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02/02/2012

POSITANO 2 FEBBRAIO 1943, L’AFFONDAMENTO DEI VAPORI

LA MAMMA E IL FIGLIO
LA MAMMA E IL FIGLIO

Il 2 febbraio del 1943 il sottomarino inglese Safari, in rada a Positano sulla costa d'Amalfi, silurò due piroscafi italiani, il Salemi e il Valsavoia, che - in navigazione alla volta di Palermo carichi di cemento, cereali, paglia e fieno - presto affondarono.

Come è accaduto poco tempo fa all’Isola del Giglio, dove è naufragata la nave da crociera Concordia, anche a Positano tutti corsero in aiuto dei naufraghi dei due piroscafi. Si distinsero nel salvataggio Luigi Marrone, Pietro Pane, Francesco Esposito, Luigi Parlato, i proprietari degli alberghi Savoia, Margherita e Santa Caterina, il parroco Monsignor Saverio Cinque e la famiglia dei Polese, capitanati da Gennaro, che, messe in mare le loro barche, si diressero al largo per raccogliere i sopravvissuti all’affondamento delle due navi. Per l’azione coraggiosa da essi compiuta queste persone ebbero delle onorificenze e la gratitudine eterna dei naufraghi, che in seguito sono venuti molte volte a Positano.

Tuttavia vittime dei siluri furono non solo le due navi, ma anche i due faraglioni, che si ergevano a poca
distanza dalla torre di Fornillo ed erano chiamati Mamma e Figlio; infatti su di essi erano apposte delle ceramiche raffiguranti la Madonna e il Bambino Gesù, che ora si possono ammirare sul fondo del mare.

L’ennesimo siluro si arenò sulla spiaggia di Positano e Filiberto Persico, che già allora gestiva un famoso stabilimento balneare, lo prese e, disinnescatolo e svuotatolo, ne fece una doccia per i suoi clienti.

Ancora oggi i pescatori conoscono la posizione dei relitti dei due vapori, che sono diventati una vera e propria casa per i pesci, e dicono appunto che vanno a pescare sui vapori.

CLASSE II B SCUOLA SECONDARIA DI POSITANO

Antonella Buonocore, Alessia Castellano, Enrico Cinque, Antonio Marrone, Alfonso Mazzacano e Fabio
Carandente ringraziano il Signor Massimo Capodanno, che ha permesso loro di utilizzare la foto, il Signor Giuseppe Sabella, che ha tramandato  questo frammento di storia positanese, ed il Signor Carlo Cinque, che ha raccontato l'aneddoto di Filiberto.

 

 

Positano, costiera amalfitana. Continua la bellissima esperienza del laboratorio di giornalismo dell'istituto comprensivo di Positano e Praiano in costa d'Amalfi con Positanonews; gli altri articoli potrete leggerli nella sezione Giornalisti in Erba nel link nella parte centrale della colonna destra del sito  cliccando qui

 

 




Inserito da:
Mariagrazia Cinque - maria.grazia.cinque@alice.it

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