
Un’assemblea pubblica sulla riqualificazione del porto di Amalfi. É stata promossa per domani pomeriggio dalla sezione di Rifondazione Comunista che, in merito alla vicenda contro cui è insorta da tempo anche l’opposizione, intende passare la parola ai cittadini chiamati a pronunciarsi circa il progetto di redatto dalla Sacaim di Venezia. Un piano, osteggiato da Rifondazione, e che a quanto pare non trova d’accordo neppure la stessa maggioranza riunitasi la scorsa sera presso il salone Morelli del comune. Ed è qui che domani pomeriggio (ore 17.30) si svolgerà l’assemblea pubblica promossa da Rifondazione durante la quale saranno proiettate una serie di diapositive relative al progetto di riqualificazione del porto. «Rivolgiamo un appello alle forze sane della città e a tutti coloro che, pur vivendo lontano, ne sono innamorati e forse, ignorano lo scempio di cui sarebbe vittima qualora fosse realizzato il progetto di riqualificazione dell’area portuale e del water front – avverte il segretario cittadino, Stanislao Balzamo - La politica non è gestione separata di problemi comuni e nessuno può sostenere di aver ricevuto una delega in bianco, o considerarsi investito di una missione divina». Durante l’incontro, al quale interverranno anche i rappresentanti di Italia Nostra, Legambiente e Wwf, sarà possibile visionare anche lo studio di fattibilità riguardante la strada di circumvallazione che è stato oggetto di una conferenza dei servizi svoltasi la scorsa settimana. Ma sarà il progetto di riqualificazione del porto l’argomento principale di discussione. «È possibile modificare la situazione attuale con interventi dal minimo impatto, con saggezza e moderazione, ritoccando qua e là e consolidando – aggiunge il segretario di Rifondazione - Ma innanzitutto, non demandando al privato ciò che è nel destino di tutti, ciò che è pubblico. La redditività economica (per pochi…) non può essere il metro per valutare e operare su ciò che la natura ha creato. Sarebbe un suicidio, sotto ogni profilo! Questa costa non a caso è definita divina, non a caso è patrimonio dell’umanità; dobbiamo custodirla, per noi e per le generazioni future. Essa, per usare le parole di Pasolini, è “l’inconfondibile e meravigliosa bellezza del creato”». Mario Amodio Il Mattino