Vico Equense Faito al centro delle antiche vie di pellegrinaggio medievali: è l’iniziativa promossa dal Club Alpino Italiano, sezione di Napoli, in collaborazione con il santuario di San Michele Arcangelo sul Faito. Religiosi, docenti universitari, teologi, rappresentanti delle associazioni si incontreranno domani, per riprendere i lavori anche domenica, dalle ore 9 alle 17.30, presso il santuario montano a cavallo tra le città di Castellammare, Vico Equense e Pimonte. Un tavolo di lavoro per discutere sulla riqualificazione e trasformazione dei rifugi montani in presidi culturali del territorio, promosso in collaborazione con il gruppo di lavoro «Terre Alte» del Club Alpino. Si tratta di due giornate culturali che si pongono come obiettivo la riscoperta delle antiche vie di pellegrinaggio medievali e in modo particolare della via Micaelica, la via dell’Angelo. «Il culto di San Michele giunge sul Faito intorno al sesto secolo - spiega don Catello Malafronte, rettore del Santuario -, pochi decenni dopo quello garganico, a seguito dell’apparizione dell’Arcangelo ai santi Catello e Antonino, e di qui si diffonde nelle regioni meridionali. Si è ritenuto, quindi, opportuno ripartire dal Faito per la riproposizione di questa antica via di pellegrinaggio, con la consulenza scientifica delle università di Bari, Foggia, Napoli, Salerno e dell’istituto superiore dei Scienze Religiose di Castellammare, assieme alla fattiva collaborazione degli ”Amici del Chianiello” di Angri e del Gam di Foggia». Dopo la riscoperta, avvenuta negli anni ‘70, del Cammino di Santiago di Compostela, ci si rese conto che anche in Italia esistevano percorsi simili di pellegrinaggio, la via Francigena e la via Micaelica. Ma, come era successo per il «Camino» spagnolo, anche i percorsi italiani risultarono attraversati da autostrade e arterie statali che, col tempo, avevano ricalcato il tracciato di quelle che già erano state le strade principali del medioevo e dell’età romana. L’interesse a ricostruire il percorso ha fatto poi nascere una rete di amanti delle vie del pellegrinaggio che, con vernice e pennello, hanno cominciato a segnare sentieri e percorsi, deviando in favore di sentieri e strade meno trafficate. «La via Micaelica, o via dell’Angelo - sottolinea Vincenzo Di Gironimo, presidente della sezione alpina di Napoli -, viene così chiamata perché collega Roma con Monte Sant’Angelo in Puglia, dove si trova l’antico santuario ipogeo di San Michele. In questo percorso Faito si inserisce come caposaldo per la diffusione del culto religioso nel Mezzogiorno». Domenica 16, in occasione del convegno, sarà inaugurata anche la mostra permanente nelle sale del Rifugio a Faito su “Il culto di San Michele Arcangelo al Faito” e presentato l’itinerario “La via dell’Angelo dalla Badia di Cava dè Tirreni a San Michele al Faito”. «È chiaro che la via Micaelica è un tesoro dal punto di vista religioso - aggiunge Di Gironimo - ma anche turistico, che sta portando le amministrazioni pubbliche a prendere coscienza dell’importanza del fenomeno. Ci auguriamo che questa giornata contribuisca significativamente, oltre a riscoprire l’antica via di pellegrinaggio, alla rivalutazione del Faito e dei monti Lattari». In occasione delle due giornate di lavori, la Circumvesuviana ha disposto anche l’aumento delle corse della funivia, infatti, oggi e domani le corse sono disponibili dalle ore 8 alle 20, mentre domenica la chiusura della stazione sarà anticipata alle ore 17.30.
Ciro Saccardi Il Mattino