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Sezione: News Sportive
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18/06/2012

EURO 12 ITALIA IRLANDA CASSANO E BALOTELLI .ITALIA AI QUARTI-LE PAGELLE- VIDEO-LE FOTO PIU´ BELLE DEL MATCH

Italia Euro 2012
Italia Euro 2012

 

I Giornali Spagnoli Italia ci dovete un favore

 

 

 (in allegato video del gol di Balotelli )Positanonews il quotidiano online della Costiera amalfitana e penisola sorrentina in diretta sentendo le sensazioni che vanno dalla costa d' Amalfi e Sorrento. Le spiagge e le strade sono deserte. La gaffe del tabellone che metteva 2-2 Spagna Croazia (un risultato che farebbe fuori senza pietà l'Italia, il cosidetto "biscotto") fa parlare tutti. In basso foto e formazioni aggiornate a questo pomeriggio.

 Turkish Referee Cuneyt Cakir Signals 
 AFP PHOTO / ODD ANDERSENODD ANDERSEN/AFP/GettyImages AFP/Getty Images

 Alla fine niente biscotto, ma solo champagne per brindare all'incontro probabile con la Francia (in alternativa, Inghilterra o Ucraina) domenica a Kiev nei quarti di finale dell'Europeo. Magari arrossendo per i sospetti avanzati sulla lealtà di spagnoli e croati, che invece la loro partita se la sono giocata e, per usare la terminologia di Buffon, c'è pure scappato il morto, l'Italia che batte 2-0 l'Irlanda si ritrova così tra le prime otto del continente. «Ora comincia un altro europeo», ha detto Cassano a fine partita.



È una qualificazione sofferta, se non altro perché un gol di Cassano nel primo tempo e uno di Balotelli nella ripresa non fotografano perfettamente lo svolgimento della gara di stasera, vinta con fatica dalla squadra di Prandelli, spesso in difficoltà di fronte alla generosità e alla fisicità di un avversario pure molto modesto tecnicamente. Fatto sta che gli azzurri, spesso in scacco sul piano tattico contro il maestro Trapattoni, tornano alla vittoria nella fase finale di una grande manifestazione dopo 4 anni e una striscia di sei gare senza successi, e trovano forse un assetto più convincente. Se il nuovo schieramento sia sufficiente a far decollare le loro prospettive si vedrà, certo è che il passaggio del turno consente di mettersi davanti alla tv domani a guardare cosa emerge dalle combinazioni delle potenziali avversarie e preparare poi la sfida di domenica con una serenità decisamente superiore a quella vissuta in questi giorni.



«Sofferenza e gioia». Così Cesare Prandelli sintetizza a fine gara le emozioni del successo. «È stata una partita molto difficile, abbiamo affrontato una squadra che ci ha fatto soffrire. Oggi abbiamo capito che oltre alla qualità serve molto cuore». «Dobbiamo pensare - ha aggiunto il ct - che la prossima sarà una partita come questa. Cercheremo di costruire sempre gioco. Stasera abbiamo creato tanto, spero che sarà così anche alla prossima occasione».

Rivoluzione doveva essere in avvio di gara con l'Irlanda, e rivoluzione era stata: con Balotelli, fuori erano finiti Giaccherini, Maggio e Bonucci per una difesa a 4 con ritorno di De Rossi a centrocampo a sostegno della coppia Cassano-Di Natale in avanti. Tatticamente però le novità non portavano grande giovamento alla manovra azzurra, perché il maestro Trapattoni per almeno mezz'ora impartiva una bella lezione al suo allievo Prandelli. Intanto rispolverava una mossa antica di Fulvio Bernardini, piazzando in marcatura su Pirlo in prima battuta il suo centravanti Doyle e inaridendo così la fonte del gioco azzurro. Poi copriva egregiamente tutti gli spazi, e così il primo tiro italiano nello specchio della porta avversaria arrivava al 30' con Di Natale, la cui botta su tocco di Cassano veniva intercettata con il petto-spalla da St Ledger: inutili le proteste italiane per un rigore difficile da concedere.



