
CONCETTINA DI LEVA
Positano . Concettina Di Leva era la secondogenita di undici figli di un pescatore. Siccome negli anni Quaranta l’attività paterna non consentiva un alto tenore di vita, ebbe l’opportunità di studiare solo fino alla quinta elementare, nonostante dimostrasse di avere grandi doti di apprendimento, capacità e intuito, uniti a una grande bellezza e ad un’eleganza innata. In virtù di queste sue doti apprese presto e senza difficoltà il mestiere di sarta, andando a perfezionarlo e a far pratica dalla cugina Natalina, moglie di Pasquale Romano. Aveva all’incirca tredici anni. Questa sua grande passione fu interrotta per un paio d’anni in seguito alla chiamata della proprietaria del ristorante “Buca di Bacco”, che la volle come sua aiutante in cucina. A quei tempi a Positano veniva a villeggiarela Marchesa Eva De Ruggiero, che qui comprò delle proprietà e aprì uno dei primi atelier di moda e un negozio. Venuta a conoscenza della bravura di Concettina, la Marchesa fece di tutto per averla nel suo laboratorio, dove ella lavorava con altre tre signore, tra cui Concetta Di Franco. Oltre a lavorare, Concettina insegnava il mestiere alle ragazze con precisione e severità pretendendo da loro tali qualità. La Marchesa comprava i vestiti a Parigi, li portava in laboratorio e Concettina e le altre signore dovevano studiarli e realizzarli. Successivamente la De Ruggiero fece venire a Positano alcuni stilisti dalla Francia in modo da realizzare i modelli che poi le sarte trasformavano in veri e propri capolavori, confezionati con tessuti pregiati che la Marchesa comprava a Napoli. Tutto il lavoro era rigorosamente fatto a mano e veniva completato con la stiratura con ferri a carbone, operazione delicata, visto il grande valore che aveva il capo realizzato. Gli abiti erano di una grande eleganza e venivano confezionati per aristocratici inglesi e per l’alta società milanese, napoletana ecc. Concettina lavorò lì all’incirca dieci anni, poi, in seguito alla nascita del primogenito, continuò il suo lavoro a casa insieme all’amata cognata Beatrice Rispoli e ad altre signore che andavano lì per apprendere il mestiere di sarta. Quindi Concettina si recava in laboratorio solo per la prova dell’abito e per gli ultimi accorgimenti. Dopo la chiusura dell’atelier della Marchesa lavorò per altri negozi, soprattutto per “Da Filomena” e negli ultimi anni per “Luisa”. Continuò fino all’età di sessantotto anni, quando, per motivi di salute, dovette abbandonare definitivamente il suo lavoro. Concettina era una donna buona, sensibile, generosa, garbata, soprattutto lavoratrice instancabile che sapeva conciliare la passione per il mestiere di sarta con quello di casalinga, moglie e madre di quattro figli maschi, anche quando la vita le metteva di fronte duri ostacoli da superare.
Alessia Castellano
SCUOLA SECONDARIA DI POSITANO
CLASSE II B
Positano, costiera amalfitana. Continua la bellissima esperienza del laboratorio di giornalismo dell'istituto comprensivo di Positano e Praiano in costa d'Amalfi con Positanonews; gli altri articoli potrete leggerli nella sezione Giornalisti in Erba con box al centro del sito nel banner o nel link nella parte centrale della colonna destra del sitoo cliccando qui