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03/11/2007

MOSTRO DI ALIMURI A SORRENTO STOP DEL MINISTERO

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Come anticipato da Positano News l'abbattimento del mostro di Alimuri costruito sul confine fra Meta di Sorrento e Vico Equense non s'ha da abbattere, non a queste condizioni, e, come ha detto il senatore Sodano «Forse Rutelli si è reso conto che l'accordo era illegittimo» NAPOLI — «Qualche interrogazione parlamentare e un po' di polemiche hanno fatto sì che l'abbattimento subisse uno stop. Aspettiamo notizie da Roma». Ieri l'assessore all'Urbanistica della Regione Campania, Gabriella Cundari, è tornata sulla vicenda dell'ecomostro di Alimuri, il rudere di albergo che insiste sulla costa tra Vico e Meta. Lo si doveva demolire entro il 31 ottobre, secondo il protocollo d'intesa stipulato a luglio tra il ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli, la Regione, il Comune di Vico Equense e la società Sa.An., che ha rilevato il rudere una decina di anni fa. «La vicenda vive una fase di stallo», sottolinea invece la Cundari. E aggiunge: «Ho sentito gridare allo scandalo per la soluzione trovata, ma ritengo che sia ancora più scandaloso lasciare le cose come stanno, con un obbrobrio in piedi, ritrovo di tossicodipendenti, su un costone pericolante». L'INTESA — Il patto siglato a luglio ha suscitato molte critiche ed una interpellanza parlamentare, promossa dal presidente della Commissione Ambiente Tommaso Sodano e sottoscritta da 33 senatori. Prevede, infatti, che il rudere sia abbattuto a spese dello Stato e che anche il costo del risanamento del costone roccioso retrostante l'albergo mai nato gravi per oltre la metà su Stato e Regione. Stabilisce, soprattutto, che i proprietari della Sa.An., - la famiglia Normale, di cui fa parte anche l'imprenditrice Anna, moglie dell'assessore regionale alle Attività Produttive Andrea Cozzolino - ottengano il diritto di edificare un albergo da 18.000 metri cubi, gli stessi dell'ecomostro, nel comune di Vico Equense, zona 4 o 5 del Put. IL PRG — A questo scopo, recita ancora l'accordo, potrà essere modificato il piano regolatore generale. La Sa. An, è scritto infine nel protocollo d'intesa, potrà anche realizzare e gestire uno stabilimento balneare nella conca di Alimuri, dove ora sorge il rudere. Troppi vantaggi al privato, secondo chi ha contestato l'accordo, in cambio dell'impegno dei proprietari a non opporsi in sede giudiziaria all'abbattimento di una struttura acquistata 10 anni fa e realizzata nel 1967, con una licenza ormai abbondantemente decaduta. L'intervento di ieri dell'assessore Cundari provoca dunque reazioni e commenti negativi. Scende in campo il senatore Sodano: «Se chi ha firmato quel protocollo fosse davvero convinto che è inattaccabile, sarebbe andato avanti con quanto previsto. Evidentemente non si aspettavano tante critiche, che hanno fatto emergere profili di palese illegittimità in quel protocollo d'intesa. Non acaso il governo, rispondendo all'interperllanza, si è impegnato a riconsiderare i termini di quel patto». Giuseppe Guida, architetto ed urbanista, è sulla stessa linea: «Il patto per abbattere l'hotel Alimuri stabilisce che il piano regolatore di Vco sia modificato in base al volere dei privati, in ragione del terreno dove vorranno edificare i 18.000 metri cubi sostitutivi del rudere. Una grottesca pianificazione alla carta, come quando uno va al ristorante ed ordina un piatto al cameriere. Una transazione andava fatta, certo, ma risarcire dell'abbattimento i proprietaeri con lo stabilimento balneare sarebbe stato più che sufficiente. Regalare loro un albergo di identiche cubature mi pare davvero inconcepibile». L'AMBIENTALISTA — Non usa toni più morbidi Franco Cuomo, il coordinatore dei Verdi ambiente e società in costiera sorrentina: «Qualunque cosa dica la Cundari, di scandaloso c'è solo l'accordo di Alimuri. Consentire alla Sa. An. di edificare ex novo 18.000 metri cubi a Vico Equense dimostra solo quanto poco l'assessore conosca il territorio della penisola sorrentina». Il sosia dell'Alimuri potrebbe essere costruito alla Marina di Seiano. La Sa.An. tratta per acquistare un fondo di proprietà dei fratelli Della Mura, gli inventori di pizza a Metro. In linea d'aria è a 200 metri dal mare. Fabrizio Geremicca



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