Comunque, sull'abbrivo insisteva un po' la squadra azzurra e sull'unico tentativo di forcing del primo tempo andava in rete. Al 34' infatti Cassano lanciava larghissimo sulla destra Di Natale, che evitava Given, allontanatosi sventatamente dalla porta, e tirava: era ancora St Ledger a sventare. Ma sul suo rinvio la palla arrivava a Cassano, che ci provava con un tiraccio da lontano sul quale combinava un pasticcio Given mandando la palla in angolo: sul corner calciato da Pirlo Cassano anticipava tutti di testa mettendo in rete sull' uscita comica di Given. Era tutto in questi due minuti, per un primo tempo nel quale l'Italia otteneva il massimo con il minimo merito.

Irish supporters lift a fellow supporter up as they watch the Euro 2012 soccer match between Italy and Ireland at a fan zone in Poznan

Nella ripresa al 2' Di Natale, su cross di Balzaretti lanciato da Cassano falliva una buona opportunità calciando da due passi su un avversario. E due minuti dopo l'esterno sinistro si ripeteva dando una palla d'oro a Cassano, il cui piattone impattava su Dunne. E l'Irlanda? Una rovesciata alta di Doyle, una botta di Andrews parata da Buffon. Ci provava invece De Rossi con un destro a giro alto al 5'. Poi una bella combinazione Cassano-Thiago Motta mandava al tiro Di Natale, che sprecava con un sinistro prevedibile. Ma sulla gara, mentre per infortunio usciva Chiellini, sostituito da Bonucci, aleggiava lo spettro di una qualche modifica al risultato di Danzica, dove Spagna e Croazia erano sempre sullo 0-0.

Passato di poco il quarto d'ora, ed esaurite le energie di Cassano, Prandelli sostituiva il barese con Diamanti per un nuovo modulo: 4-5-1 con Di Natale punta unica. Diamanti provava subito a incidere (sinistro da lontano parato a terra da Given). L'Irlanda spingeva e allora al 29' Prandelli dava peso in avanti inserendo Balotelli al posto di Di Natale. L'Irlanda però insisteva e su punizione Andrews costringeva Buffon alla respinta corta: fortunatamente per gli azzurri Barzagli liberava. A Danzica segnava la Spagna, e a Poznan, dopo che Andrews era stato espulso per doppia ammonizione, Balotelli con una mezza rovesciata metteva in rete. Senza esultare, e con la bocca tappata dalla mano di Bonucci, preoccupato di eventuali insulti al mondo. Che non arrivavano, perchè intanto grazie anche agli spagnoli agli azzurri si erano riaperte le strade dell'Europa.

Italian Defender Andrea Barzagli (R) Vies AFP/Getty Images

Regolamento Europei

Il regolamento prevede che, a parità di punti, per determinare chi passa il turno vengano considerati i seguenti criteri (nell’ordine):

1)      Maggiore numero di punti ottenuti nelle partite giocate tra le squadre in questione;

2)      Migliore differenza reti derivante dalle partite giocate tra le squadre in questione; 

3)      Maggior numero di gol realizzati nelle partite giocate tra le squadre in questione;

4)      Migliore differenza reti in tutte le partite della fase a gironi;

5)      Maggiore numero di gol segnati in tutte le partite della fase a gironi;

6)      Posizione nella classifica UEFA per coefficiente delle squadre nazionali 

7)      Fair play delle squadre (fase finale del torneo);

8)      Sorteggio

Turkish Referee Cuneyt Cakir Signals 
 AFP PHOTO / ODD ANDERSENODD ANDERSEN/AFP/GettyImages AFP/Getty Images


L’Italia passa se…

Innanzi tutto l’Italia deve battere l’Irlanda per avere speranze. A quel punto dipenderà dal risultato di Spagna-Croazia. In realtà non ci sono tre ipotesi possibili, ma quattro: andiamole a vedere.


