
Drogarsi, ubriacarsi e poi mettersi alla guida di un'auto da non distinguere più la strada, non può considerarsi un incidente
Quattro anni fa, nell’estate del 2008, era stato fermato alla guida dell’auto gonfio di alcol e cocaina. A ottobre dell’anno successivo era stato condannato a quattro mesi, ma disgraziatamente è entrato in carcere troppo tardi perchè nel frattempo ha ucciso una ragazza. Alessando, 31 anni, in una notte buia e piovosa a Bollate era sotto l’effetto di cannabis e di tranquillanti pesanti. Talmente fuori di testa da invadere l’altra corsia e schiantarsi contro l’auto di Roberta, una giovane appena laureata. Era stato condannato a quattro anni per omicidio colposo, ma complessivamente dietro le sbarre è rimasto solo sei mesi. Adesso la Corte d’Assise ha ribaltato tutto condannandolo a 21 anni (ridotti a 14 per il rito abbreviato) per omicidio volontario. Un giudice coraggioso, Maria Luisa Dameno, ha insomma messo in atto quello che può definirsi un reato purtroppo frequentissimo: l’omicidio stradale. P. Scaccia
Giovanni Farzati; Positanonews; Italia, ogni anno quasi 5000 persone perdono la vita in seguito a scontri stradali; si può stimare che almeno un terzo di questi sia riconducibile alla fattispecie dell’ “omicidio stradale”;600 gli omicidi con arma da fuoco o da taglio, tanto per fare un confronto.
Uccidere con un mezzo meccanico -camion, auto, moto, ciclomotore- è molto più semplice che uccidere con una pistola; in altri paesi europei, dove le strade sono molto più sicure che in Italia, esistono già pene e provvedimenti simili per chiunque provochi un incidente a causa della guida pericolosa.
Abbiamo bisogno di più giudici coraggiosi, che vedano il reato per quello che è; e se di omicidio si tratta, come tale va condannato; chi è morto non torna più, purtroppo, ma che almeno per i colpevoli ci sia la certezza della pena; c'è chi piange un figlio ucciso sull'asfalto da un pirata della strada e chi è più fortunato,come r.r.
Anche mio figlio più piccolo è stato vittima del pirata della strada. Si è salvato per miracolo, con una lunghissima degenza e invalidità. Il conducente è stato protetto e può ancora uccidere. Avevo raccolto molti indizi, elementi per rintracciare il conducente, ma nessuno ha fatto nulla. Per mesi sono andata di notte sul posto dell’incidente fino che ho trovato la macchina. La frase che mi ricordo “La prossima volta chiamiamo lei per investigare”;opinion piece constructed with comments read on a blog to which I added my opinions