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04/02/2012

E morto Ben Gazzarra , quando venne a Ravello in costiera amalfitana

E morto Ben Gazzarra quando venne a Ravello in costiera amalfitana
E morto Ben Gazzarra quando venne a Ravello in costiera amalfitana

E' morto Ben Gazzara. L'attore - all'anagrafe Biagio Anthony - si è spento la notte scorsa a New York. Era nato il 28 agosto del 1930 da un emigrante siciliano di Canicattì e cresciuto nella violenza urbana di East side di New York. Ben Gazzarra è stato in Costiera amalfitana nell'estate del 1983 nella villa di Civita, ospite dell'americana Mayeen Chinigo, come riporta Il Vescovado che ricorda come il vigile urbano Nicola Amato lo accompagnò nella cosidetta Grotta Oscura di Civita, un uomo che ha conosciuto le parti più recondite della costa d' Amalfi affascinato dalle bellezze della Città della Musica

NEL 2011 FACEVA IL MORTO IN «RISTABANNA» - A vedere il trailer dell'ultimo film interpretato da Gazzara non si può non pensare alla «grande profezia» del cinema. Che spiega alla vita come sarà. In «Ristabanna» (nel dialetto di Marsala «proprio qui»), l'opera prima di Gianni Cardillo, Daniele De Plano, come riporta Natascia Festa sul Corriere del Mezzogiorno,  l'attore è sul letto di morte con un prete che gli officia i sacramenti. Il vecchio divo e i giovani registi - già questo parla di lui - che raccontano la storia di un’attrice partita per cercare fortuna negli Stati Uniti e di ritorno in Sicilia. Come dire, ci sono tutte le tracce dell'autobiografia di Ben Gazzara.

L'ULTIMO BOSS PER LA TV - Uno degli ultimi personaggi che aveva interpretato era quello del boss Fred di Venanzio, nella fiction «L'onore e il rispetto». E l'aveva fatto proprio in Italia (Canale 5), per un pubblico che lo ha subito amato moltissimo. Dopo il cult di Tornatore «Il Camorrista», il ruolo del mafioso gli era rimasto un po' appicicato addosso, ma non gli aveva impedito di dare voce anima a molti altri personaggi per i quali è stato diretto da grandissimi registi, mentre la penultima generazione del grande cinema internazionale lo ha scelto come maestro. UN RAGAZZO INDOMABILE - Il piccolo italoamericano Biagio viene iscritto di forza dai genitori a scuola e poi all'università di ingegneria nella speranza, tutta da immigrati, che il ragazzo della nuova generazione riscatti il sudore dei padri. Ma è irrequieto, sente il vento di rivolta del dopoguerra (era nato il 28 agosto del 1930) e lascia gli studi per il teatro alla prima occasione utile. Ha fortuna perché viene ammesso alla compagnia teatrale di Erwin Piscator, due anni dopo all'Actors' Studio e infine alla grande scuola di Broadway sulle cui assi debutta con una trionfale «Gatta sul tetto che scotta» diretto da Elia Kazan. Imparerà presto la dura legge dello spettacolo, perché dopo una candidatura ai Tony Awards, si vedrà sostituito dal più celebre Paul Newman nella versione cinematografica. IL SUCCESSO IN TV - Gazzara punta allora le sue carte sulla tv, e qui inizia a guadagnare. Debutta nel 1957 nel teleplay di qualità «Un uomo sbagliato», si fa una fama da caratterista al fianco di James Stewart in «Anatomia di un rapimento» di Otto Preminger (1959). CON TOTO' E ANNA MAGNANI - Ma butta via tutto per la voglia di ritrovare le sue radici: viaggia a Roma e dopo aver rifiutato per purezza ideologica un ruolo nel «Guerra e pace» di King Vidor che gli sembrava un'operazione troppo commerciale, appare al fianco di Totò e Anna Magnani in «Risate di Gioia» di Mario Monicelli. Il ritorno a casa non produce però grandi risultati artistici e Ben Gazzara sfrutta le vecchie conoscenze per tornare in America, diventa amico di John Cassavetes, si scopre un vero intellettuale nella Los Angeles degli attori senz'anima ed è al posto giusto quando parte la moda della «nuova Hollywood» colta e ribelle. Lavorerà per tre volte con Cassavetes da «Mariti» del '70 ad «Assassinio di un allibratore cinese», fino a «La sera della prima» con Gena Rowlands. L'AMORE IMPOSSIBILE CON AUDREY HEPBURN - Poi i suoi primi ruoli da protagonista assoluto con Peter Bogdanovich: «Saint Jack» (1979), «E tutti risero» (1981) dove consuma la sua meravigliosa e impossibile storia d'amore con Audrey Hepburn. Intanto ha anche firmato la sua prima regia «Un uomo da salvare» nel 1977. I successivi 20 anni di carriera, intensissimi, Ben Gazzara li ha vissuti con un piede ben saldo in America e l'altro in Italia. MAESTRO DEI COEN E SPIKE LEE - Un'intera generazione di filmmakers è andata a lezione da lui, dai fratelli Coen a Spike Lee, da David Mamet a Todd Solondz fino a Vincent Gallo e John Turturro. Ma intanto in Italia lo voleva Marco Ferreri per «Storie di ordinaria follia» (1981), Giuseppe Tornatore per il suo «Camorrista» (1986), e poi Pasquale Festa Campanile, Valentino Orsini, Alberto Bevilacqua, Giuliano Montaldo, Leandro Castellani. Fu proprio il suo «Don Bosco» del 1988 ad aprirgli le porte della tv nostrana che lo avrebbe trattato da divo fino al recente «L'onore e il rispetto» del 2009. CON LARS VON TRIER - Qualche curiosità, spiazzando tutti nel 2003 andò a recitare per Lars Von Trier in «Dogville»; i suoi film più amati lo legavano agli amici Cassavetes e Bogdanovich; il suo record lavorativo è degli anni Novanta con ben 38 pellicole; gli amori sono stati molti e sempre inquieti come li ha raccontati nella sua autobiografia del 2000, scritta mentre combatteva e vinceva la sua prima battaglia contro il cancro. RIGILLO E AMENDOLA, I SUOI DOPPIATORI - La sua canzone preferita era italiana, di Nicola Arigliano, «Adagio Biagio» ripresa da Antonacci. I suoi doppiatori sono stati Gino Rinaldi, Pino Rocchi, Pino Corizzi, Oreste Rizzini, Mariano Rigillo e Ferruccio Amendola.' morto ad 81 anni l'attore americano Ben Gazzara, che in Italia conobbe il successo grazie all'indimenticabile inEterpretazione del boss della camorra Raffaele Cutolo detto "'O Professore 'e Vesuviano", interpretato nel film ''Il Camorrista'', che segnò l'esordio alla regia di Giuseppe Tornatore nel 1986.Il film fu ritirato dopo due mesi di distribuzione, querelato e messo in onda da Rete 4 nel marzo 1994.




Inserito da:
Michele Cinque - direttore@positanonews.it

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