Ipotesi 1: Spagna e Croazia non pareggiano

Al termine della partita la squadra che perde tra Spagna e Croazia avrà ancora 4 punti: vincendo andremmo a 5 punti e arriveremmo secondi.

Se Spagna e Croazia non pareggiano ci basta vincere e ci qualifichiamo come secondi

Irish Players AFP/Getty Images


Ipotesi 2: Spagna-Croazia 0-0

In questo caso dovremmo calcolare la classifica avulsa: per chi non sapesse cos’è, si parla della classifica calcolata solo sugli scontri diretti delle squadre che finiscono a pari punti (in pratica la classifica togliendo le partite con l’Irlanda). Se battiamo l’Irlanda e Spagna-Croazia finisce 0-0 la classifica avulsa sarà la seguente:

Come possiamo notare, se Spagna-Croazia finisce 0-0 ci basta vincere e arriviamo primi nel girone.

Irish Forward Kevin Doyle (L) Vies AFP/Getty Images


Ipotesi 3: Spagna-Croazia 1-1

In questo caso la situazione si fa problematica: la classifica avulsa, infatti, sarebbe la seguente.

Come potete notare, sarebbe parità assoluta: a quel punto, secondo il regolamento, bisognerebbe considerare la differenza reti totale. Quella della Spagna sarebbe di +4 (6 gol fatti, 2 subiti), quella della Croazia di +2 (5 gol fatti, 3 subiti). Noi, attualmente, abbiamo una differenza reti di 0, con 2 gol fatti e 2 subiti, quindi tutto dipenderebbe da come battiamo l’Irlanda. Vediamo i vari casi.

Italian Forward Mario Balotelli (R) Stands AFP/Getty Images

Se vinciamo e Spagna-Croazia fanno 1-1 siamo eliminati se:

-          Non battiamo l’Irlanda

-          Battiamo l’Irlanda con un solo gol di scarto

-          Battiamo l’Irlanda 2-01

Italian Goalkeeper Morgan De Sanctis (L) Vies AFP/Getty Images

Ci qualifichiamo come secondi se:

-          Battiamo l’Irlanda con due gol di scarto facendone almeno tre (3-12, 4-2, etc…)

-          Battiamo l’Irlanda con tre gol di scarto

-          Battiamo l’Irlanda 4-03

Ci qualifichiamo come primi se:

-          Battiamo l’Irlanda con quattro gol di scarto facendone almeno cinque (5-1, 6-2 etc…)

-          Battiamo l’Irlanda con cinque o più gol di scarto

1 Con il 2-0 sia noi che la Croazia avremmo una differenza reti di +2, ma i croati passerebbero perché hanno segnato un gol più di noi (5 contro 4)

2 Con il 3-1 sia noi che la Croazia avremmo 5 gol fatti e 3 subiti, ma passeremmo noi per il miglior coefficiente Uefa

3 Con il 4-0 sia noi che la Spagna avremmo 6 gol fatti e 2 subiti, ma gli spagnoli sarebbero primi per il miglior coefficiente Uefa

Italian Headcoach Cesare Prandelli (R) Shakes AFP/Getty Images



Ipotesi 4: Spagna e Croazia pareggiano segnando almeno due gol a testa

In caso di 2-2, 3-3, 4-4 e via dicendo, possiamo battere l’Irlanda anche 10-0 e saremmo fuori lo stesso.

Se Spagna e Croazia pareggiano segnando almeno due gol a testa (2-2, 3-3, 4-4…) siamo eliminati


Biscotto: crederci o no?

Partiamo da un presupposto: ognuno è libero di credere che ci sia una certa sportività o che non ci sia. Il dato di fatto è che nel 2004 Svezia e Danimarca, in una situazione identica, ci fregarono pareggiando 2-2: tuttavia, al di là delle battute, a mio avviso la situazione è un po’ diversa. Vediamo i motivi per cui credere o meno nel biscotto.

