'unico dato certo è che la gru, che ieri Massimo aveva l'incarico di smontare e che per la quale era giunto a Battipaglia dal suo paese di origine, non appartiene alla ditta battipagliese, bensì ad un'azienda di Ravenna che si occupa di noleggio di grandi macchinari edili. Per chi lavorava Massimo Scala? Per la ditta romagnola oppure per un'azienda campana che aveva preso in subappalto il mandato? O, ancora, era un lavoratore precario che saltuariamente prestava la propria opera a qualche azienda? L'inchiesta giudiziaria è indirizzata a svelare i rapporti di lavoro che ieri hanno portato Massimo a Battipaglia. L'operaio napoletano lascia una moglie ed una figlia. Appena una settimana fa un'altra tragedia sul posto di lavoro aveva avuto per protagonista una donna, Immacolata Orlando, 46 anni, madre di cinque figli. Era finita incastrata nella pressa della fabbrica di conserve in cui lavorava come stagionale ad Angri. Angela Cappetta (Corriere del Mezzogiorno) Rassegna stampe di Positanonews



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