
SALERNO Amato, nuovo stop al pastificio
Amato, nuovo stop al pastificio A ventiquattro ore dalla firma del contratto con la Molini e Pastifici di Giudice, la Procura ha inoltrato il proprio ricorso in Cassazione, dopo che il collegio del tribunale fallimentare aveva ritenuto non determinante l’esposto presentato dalla Procura stessa contro l’aggiudicazione. La societá di Giudice è intenzionata a non voler firmare, almeno per il momento, il contratto. La sigla dell’accordo era programmata per questo pomeriggio. Esasperati i lavoratori Nuovi punti interrogativi sulla vertenza dell’ex pastificio Amato. Ieri mattina, a ventiquattro ore dalla firma del contratto di fitto di ramo d’azienda con la Molini e Pastifici dell’imprenditore siciliano Giovanni Giudice, è arrivata la doccia fredda. La Procura ha inoltrato il proprio ricorso in Corte di Cassazione, dopo che il collegio del tribunale fallimentare aveva ritenuto non determinante ai fini del fitto, l’esposto presentato dalla Procura stessa contro l’aggiudicazione a Giudice. • In quanto indagato in concorso con la famiglia Amato per i presunti reati di bancarotta fraudolenta commessi nell’a mministrazione dello stesso complesso industriale. Sempre ieri proprio la societá di Giudice ha fatto sapere, a mezzo comunicazione scritta, l’intenzione di non voler firmare, almeno per il momento, il contratto di fitto. La sigla dell’accordo era programmata per questo pomeriggio presso lo studio del notaio Paolo Califano. Nonostante il temporaneo no da parte di Giudice alla sottoscrizione del contratto, questa mattina i legali dell’i mprenditore siciliano hanno garantito la loro presenza alla riunione, giá fissata in mattinata, con il curatore fallimentare Luigi Amendola, ed i sindacati. Molti gli interrogativi che si sono nuovamente presentati sul futuro dello stabilimento: le due vicende, quella giudiziaria e quella strettamente fallimentare, stando ai primi pareri raccolti tra i sindacati, potrebbero viaggiare parallelamente. Da un lato, dunque, la questione giudiziaria potrebbe continuare in attesa della pronuncia della Corte di Cassazione. Dall’altra, però, il fitto potrebbe essere comunque assegnato a Giudice, e consentire, così, il riavvio dell’a zienda. Sará proprio la riunione di questa mattina a cercare di far luce sulla situazione. Dal confronto si riusciranno a capire meglio le intenzioni della Molini e Pastifici che, comunque, risulta vincitrice della gara del 19 dicembre scorso. Occorrerá anche capire se effettivamente le due questioni possono continuare a viaggiare su due binari diversi. E, soprattutto, si dovranno capire le intenzioni della curatela e del tribunale fallimentare. Che, solo pochi giorni fa, dopo la presentazione dell’offerta, ritenuta irricevibile, del gruppo "Ar", che fa capo all’imprenditore di Angri, Antonino Russo, aveva di fatto confermato l’assenza di ogni tipo di impedimento alla chiusura del fitto da assegnare alla societá di Giudice. Una cosa è certa: la rabbia dei lavoratori dello stabilimento è arrivata al limite. «Sembra una telenovela senza fine - hanno detto - fino a poche ore fa sembrava tutto risolto, ora rispunta un’altra novitá e si mette di nuovo tutto in gioco. Se alla fine si deciderá di aspettare la pronuncia della Cassazione, passeranno mesi e si potrebbe addirittura arrivare a maggio a stabilimento ancora chiuso». Il prossimo 22 maggio, infatti, è prevista la chiusura del bando di gara per l’acquisto dello stabilimento di via Tiberio Claudio Felice.
di Diletta Turco LA CITTA