Italian Players AFP/Getty Images


Schema riassuntivo

 

 

Italian Midfielder Daniele De Rossi (R) Vies AFP/Getty Images

Irish Defender Sean St Ledger (R) Shakes AFP/Getty Images

 

 Italian Defender Giorgio Chiellini Falls AFP/Getty Images

Irish Midfielder Glenn Whelan (L) Vies AFP/Getty Images

Italian Goalkeeper Gianluigi Buffon (L) Is AFP/Getty Images

Italian Goalkeeper Gianluigi Buffon (L) Celebrates AFP/Getty Images

 

 Italian Midfielder Claudio Marchisio (L) Vies AFP/Getty Images

Irish Forward Kevin Doyle (L) Vies AFP/Getty Images

 

Irish Forward Kevin Doyle (L) Vies AFP/Getty Images

Italian Forward Antonio Di Natale (L) Vies AFP/Getty Images

Irish Midfielder Glenn Whelan (L) Vies AFP/Getty Images

Irish Midfielder Aiden McGeady (C) Vies With Italian Defender Giorgio Chiellini And Italian Defender Federico AFP/Getty Images

Italian Goalkeeper Gianluigi Buffon (R) Eyes AFP/Getty Images

Irish Midfielder Keith Andrews Vies AFP/Getty Images

Irish Players AFP/Getty Images

le pagelle

BUFFON, voto 6+. Quando l’Italia comincia a non reggersi più in piedi, dopo l’ora di gioco, quei pipponi degli irlandesi cominciano a macinare gioco d’attacco e nell’area di Buffon gli allarmi suonano a distesa. Lui va un po’ in agitazione: e prima esce a farfalle su palla spiovente da corner (Long per fortuna inzucca in curva), poi è bravissimo a opporsi a una punizione in stile-Di Bartolomei scoccata da Andrews: Barzagli spazza via dopo la respinta di Gigi. Poteva scapparci il morto, invece nemmeno un ferito. RINFRANCATO.

ABATE, voto 6+. Non stiamo parlando né di Breitner né di Lahm, ma una cosa è certa: è dignitoso l’esordio all’Europeo del terzino milanista, che specie nel primo tempo – in una nazionale in versione belle statuine – si lancia in attacco, sul suo binario di destra, con volontà e continuità, anche se non sempre con lucidità. Meglio di Maggio, così come Balzaretti è stato (di gran lunga) meglio di Giaccherini. CONCRETO.

BARZAGLI, voto 7+. Che la Juve non avrebbe mai vinto lo scudetto senza Pirlo, lo sanno anche i bambini. E però, subito dopo Pirlo viene lui, Barzagli, senza il quale Chiellini e Bonucci, solo irruenti, farebbero più danni della grandine. Ieri, in azzurro, di gran lunga il migliore della difesa, e forse il migliore in campo, nonostante fosse al rientro dopo un brutto infortunio. Lucido e ragionatore.PROVVIDENZA.

CHIELLINI, voto 5,5. Il gravissimo errore compiuto contro la Croazia gli toglie completamente serenità, dote in cui già non eccelle. Gioca concitato, quasi atterrito, e l’infortunio in cui incorre (stiramento in azione di contrasto su Doyle) è quasi una conseguenza logica dell’affanno con cui affronta l’impegno. Per sua fortuna al suo fianco c’è Barzagli, che è un po’ quel che Scirea era per Brio. ANSIMANTE.

BALZARETTI, voto 7. Ce lo siamo chiesti fin dalla prima partita, la migliore, giocata contro la Spagna: ma se Giaccherini, esterno offensivo, va in campo solo per fare il terzino sul terzino Arbeloa (e contro la Croazia su Srna), perché non schierare Balzaretti, che quando arremba costringe gli altri a fare i difensori? Contro l’Irlanda, in avvio di ripresa, mister Abbagnato con due inserimenti dei suoi rischia di mandare in gol, nel giro di un minuto, prima Di Natale, poi Cassano. Finalmente un giocatore! SOSTANZA.

