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09/11/2007

PREMIO TENCO 2007 A GIANMARIA TESTA, PROTAGONISTA DELL´ESTATE DI RAVELLO

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IL PREMIO TENCO 2007 A GIANMARIA TESTA, PROTAGONISTA DELL’ESTATE DI RAVELLO Il Premio Tenco 2007 è stato attribuito a Gianmaria Testa, protagonista insieme a Gabriele Mirabassi dell’ultimo Festival di Ravello, in qualità di autore del cd “Da questa parte del mare”, giudicato il miglior disco della Canzone d’Autore italiana del 2007. La TARGA TENCO gli sarà consegnata nel corso della 32a edizione della “Rassegna della canzone d’autore”, in programma dall’8 al 10 novembre 2007, al Teatro Ariston di Sanremo. Gianmaria Testa ha da sempre avuto il merito ed il gusto di accompagnarsi a musicisti eccellenti (ricordiamo nel passato Mario Brunello, Pier Mario Giovandone, Rita Marcotulli, Enrico Rava, i tanti musicisti francesi del periodo in cui incideva per la Label Bleu, e tanti altri). In questa opera ritroviamo alcuni dei fedelissimi: l’eccezionale Gabriele Mirabassi al clarinetto, Claudio Dadone alla chitarra, Enzo Pietropaoli al contrabbasso, Philippe Garcia alle percussioni, Luciano Biondini alla fisarmonica, Piero Ponzo al sax, i violoncellisti Piombo, Salvatori, Severi. Ospiti d’onore illustrissimi: Bill Frisel alla chitarra, Paolo Fresu alla tromba, Greg Cohen al contrabbasso. Tutti, ovviamente, perfettamente coesi alle sonorità della chitarra di Gianmaria, cosi densa di profumi e atmosfere che fanno riferimento alla tradizioni e alle culture popolari, blues, jazz, degli chansonnier francesi, della canzone d’autore italiana, dei songwriters americani. Il tocco finale, l’inconfondibilità delle sue canzoni, è dato, comunque, dal velluto abrasivo della sua voce, che si sedimenta non tanto sull’udito, quanto sull’anima di chi ascolta. Avvolgente, calda, evocatrice di epifanie epiche nelle quali la dolcezza di malinconie struggenti si sposano con la rabbia e l’ironia di chi non cede il proprio passo alle asprezze della vita. Con “Da questa parte del mare” Testa ha prodotto un’opera che fotografa una delle problematiche simbolo dei nostri tempi: quella della travagliata esistenza dei popoli migranti, con l’onestà e la semplicità di chi ammette che, pur parlando dei popoli migranti, in realtà ci parla anche d’altro (“Non ho scritto per loro. Non ne sarei capace. Ho scritto per me e per quelli che, come me, stanno da questa parte del mare”, come afferma nelle note introduttive del cd). Il suo è uno sguardo che si allarga a delta sulle esistenze dei sofferenti (… e in fondo al mare/ in fondo al mare profondo/ ci lascio il canto mio/ che non consola/ per chi è partito/ e si è perduto al mondo … - da: “Una barca scura”), degli sconfitti dalla storia, dei reietti della propria patria, che si vedono rifiutati anche da quella che avevano erroneamente creduto essere la terra promessa di un ipotetico futuro migliore. Inoltre il discorso sulla migrazione, anzi la nostra visione di essa da parte di noi occidentali, si fa osservatorio di un nostro piuttosto che di un altrui malessere. Perché è, sì, visione ed interpretazione di un mondo, ma è anche l’abbraccio di chi assume la responsabilità di tentare di com-patire storie particolari, fino a identificarsi in esse (..sono quello che tende la mano al semaforo rosso… - da: “Tela di ragno”), per renderle universali, e per ricordare a tutti noi che solo pochi decenni fa toccava ai nostri avi trovarsi in analoghe condizioni (… viene da lontano un canto così accorato/ è il minatore bruno laggiù emigrato/ la sua canzone è il canto di un esiliato… - da: “Miniera”). Alla fine di tutto questo peregrinare dolente, di anime oltre che di corpi, sembra però esservi un barlume di speranza. La speranza che si possa raggiungere l’orizzonte di un luogo e di un tempo in cui ci si possa rinchiudere con le sole cose che sono importanti, lasciando fuori il resto del mondo, per dare ad ogni cosa il suo senso più profondo e autentico (… volevo tenere per te/ una sola di tante stagioni/ ma volevo tenerla per te/ per te sola e tutti gli altri fuori/ volevo che fosse per te/ anche l’ultimo fiato sospeso/ volevo tenerlo per te/ questo fuoco che è acceso … - da: “3/4”). Articolo di Franco Maresca tratto da: http://www.vivodalvivo.it/ , sito degli eventi musicali dal vivo in Campania.



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