
Genoa Napoli

Genoa con un 4-3-3 Gilardino -Palacio-Jankovic.Mazzarri con 3-4-2-1,nonostante il gemellaggio tra le due tifoserie il Genoa vorra' vendicarsi del 6-1 di Napoli.Turnover per il Napoli confermati in difesa Aronica-Campagnaro-Cannavaro,ma ci potrebbe essere la sorpresa Britos,il centrocampo composto da Dzemaili e Gargano,Maggio a destra e Dossena a sinistra,in attacco Pandev al posto di Cavani, Lavezzi e Hamsik.Quindi come possiamo vedere un Genoa molto offensivo lavoro difficile per il Napoli.I due mediani e gli esterni azzurri saranno senza dubbio sottoposti ad un gran lavoro di copertura dei tre centrali che non dovranno mai trovarsi in parità oppure inferiorità numerica contro le tre punte liguri.Il Napoli avra' sicuramente dei grandi spazi e far sua la partita.

FORMAZIONI UFFICIALI
GENOA (4-3-3): Frey, Mesto, Kaladze, Granqvist, Moretti; Kucka, Biondini, Sculli; Palacio, Gilardino, Jankovic. All.: Pasquale Marino. Riserve: Lupatelli, Sampirisi, Zè Eduardo, Pratto, Birsa, Seymour, Jorquera
NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Britos; Zuniga, Dzemaili, Gargano, Dossena; Hamsik; Pandev, Lavezzi. All.: Walter Mazzarri. Riserve: Rosati, Fernandez, Grava, Inler, Maggio, Vargas, Cavani.
A MARASSI L'ABBRACCIO DEI TIFOSI
Benvenuti in Liguria. Nulla può scalfire i rapporti idilliaci tra le tifoserie di Napoli e Genoa. Un amore che resiste a tutto, anche ai sei gol di poco più di un mese fa che mandarono in tilt il Grifone e costarono la panchina a Malesani. Secondo le previsioni saranno circa duemila i supporters azzurri allo stadio Luigi Ferraris, quartiere di Marassi.
E, come ormai succede da decenni, saranno accolti con ogni referenza. Prima della gara, annuncia il sito dei tifosi rossoblù, sarà diffuso un messaggio di saluto da parte dello speaker. Non è difficile prevedere che tra le due tifoserie sarà la solita festa. Pochi giorni fa l’ultimo esempio dell’immenso affetto che lega azzurri e genoani: agli irriguardosi cori anti-Napoli rivolti dalla curva dell’Inter (costata poi una multa al club nerazzurro) risposero gli slogan della curva che ospitava quelli del Genoa.
Se non è amore questo. Un gemellaggio che dura dal 1973. Molto prima, dicono le cronache, di quel fatidico 16 maggio del 1982 quando un gol di Faccenda al 92’ al San Paolo (complice un generoso calcio d’angolo concesso da Castellini) sancì la salvezza dei liguri e la retrocessione del Milan al fotofinish.
Quasi quarant’anni di gemellaggio effettivo: nel 1973 nessuno voleva giocare con il Napoli perché tra gli avversari, anche quelli di serie A, c’era il timore di poter contrarre il virus del colera dai giocatori azzurri. Fu proprio il Genoa a rompere il boicottaggio e a chiedere di organizzare un’amichevole. Genoa e Napoli andarono a braccetto in serie A, dopo lo 0-0 nell’ultima giornata di serie B. Una festa meravigliosa. Forse il ricordo più bello. ilmattino