MARCHISIO, voto 6,5. Nel centrocampo di gatti di marmo schierato da Prandelli, lui è l’unico a possedere corsa, l’unico in grado di sprigionare la scintilla. Troppo poco, e sarebbe il caso che il c.t. – a naufragio scampato – provvedesse a mettergli a fianco almeno un altro corridore. Se non altro per evitare che lui, Marchisio, finisca le partite la lingua penzoloni, con scatti di nervosismo che – come contro l’Irlanda – se visti dall’arbitro potrebbero costare cari. ELETTRICO.

PIRLO, voto 6-. Mettiamola così: in attesa che Prandelli si decida a togliergli di torno quel paracarro di Motta, magari inserendo Nocerino, che da incursore segna più di Gerrard, Pirlo si accontenta di vedere che a destra e a sinistra, adesso, corrono Abate e Balzaretti, che in confronto al Maggio irriconoscibile e al Giaccherini cervellotico di questo Europeo, sono se non altro due frecce in più nella sua faretra. Non ispiratissimo, non gli riesce nemmeno la coltellata su punizione sfoderata contro la Croazia.LANGUIDO.

 DE ROSSI, voto 6-. Dopo la prova da 8 sfoderata contro la Spagna e quella da 6 esibita contro la Croazia, Prandelli (complice anche il recupero di Barzagli) lo riporta a centrocampo, che è il suo territorio naturale. A dire il vero, con Pirlo che calamita su di sé ogni pallone, la sua presenza rischia di apparire ornamentale: ma così è. Al50’prova il tiro a giro da fuori: non gli riesce. Al70’frana su Doyle, e si prende il giallo, ma fa benissimo: sulla ripartenza irlandese poteva scapparci il gol dell’1-1. PALLIDO.

MOTTA, voto 5,5. Nel drammatico (per bruttezza di gioco) primo tempo di Italia-Irlanda, spesso succede questo: Pirlo, palla al piede, vede Motta a5 metrida lui e gli dà palla; Motta la riceve e dopo averci pensato su bene, la ridà a Pirlo, che così ricomincia da capo. Ce lo chiediamo dalla prima partita e disperati lanciamo ancora, per l’ultima volta, l’interrogativo: a cosa serve Motta, lento come la fame, fisso come un monolite? MISTERO DOLOROSO.

CASSANO, voto 6,5. Lampi di classe ne aveva già forniti, a piene mani, nei primi tempi contro Spagna e Croazia: prima di evaporare nei secondi tempi, visto che la sua condizione atletica – dopo la stagione drammatica vissuta più in ospedale che a Milanello – non gli permette certo di essere al top della forma. E comunque, vista la compagnia di mezze cartucce che lo circonda, lunga vita ad Antonio che al minuto 34, di nuca, segna un gol che potrebbe essere vitale. E al minuto 48, splendidamente assistito da Balzaretti, va vicinissimo al 2-0 (respinta di Dunne). ALADINO.

DI NATALE, voto 6,5. Per mezzora buona vede attorno a se 10 statue in casacca azzurra e chissà che nostalgia canaglia per Isla e Basta, Asamoah e Pinzi. Poi, vista la mal parata, lui e Cassano cominciano a cercarsi, e scatta la scintilla. Due tiri in girata ribattuti dall’uomo in area di rigore, un affondo pregevole con tiro in porta (ribattuto) dalla linea di fondo a portiere scavalcato, idee chiare e voglia di lasciare il segno. Giocatore vero. IMPEGNATO.

