Carnevale! La mente dei minoresi corre, indietro nel tempo, agli anni fine sessanta-settanta, quando Minori, nonostante la ristrettezza del territorio, prima dell'epoca oscurantista, primeggiava in quasi tutti i campi, dall'animazione al commercio al turismo invernale. Quanta invidia scuscitava la laboriosa, attiva, dinamica Minori fra tutti i centri della costa. Fra tutte le oganizzazioni emergeva il Gran Carnevale che impegnava la cittadina per diversi giorni . Tutto il paese partecipava, e attivamente, o alla costruzione dei carri (sopportando giornate fredde in capannoni precari) o alla preparazione del territorio o, con forti agevolazioni da parte degli interessati se non gratuitamente, all'accoglienza dei tanti gruppi di artisti che arrivavano da tutta l'Italia e dall'estero. Nomi fino ad allora sconosciuti ai tanti: Majorettes, Brisighella, Salorno, san Marino, Casadei, Sbandieratori metelliani e tanti, tanti altri. Erano quelli cui si affidava il compito di intrattenere e divertire le migliaia di visitatori nei giorni e nelle ore in cui non c'erano corsi mascherati o sfilate di carri allegorici. E su tutti si ergevano le figure di Alfonso Apicella, geometra responsabile dell'ufficio di collocamento, grande suggeritore ed organizzatore e di Tonino Mormile, immenso "ammuniatore" e frenetico trascinatore, affascinatore, attrattore. Arrivava gente da tutta la Regione ed oltre: gli alberghi, i ristoranti, i bar lavoravano a pieno ritmo. L'affaire durò per anni, poi lo spirito di partecipazione si "ammosciò", condizionato anche dal timore di troppa visibilità di alcuni che avrebbero, forse, potuto anche inconsapevolmente dare fastidio a quelli che tenevano le redini della "carrozza politico-amministrativa locale". E, come le tutte le cose paesane nate spontanee, finirono un pò tutte, tranne il GustaMinori che ha scoperto il filone economico, del guadagno
gaspare apicella