
Gli euro fasulli nelle macchinette provengono da un furto alla Zecca
NAPOLI - Da Ivrea a Napoli con una breve sosta a Verona. È questo il percorso fatto dai ricettatori di un carico di tondelli (il grezzo degli euro) prodotti dalla Verres spa, materiale destinato all’Istituto Poligrafico dello Stato per la coniatura. La scoperta circa un mese fa anche se non viene confermata dagli inquirenti. I primi tondelli sono stati trovati il 9 dicembre scorso in un distributore di tabacchi come denunciato dal Mattino. Il titolare Alessandro Tabasco ancora oggi ricorda con amarezza cosa successe quella mattina. «La macchina erogatrice era quasi vuota - spiega - pensai a un incasso stratosferico e invece mi trovai con quasi 350 monete in lega ma senza conio, stesso peso stessa forma dell’euro, senza la scritta». Una truffa, se così si può definire, denunciata al commissariato di piazza Dante. Il piccolo bottino fu consegnato alla polizia per le indagini di rito. Tabasco ha anche presentato querela per truffa. Al momento senza alcun esito e senza notizie in merito. Tabasco ha bloccato l’introduzione delle monete da un euro nella macchinetta per le sigarette fino a quando non è riuscito a trovare un sistema per evitare scherzi del genere, ovvero un lettore ad ultrasuoni in grado di andare oltre il peso e la misura della moneta introdotta. C’è anche un secondo caso. Sempre un tabaccaio. Questa volta la zona è diversa, si trova in via Arcoleo a due passi dal piazza Vittoria. Il titolare, Roberto Izzo, pochi giorni fa aprendo il contenitore di monete della macchina ha avuto la sorpresa. Ha trovato tondelli lisci dello stesso peso delle monete. «Non ho ancora fatto la denuncia - spiega il titolare - so che anche altri tabaccai sono stati truffati, un danno che sono certo nessuno mi potrà ripagare». Le monete sono identiche a quelle rinvenute a piazza Dante. Ma quante ne circolano in città? Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. Eppure tra piazza Dante, piazza Vittoria, Fuorigrotta e Soccavo sono diversi i tondelli rinvenuti e con molta probabilità fanno parte del bottino della rapina avvenuta a settembre lungo la bretella Ivrea-Santhià che collega la Torino-Milano alla Torino-Aosta. Funzionano ovunque dalle macchinette per sigarette ai distributori fuori alle farmacie, dai biglietti dell’autobus fino ai parcometri fino ai videopoker. In sostanza ovunque. Il motivo è semplice. I distributori sono tarati in un certo modo, riconoscono peso e misura. E dal momento che i tondelli sono autentici vengono tranquillamente fagocitati. A Ivrea gli investigatori non sanno nulla. «Tondelli ritrovati a Napoli? Ma quando?».L’interrogativo è di uno degli agenti che si è occupato delle indagini, Aiala, sulla singolare rapina al tir della Verres. Questa è l’unica azienda in Italia che fornisce i tondelli pronti per il conio. Non si esclude l’ipotesi che gli investigatori di Ivrea si mettano in contatto con i colleghi di Napoli per avere chiarimenti e soprattutto per accertare se le monete rinvenute fanno parte di quella partita. La rapina di settembre ha avuto una evoluzione in positivo. L’ingente bottino (tre milioni di euro) è stato in parte ritrovato. Due uomini sono finiti in carcere con l’accusa di ricettazione. E cinquantanove casse su sessanta sono state recuperate nei capannoni di un magazzino a Ozegna. Il contenuto dell’unica cassaforte è finita sul mercato. Alcune monete con un conio falsificato sono state trovate a Verona. Le altre, si ignora il quantitativo, sono arrivate in città. Quelle trovate sono grezze, ma non si esclude l’ipotesi che possano essere coniate alla perfezioni. Napoli in questo settore è leader.
di Elena Romanazzi IL MATTINO DI NAPOLI