BALOTELLI, voto 6,5. Segna una rete fantastica, in rovesciata volante, resistendo alla marcatura di un armadio a tre ante come O’Shea – non proprio un pinco palla -, e mette definitivamente al sicuro il passaggio del turno. Gioca poco più di un quarto d’ora ma fa tantissimo: a cominciare da una punizione dal limite che si guadagna (e che l’Italia spreca) dopo uno slalom dei suoi tra i birilli irlandesi. Prova anche ad ammollare una gomitata (non visto) e insomma, resta la mina vagante che nessun allenatore riesce proprio a disinnescare. Grande risorsa, comunque. FIAMMEGGIANTE.

PRANDELLI, voto 6-. Il suo girone di qualificazione, che rischiava di diventare più disastroso di quello di Lippi a Sudafrica 2010 (pari con Paraguay e Nuova Zelanda, sconfitta con la Slovacchia), si salva in calcio d’angolo, a capo di una partita brutta e giocata tutt’altro che bene: ma il passaggio ai quarti è cosa fatta, e questo era quel che importava. Dopo aver fatto sparire Maggio e Giaccherini, ora aspettiamo faccia altrettanto con Motta: un posapiano che accanto a Pirlo e De Rossi l’Italia non è più in grado di tollerare. Salvato, anche, dalla broccaggine degli irlandesi, che però croati e spagnoli avevano scherzato in ben altro modo. CONFUSO.

TRAPATTONI, voto 4,5. Del mezzo punto in più deve ringraziare l’Italia, che è riuscita nell’impresa di far sembrare una squadra seria anche l’Armata Brancaleone di zio Giuàn, di gran lunga la peggior nazionale vista a questi Europei (seguita dalla Polonia). Tre partite, tre sconfitte, 9 gol subiti, 1 segnato, un calcio anni ’60 che fa quasi tenerezza. Per sua fortuna, la gente d’Irlanda canta e beve che è un piacere. Alla salute! PALEOLITICO.

IRLANDA. Given 6; O’Shea 5,5, Dunne6, St.Ledger 6, Ward 5,5; Duff 6+, Whelan 5,5, Andrews 4,5, Mc Geady 6+; Doyle 6, Keane5. C.t. Trapattoni 4,5.

 Probabili formazioni di Italia-Irlanda, in campo questa sera.

   

foto ANSA

Foto Ansa

 

Italia (4-3-1-2): Buffon, Abate, Barzagli, Chiellini, Balzaretti, De Rossi, Pirlo, Marchisio, Motta, Cassano, Di Natale. (De Sanctis, Maggio, Bonucci, Ogbonna, Giaccherini, Diamanti, Montolivo, Nocerino, Borini, Balotelli, Giovinco, Sirigu).

 

Irlanda (4-4-2): Given, O'Shea, St Ledger, Dunne, Ward, Duff, Whelan, Andrews, McGeady, Keane, Doyle. (Westwood, Kelly, McShane, O'Dea, Gibson, Hunt, Green, McClean, Walters, Cox, Long, Forde).

 

 

 

Stasera la prova-biscotto: Spagna e Croazia si accorderanno per un pari anti-Italia? Sospettarlo, da parte nostra, equivale a mostrare una lunga coda di paglia. Il nostro calcio e' al di sotto di ogni sospetto.

E venne il giorno del Biscotto. Da morire dal ridere. La sontuosa vittoria della Spagna sull'Irlanda, dopo  costringe com'è noto gli azzurri a fare i conti non solo con se stessi, ma anche con incroci altrui. Soprattutto col risultato di un altro incontro. Perché la classifica del girone C, lunedì di nuovo in campo per l'ultima volta, è malinconicamente la seguente: Croazia 4, Spagna 4, Italia 2, Irlanda 0.  (nomignolo da pasticceria dolce per occultare un amaro e malandrino stratagemma: nel caso, un accordo di pareggio) tra Spagna e Croazia, ciao Italia. Un punto a testa, 5 in classifica generale, e i Nostri fanno le valigie per le vacanze anticipate qualunque sia l'esito del confronto diretto col Trap dell'acquasanta.



