
Riscaldamenti fuori uso nel Distretto Sanitario di Castiglione di Ravello
Impianto di riscaldamento fuori uso e si battono i denti nella parte di edificio adibito a Distretto Territoriale dove ha sede anche l’Ospedale di Castiglione di Ravello. Attraversando la struttura sanitaria da un lato all’altro, è facile accorgersi in pochi metri, della sensibile differenza di temperatura: piacevole negli ambienti dell’ala est della struttura ospedaliera (che dipende dal San Leonardo di Salerno), pungente negli ambienti dell’ala ovest (che dipendono dall’ASL di Cava De’ Tirreni) ove hanno sede “le unità operative che garantiscono alla popolazione la necessaria assistenza sanitaria”, si legge sulla pagina web.
Così non è raro che, mentre nell’ala dell’ospedale si odono chiamare i nomi dei pazienti di turno, nell’ala adibita a Distretto territoriale si ode, per lo più, chiamare “stufetta” che, lungi dall’essere il cognome di un paziente, è il nome dell’accessorio che il personale ha acquistato con una colletta.
La notizia non sarebbe neanche meritoria di pubblicazione, se fossimo certi che si trattasse di un fatto occasionale. Ma così non è.
Oggi abbiamo raggiunto telefonicamente il Direttore responsabile del Distretto.
Si è detta “sorpresa” e di “non essere stata informata dell’inconveniente”.
A noi risulta invece che l”inconveniente”, nonostante gli innumerevoli ambulatori aperti al pubblico, perdura dall’inizio di questo inverno.
Anzi, qualcuno giura che il problema si è palesato fin dall’estate scorsa quando, lo stesso impianto avrebbe dovuto erogare aria fresca.
Così come ci risulta che alcuni operatori sanitari abbiano già da tempo espresso le loro proteste anche per iscritto.
Gentile Direttore responsabile, per la mattinata di domani Sky meteo prevede una temperatura di 6 gradi.
Le ricordo che anche domani, nell’ambulatorio di pediatria, piuttosto che in quello di ginecologia e Ostetricia o in quello di Fisiatria o di Riabilitazione del suo Distretto, un medico, per svolgere al meglio il proprio lavoro, sarà costretto a dire al suo paziente di turno, sia esso bambino, adulto o anziano: “Si scopra, prego”.
Gino Amato