Da morire dal ridere. Siamo demagogici, ché per una volta forse è il caso: nel Paese della compravendita di partite in tutte le serie, dai senatori della A ai paria delle categorie minori, si strilla preventivamente al complotto in conto terzi. Temendone la nemesi. Di più: si invoca trasparenza. Anzi, la si presuppone ovvia. Tipico argomento di chi diffida, perché sa quant'è ingenuo e autolesionista fidarsi. Si citano a testimoni gli occhi del mondo, di fronte ai quali, si dice, sarà impossibile possa darsi un misfatto di tale disonorevole portata.

Nel Paese in cui un giocatore narcotizzava i compagni di squadra perché da intontiti perdessero gli incontri, e nel quale la magistratura inquirente equipara l'indegna pratica delle combine agonistiche alla corruzione politica, si mettono farisaicamente le mani avanti. Coda di paglia? Fate voi. Che il solo pensiero  tormenti le menti diaficionados e addetti ai lavori pallonari, in fondo già questo è sintomo che il dottor Freud considererebbe minimo sindacale per produrre una parcella. E lo stato del pianeta del calcio nostrano, per prendere in prestito dalla Politica aggettivi e procedure, non autorizza certo ottimismi di sorta.



Siamo dunque alle solite, la situazione è grave ma tutt'altro che seria. Andreottismi di maniera  e di arci-italiana tradizione inducono a convincersi che sospettare sarà pure peccato, ma a farlo ci si azzecca sempre. Salvo scordare, come i catechismi predicavano coi primi calci alla palla all’oratorio, che chi la fa se la deve aspettare. E allora almeno taccia, per favore.

L'ultima chance, l'ultima speranza. Cesare Prandelli rivoluziona l'Italia in vista dell'ultimo impegno della fase a gironi dell'Europeo, contro la "Cenerentola" irlandese, la prima formazione eliminata dal torneo e l'avversario da battere a tutti i costi nella speranza che una tra Spagna e Croazia porti a casa il bottino pieno. Addio al 3-5-2 e a quattro titolari. Basterà per mettere al tappeto il Trap?

IL PIANO DI PRANDELLI - Il ct azzurro non si fidava di una retroguardia priva di Andrea Barzagli e, così, in assenza del centrale juventino aveva virato su una difesa a tre con l'arretramento di Daniele De Rossi. Ora che però Barzagli sembra recuperato, si torna al passato e a un 4-3-1-2, il modulo sul quale si è basata la rincorsa azzurra all'Europeo. Sulla carta, si tratta della mossa giusta per fronteggiare l'Irlanda. Non soltanto una squadra debole, quella del Trap, ma anche una formazione che attacca al massimo con una punta e con due esterni d'attacco. Tenere tre difensori bloccati sarebbe stato troppo, meglio lasciare due centrali a vedersela con Robbie Keane e giocarsela con i due terzini di spinta Ignazio Abate e Federico Balzaretti, le altre due novità della retroguardia.

In questo modo, Prandelli spera di poter mantenere una certa stabilità difensiva ritrovando al tempo stesso spinta sugli esterni, lì dove Christian Maggio e Emanuele Giaccherini hanno faticato tremendamente nelle prime due partite. Due punti importanti, ma non fondamentali. Perché in una partita come questa, il primo obiettivo deve essere quello del gol. E, allora, il ct cambia anche davanti, con l'accantonamento (in parte dovuto alle non perfette condizioni fisiche) di Mario Balotelli, rimpiazzato da Antonio Di Natale. Se Antonio Cassano reggerà la terza partita in otto giorni (autentica incognita considerando che nel 2012 non è mai stato titolare in tre impegni così ravvicinati), il duo potrebbe fare male eccome alla coppia di centrali irlandese costituita da Richard Dunne e Sean St Ledger, come già dimostrato dalle iniziative dell'attacco spagnolo non più tardi di tre giorni fa.

Eppure, se il piano di Prandelli funzionerà lo sapremo soltanto guardando al rendimento della nostra mediana. Questa Italia dovrebbe ormai essersi abituata a puntare più sull'apporto in termini realizzativi del centrocampo rispetto a quello dell'attacco. L'obiettivo, considerando l'assenza di prime punte autentiche, deve per forza essere quello di portare il più avanti possibile gli inserimenti del trio di mediana. Daniele De Rossi cambierà ruolo e tornerà a fare la mezz'ala destra, una posizione che gli permetterà di lanciarsi in avanti e al tempo stesso di alternarsi ad Andrea Pirlo in fase di impostazione.

Ma, ancor di più, il romanista in quel ruolo permette a Claudio Marchisio di tornare nella posizione di interno sinistro, quella che in quest'ultima stagione alla Juventus gli ha garantito il salto di qualità definitivo. All'Europeo è stato uno dei migliori nonostante giocasse a destra, ora può spiccare il volo. Anzi, pensando alla sterilità del nostro attacco è da credere che sia fondamentale il miglior Marchisio per portare l'Italia al successo. Anche perché adesso sarà messo nelle condizioni ideali per buttarsi negli spazi e fare male. O adesso o mai più.

 

IL PIANO DI TRAPATTONI - Leggere nella testa di una squadra già eliminata è sempre difficile. Ma se si tratta di una squadra come l'Irlanda e di un allenatore come il Trap, il compito diviene quanto meno più semplice. In sostanza, i "verdi" se la giocheranno con il consueto ardore almeno quanto il ct eviterà ai suoi di sbilanciarsi in avanti nonostante non vi sia più nulla da perdere. Il piano di gioco (la formazione iniziale riporterà Doyle in campo dal primo minuto e sarà quindi lo stesso undici che ha perso 3-1 con la Croazia) resta lo stesso delle prime due uscite: squadra compatta e bassa con dieci uomini dietro la linea del pallone e ripartenze veloci basata sulla spinta degli esterni associata alla qualità di Keane.

 

Nulla di trascendentale, soprattutto se associato alle qualità mediocri dell'Irlanda. Eppure, se gli uomini di Trapattoni dovessero davvero riuscire a chiudersi in difesa, il match potrebbe divenire una montagna difficile da scalare per un'Italia che fatica tremendamente a concretizzare la mole di gioco prodotta. Occhio, dunque. Anche perché non mancherà un uomo a braccare Pirlo sin dal primo tocco. Un intralcio di più negli ingranaggi sofisticati e deboli della Nazionale.

 

I CAMBI CHE DEVONO PESARE - Siamo all'ultima spiaggia, inutile negarlo. E il ct dovrà dimostrare di sapersi inventare qualcosa non soltanto in sede di formazione, ma anche a partita in corso (al contrario del match con la Croazia). Proprio per questo resta qualche dubbio sulla presenza in campo di Thiago Motta, che dovrebbe essere avanzato sulla trequarti e che costringerebbe quasi certamente Prandelli a "sprecare" un cambio per la sua sostituzione (l'altro è già prenotato da Cassano, che non ha più di un'ora nelle gambe). Riccardo Montolivo potrebbe partire dal primo minuto, anche se la tentazione dell'ultima ora è Alessandro Diamanti. Il trequartista del Bologna, così come Sebastian Giovinco, è il nome che solletica di più le fantasie. Perché il duo "emiliano" ha velocità e tecnica, ciò che è mancato tremendamente all'Italia nelle prime due uscite. Di certo avranno spazio anche contro l'Irlanda, possibilmente con un minutaggio maggiore rispetto alle prime due uscite. E, allora, sì che potrebbe accendersi la scintilla. Perché è vero che l'Italia non ha un grande attacco, ma è vero anche che se Prandelli troverà l'alchimia giusta nella rotazione degli uomini se ne vedranno delle belle.



fonte:eurosport

 

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Inserito da:
Michele De Lucia

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